Dal 16 al 18 settembre a Verona, medici, biologi, ricercatori, ufficiali dell’Aeronautica Militare, esperti dell’industria aerospaziale e rappresentanti delle principali istituzioni nazionali ed europee da università, istituzioni e industria si sono confrontati al XXXVI Convegno Nazionale di Medicina Aeronautica e Spaziale sulle nuove frontiere della medicina aerospaziale, una disciplina sempre più rilevante anche per la salute della popolazione generale.
Il Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Medicina Aeronautica e Spaziale (AIMAS) è il principale appuntamento scientifico italiano dedicato a una disciplina sempre più centrale per il futuro del mondo aeronautico, dell’esplorazione spaziale e della medicina. L’Aeronautica Militare, che con i suoi Ufficiali medici ha fondato nel 1952 l’AIMAS, anche quest’anno ha partecipato attivamente ai lavori scientifici del Convegno, svoltosi nelle due prime giornate di lavori presso la Camera di Commercio di Verona, e conclusosi il 18 settembre al P.O.E. Sanitario del 3°Stormo di Villafranca di Verona.
I lavori del convegno hanno come lo spazio non sia più soltanto il luogo delle grandi esplorazioni, bensì un laboratorio che sta cambiando la medicina, le neuroscienze, la sicurezza del volo e persino la pratica clinica quotidiana. Le conoscenze sviluppate per proteggere astronauti, piloti ed equipaggi trovano infatti applicazione nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura di numerose patologie che riguardano la popolazione generale.
Il Presidente uscente dell’AIMAS, Generale Ispettore Capo Pietro Perelli, Capo del Corpo Sanitario Aeronautico, ha dichiarato: “L’apertura dei lavori del congresso è l’occasione per ribadire il valore della collaborazione tra mondo militare e civile, Atenei ed Enti di Ricerca nel campo della medicina aerospaziale, un dialogo che si traduce in un proficuo uso duale di tecnologie e ricerche, a beneficio tanto dell’operatore in divisa quanto del cittadino. È in questo spirito che l’AIMAS raccoglie la gloriosa tradizione scientifica italiana degli anni Trenta, quella di Guidonia, e la rilancia ancora oggi attraverso il premio “i Guidoniani”, riconoscimento a chi contribuisce con merito a questa storia di eccellenza”. Presente alla cerimonia di apertura, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, anche il Generale di Squadra Aerea Achille Cazzaniga, Comandante Logistico dell’Aeronautica Militare, che ha sottolineato nel suo indirizzo di saluto l’importanza strategica della ricerca scientifica e medica nel campo spaziale.
Il congresso ha offerto una panoramica completa sulle sfide della ricerca contemporanea. La sessione di apertura si è occupata di microgravità e medicina spaziale, con un focus sulle strategie nutrizionali per le missioni spaziali di lunga durata e sui futuri habitat lunari, seguita dall’apprezzatissima lectio magistralis del Professor Mattia Cerri dell’Università di Bologna dal titolo “L’ibernazione per i viaggi interplanetari: scienza non fantascienza”, dedicata a una delle prospettive più affascinanti della ricerca internazionale.
Le neuroscienze applicate al volo, gli studi sul sistema vestibolare e sui processi decisionali, i nuovi criteri di certificazione aeromedica in campo cardiologico e neurologico, l’impiego dell’intelligenza artificiale come supporto alle decisioni cliniche e all’analisi degli incidenti aeronautici, le tecnologie multiomiche per la medicina aerospaziale e il ruolo dei simulatori di volo tra addestramento e disadattamento sono stati tra gli argomenti profondamente innovativi trattati nella seconda giornata di lavori.
Grande attenzione è stata dedicata anche ai temi della sicurezza del volo e del fattore umano, con approfondimenti sui bias cognitivi, sull’addestramento dei piloti dei velivoli di quinta e sesta generazione e sulle tecnologie emergenti che stanno trasformando la medicina aeronautica, avvalendosi dei contributi da parte, tra gli altri, dell’Ente Nazionale Aviazione Civile (Enac), dello European Aviation Safety Agency, dell’Ispettorato Sicurezza Volo, dell’Agenzia Nazionale Sicurezza Volo e dell’Associazione Nazionale degli Assistenti e Controllori della Navigazione Aerea.
La giornata conclusiva del Convegno si è svolta presso il Point of Entry (POE) Sanitario del 3° Stormo ed è stata dedicata al biocontenimento e al trasporto sanitario aereo (MEDEVAC). Struttura campale modulare e rapidamente rischierabile, il POE rappresenta una delle espressioni più innovative della vocazione del Reparto nella logistica di proiezione, estesa anche alla componente sanitaria. Ad accogliere i partecipanti è stato il Comandante del 3° Stormo, Colonnello Mauro Manti, che ha illustrato le capacità della struttura, in grado di accogliere fino a 92 pazienti, di cui 14 in terapia intensiva, e le prospettive di sviluppo nella logistica sanitaria di proiezione, tra cui nuovi Role 1+ e un POE Light, rapidamente proiettabili e impiegabili anche in aree di crisi. Il personale dell’Infermeria del 3º Stormo ha quindi condotto una simulazione dal vivo della gestione di un’emergenza sanitaria, dall’arrivo di pazienti potenzialmente infettivi a bordo di un velivolo al trasferimento verso il POE, fino al triage e alla presa in carico. La dimostrazione ha mostrato anche le procedure di biocontenimento e alcune tecnologie integrate nel sistema, tra cui droni aerei e terrestri a guida autonoma e sistemi robotici quadrupedi. La giornata ha mostrato la concreta ed efficace integrazione di capacità sanitarie, logistiche e tecnologiche in un unico assetto proiettabile, rafforzando il ruolo del 3° Stormo che per la natura della sua missione e delle sue capacità, si configura come naturale laboratorio di sperimentazione e sviluppo nello specifico settore della logistica sanitaria di proiezione, in collaborazione con realtà accademiche e dell’imprenditoria specializzata.
A conclusione dei lavori è avvenuto il passaggio di consegne alla presidenza dell’AIMAS tra il Generale Ispettore Capo Pietro Perelli, presidente uscente, e il Brigadier Generale Emanuele Garzia, Capo del Servizio Sanitario del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare.
Come da tradizione, sono stati consegnati i Premi Scientifici “I Guidoniani”, riconoscimento dedicato ai migliori contributi scientifici nei settori del volo atmosferico, del volo spaziale e del traffico aereo. I vincitori di quest’anno sono: Alessia Ricci, ingegnere biomedico e dottoranda in Morfogenesi e Ingegneria Tissutale presso Sapienza Università di Roma con il lavoro “Biomarcatori di ipossia nei piloti: verso una nuova bio-telemetria per l’ATC” e Andrea Di Piero, psicologo e dottore in Neuroscienze Cognitive presso Sapienza Università di Roma, con il lavoro “Metanalisi dei markers di ipossia in alta quota”.
In un momento storico caratterizzato dal ritorno dell’uomo sulla Luna, dallo sviluppo della Space economy e dall’espansione delle missioni spaziali internazionali, il XXXVI Convegno AIMAS ha rappresentato un’importante occasione di confronto scientifico sulle tecnologie e sulle conoscenze che accompagneranno il futuro dell’uomo nello spazio e che, al tempo stesso, contribuiranno a migliorare la salute e la sicurezza sulla Terra.