La nostra squadra: donne, uomini e mezzi al servizio del Paese

Con il loro agire le donne e gli uomini dell’Aeronautica Militare esprimono, anche attraverso l’utilizzo dei mezzi a loro disposizione, il valore della Forza Armata e il suo ruolo nel garantire la sicurezza del Paese, la protezione degli interessi nazionali e l’erogazione di servizi essenziali per la comunità.

Il personale militare e civile dell’Aeronautica Militare è la risorsa più preziosa e la migliore garanzia per il futuro. È il primo depositario dei valori dell’Aeronautica Militare: etica, competenza e passione. L’etica è il collante di qualsiasi società e delle organizzazioni che ne fanno parte; la competenza professionale è un requisito indispensabile; la passione è necessaria a chiunque abbia scelto di dedicare il proprio servizio all’Italia e alle Istituzioni.

Aeromobili in linea

Combattimento

L’Aeronautica Militare assicura la sorveglianza e difesa dello spazio aereo nazionale 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, con un sistema di difesa integrato, fin dal tempo di pace, con quello degli altri Paesi appartenenti alla NATO. 

AMX e AMX-T

AMX e AMX-T

Ghibli è il “nickname” attribuito negli anni novanta all’AMX (nomenclatura aeronautica A-11B), un aereo monomotore da attacco e ricognizione, disponibile anche nella versione biposto da addestramento avanzato (AMX-T), frutto della collaborazione industriale tra Italia, con Alenia che detiene il 70,3% del programma, e Brasile, con Embraer che cura il rimanente 29,7%. L’AMX-T (nomenclatura aeronautica TA-11B) è soprattutto velivolo da addestramento e OCU (Operational Conversion Unit), ma ha anche capacità operative assimilabili a quelle del monoposto. Il Ghibli è in grado di svolgere missioni di supporto ravvicinato, ricognizione tattica ed aerocooperazione con le forze di superficie (terrestri e navali). Il velivolo è dotato di un impianto per il rifornimento in volo e, grazie al sistema avionico in dotazione, è in grado di svolgere missioni ognitempo. Per accrescere le potenzialità d’impiego della flotta, a favore della linea AMX sono stati sviluppati specifici programmi addestrativi per operare con l’ausilio di visori notturni ed è stato completato un programma di ammodernamento ACOL (Aggiornamento Capacità Operative e Logistiche) volto, tra l’altro, a dotare il Ghibli di munizionamento più moderno, preciso e avanzato.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 9,97 m – lunghezza: 13,23 m – altezza: 4,55 m – peso massimo al decollo: 13.000 kg – impianto propulsivo: un turbofan Rolls-Royce Avio RB.168-807 Spey da 5.000 kg/s – velocità massima: 940 km/h (0,86 mach) – tangenza: 13.000 m – autonomia: 3.600 km (trasferimento) – equipaggio: 1 pilota/1-2 piloti* – armamento: 1 cannone cal. 20 mm, fino a 3.800 kg di carichi esterni (serbatoi ausiliari, pod da ricognizione, missili aria-aria AIM-9L Sidewinder, ecc.). *AMX-T

TORNADO

TORNADO IDS-IT ECR

​​​​​​​Il Tornado (nomenclatura aeronautica A-200A) è un velivolo da combattimento bireattore, biposto, con ala a geometria variabile e capacità ognitempo, che l’Aeronautica Militare ha acquisito a partire dal 1982. Tramontato il rischio di un confronto militare globale, la probabilità di utilizzare un velivolo come il Tornado, la cui efficacia è stata accresciuta dall’acquisizione di sistemi d’arma d’avanguardia, riguarda essenzialmente le cosiddette “operazioni di risposta alle crisi”, interventi cioè nelle fasi più virulente di un confronto militare con lo scopo di attivare il processo di progressiva stabilizzazione e di svolgere quell’azione di deterrenza che permettono, insieme, di garantire dal cielo, la sicurezza delle forze di superficie e di spegnere, sul nascere, possibili “ritorni di fiamma”. Il ruolo di questi velivoli va quindi inquadrato unicamente con finalità strumentali alla vocazione pacifica del nostro Paese. Nella versione standard IDS (Interdiction Strike – nomenclatura aeronautica A-200C), il Tornado può essere impiegato come cacciabombardiere e ricognitore. La variante IT-ECR (Electronic Combat Reconnaissance – nomenclatura aeronautica EA-200B) è invece​ specializzata nella soppressione delle difese aeree avversarie mediante l’impiego di missili aria-superficie AGM-88 HARM.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare min./max: 13,91/8,60 m – lunghezza: 16,70 m – altezza: 5,95 m – peso massimo al decollo: 28.000 kg – impianto propulsivo: due turbofan Turbo Union RB.199 Mk.103 da 7.260 kg/s con postbruciatore – velocità massima a bassa quota: circa 1.480 km/h (1,2 mach) – tangenza: 15.000 m – autonomia: 3.800 km (trasferimento) – equipaggio: 1 pilota, 1 navigatore – armamento: 2 cannoni cal. 27 mm (1 su IT-ECR), fino a 9.000 kg di carichi esterni (serbatoi ausiliari, pod da ricognizione e designazione bersagli, missili aria-aria AIM-9L Sidewinder, ecc.).

EUROFIGHTER

EUROFIGHTER

​​​L’Eurofighter (nomenclatura aeronautica F-2000A) è un caccia di ultima generazione, il più avanzato aereo da combattimento mai sviluppato in Europa, in grado di offrire capacità operative di ampio respiro e un’efficacia impareggiabile nel settore della Difesa Aerea. L’inserimento di questi velivoli nel servizio d’allarme nazionale, garantito dai reparti dell’Aeronautica Militare per la Difesa Aerea 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, permette di fornire una maggiore capacità a quel complesso dispositivo che, in pochi minuti, assicura il decollo dei caccia per intercettare e identificare qualunque traccia aerea sospetta rilevata dai radar. E’ il frutto della collaborazione industriale di Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 10,95 m – lunghezza: 15,96 m- altezza: 5,28 m – superficie alare: 50 mq – peso a vuoto: 10.995 kg – peso massimo al decollo: 23.000 kg – impianto propulsivo: 2 turbofan Eurojet EJ200 da 60kN (13.490 lb) a secco e 90kN (20.000 lb) con postbruciatore – velocità massima: 2 mach – tangenza operativa: 13.000 m – autonomia massima: 3.600 km – raggio d’azione: oltre 1.350 km – equipaggio: 1/2 piloti – armamento: 1 cannone Mauser cal. 27 mm, fino a 6.500 kg di carichi esterni (serbatoi ausiliari, missili aria-aria a guida radar e infrarossa, ecc.).

F-35

F-35

​Il velivolo F-35 è un sistema d’arma aeronautico di quinta generazione dotato di uno spettro di capacità operative tale da consentire lo svolgimento contemporaneo ed autonomo di tutte le missioni della dottrina aerotattica. 
Lo stato dell’arte della tecnologia applicata alla sensoristica di bordo e la bassa osservabilità del velivolo (ridotta capacità di essere scoperto da RADAR ostili), sono elementi distintivi che consentono di aumentarne esponenzialmente l’efficacia operativa, garantendo non solo maggiori livelli di sopravvivenza in territori ostili, ma anche una elevata consapevolezza e conoscenza dello scenario tattico, elemento quest’ultimo, estremamente prezioso nei moderni scenari di crisi. 
Le elevate capacità di scoperta, identificazione e precisione d’ingaggio, conferiscono al velivolo un potenziale di assoluto rilievo che, unito ad innovative capacità di comunicazione e condivisione real-time delle informazioni essenziali (capacità Net-Centric), fornisce al pilota una gestione del teatro d’operazione senza eguali, rendendo l’F-35 un assetto pregiato che s’inserisce perfettamente nel moderno contesto operativo.
Per queste sue peculiari caratteristiche, il velivolo F-35 è stato scelto come il sistema d’arma più idoneo per le prime linee operative di molte nazioni alleate.
La partecipazione italiana al Programma Joint Strike Fighter inizia nel 2002, per vedere poi nel 2009 il Parlamento italiano approvare l’acquisizione dei velivoli e la realizzazione di una linea nazionale di assemblaggio e verifica finale. Da allora, il coinvolgimento crescente dell’Italia ha portato il raggiungimento di importanti milestones quali, ad esempio: il primo volo del primo velivolo assemblato in Italia (Settembre 2015), la prima trasvolata atlantica nella storia dell’F-35 (Febbraio 2016), il primo paese Partner ad attivare una base operativa JSF al di fuori dei confini statunitensi presso il 32° Stormo di Amendola (dicembre 2016).​​
Il velivolo è attualmente in uso all’Aeronautica Militare è quello nella variante A, Conventional Take-Off and Landing (CTOL): versione a decollo e atterraggio convenzionale. Il 25 gennaio del 2018 è stata consegnata al Ministero della Difesa anche la versione B, Short Take-Off and Vertical Landing (STOVL): versione a decollo corto ed atterraggio verticale per l’impiego sia su piste austere e sia su unità navali tipo LHA/LHD/CV (Amphibious Assault Ships and Aircraft Carrier).
 
 
 
 

Caratteristiche tecniche:

Versione A – Apertura alare: 10,6 mt – lunghezza: 15,4 mt – altezza: 4,6 mt – superficie alare: 42,7 mq – velocità massima: 1.6 mach – tangenza operativa: 15.240 mt – raggio d’azione: oltre 1100 km – impianto propulsivo: 1 turbofan Pratt & Whitney F135 da 191kN (con postbruciatore) – peso a carburante interno: oltre 8000 kg – equipaggio: 1 pilota – armamento: cannone interno, armamento di caduta a guida GPS e laser, missili aria-aria a guida radar e infrarossa.

Versione B – Apertura alare: 10,6 mt – lunghezza: 15,6 mt – altezza 4,6mt – superficie alare: 42,7 mq – velocità massima: 1.6 mach – tangenza operativa: 15.240 mt – raggio d’azione: oltre 800 km – impianto propulsivo: 1 turbofan Pratt & Whitney F135 da 187kN (con postbruciatore) – carburante interno: oltre 6000 kg – equipaggio: 1 pilota – armamento: cannone esterno, armamento di caduta a guida GPS e laser, missili aria-aria a guida radar e infrarossa.

Rifornimento e Trasporto

Il trasporto è da sempre il “mestiere” dei velivoli della 46^ Brigata Aerea di Pisa e, principalmente sulle tratte a lungo raggio, dei cargo/tanker del 14° Stormo di Pratica di Mare (Roma) che soddisfano anche le esigenze di rifornimento in volo. L’importanza di questi assetti, vitali per la Forza Armata, è cresciuta in modo esponenziale con la proiezione “fuori area” dello Strumento Militare nazionale. Non c’è località del Pianeta in cui siano dislocati i nostri contingenti che non sia periodicamente raggiunta dai C-130J Hercules e dai C-27J Spartan i quali, anche in situazioni di minaccia, sono in grado di garantirne il rifornimento e l’avvicendamento. I velivoli da trasporto dell’Aeronautica consentono di realizzare e sostenere nel tempo quella rete di collegamenti aerei che fa da “trait d’union” con i teatri operativi “fuori area” più importanti. Oltre all’impiego nel campo degli aiuti umanitari e della protezione civile, l’Aeronautica è impegnata nel “trasporto aereo in biocontenimento” e nel trasporto sanitario di ammalati e traumatizzati, nonché di pazienti che necessitano di trapianto di organi. Quest’ultima è una attività che, dato l’“imminente pericolo di vita” delle persone trasportate, impone un livello di prontezza paragonabile a quello dei caccia della Difesa Aerea o del SAR, ventiquattro ore al giorno, 365 giorni all’anno.​

AIRBUS A-319CJ

AIRBUS A319CJ

​​​​Da marzo 2000, il 31° Stormo ha preso in carico il primo dei tre bireattori di linea Airbus A319, versione Corporate Jet (CJ), dotata di serbatoi ausiliari che ne aumentano l’autonomia rispetto alla versione commerciale. L’Airbus A319CJ (nomenclatura aeronautica VC-319A) è il primo velivolo dell’Aeronautica Militare certificato per eseguire avvicinamenti ILS (Instrument Landing System) CAT3, ovvero in assenza di visibilità verticale e orizzontale ed è in grado di atterrare e fermarsi in pista automaticamente. L’allestimento interno consiste di quattro zone: una «conference room», una zona di riposo ad elevato comfort riservata alle massime autorità a bordo, il compartimento per i passeggeri e il compartimento per il riposo dello staff. L’A319CJ dispone del sistema di controllo fly by wire che riceve input da due “cloche laterali” di tipo «sidestick». La strumentazione è molto moderna, con due piloti automatici, due Flight Director, un Autothrust per la regolazione automatica della potenza nelle varie fasi di volo, un sistema elettronico digitale di presentazione dei dati e un Hud (Head-Up Display) per facilitare gli atterraggi su piste prive di radioassistenza e i decolli in condizioni di bassa visibilità.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 33,91 m; lunghezza: 33,80 m; altezza: 11,80 m; superficie alare: 122,40 mq; pesi: a vuoto 40.160 kg, max al decollo: 75.500 kg; carburante: 27.000 kg; impianto propulsivo: due turbofan CFM56 da 27.000 kg/s; velocità massima: 0,82 mach (900 km/h); tangenza: 10.060 m (41.000 ft); autonomia (con serbatoi ausiliari): 8500 km; equipaggio minimo: 2 piloti, 2 specialisti, 2 assistenti di volo, 50 passeggeri il primo velivolo acquisito, 36 gli altri due.

C-27J SPARTAN

C-27J SPARTAN

​​​​Il C-27J Spartan, è la nuova e avanzata versione del velivolo da trasporto tattico in dotazione all’Aeronautica Militare. Derivato dal G-222 ed equipaggiato con gli stessi motori e numerosi apparati del C-130J, il C-27J si è dimostrato un cargo medio particolarmente versatile e flessibile nell’impiego e in grado di svolgere con efficacia le diverse missioni da trasporto tattico operando anche da piste semi-preparate o deteriorate. Questo velivolo garantisce all’Aeronautica Militare di effettuare con efficacia anche missioni di tipo sanitario e aviolancio di materiali e paracadutisti. Anche non essendo un compito specifico affidato al C27J, il velivolo può espletare anche missioni di pattugliamento marittimo. La versione consegnata all’Aeronautica Militare è tra le più ricche e complete, e prevede un sistema di proiezione dati di tipo avanzato, con digital map ed un doppio Head Up Display (HUD), un sistema di rifornimento in volo ed uno di auto-protezione DASS (Defensive Aids Sub System).

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 28,70 m – lunghezza: 22,70 m – peso massimo al decollo: 31.800 kg – velocità massima: 590 km/h – autonomia: 5.950 km – equipaggio: 2 piloti, 1 addetto al carico e lancio – capacità di carico: 40 paracadutisti – impianto propulsivo: 2 motori Rolls Royce AE 2100d2 da 4700 HP.

C-130J HERCULES II

C-130J HERCULES II

Quadriturbina da trasporto, idoneo anche a missioni di aviolancio di paracadutisti e materiali, il C-130J Hercules II è in servizio dal 2000 nella versione standard e “allungata” (C-130J-30). Impiegato dalla 46^ Brigata Aerea di Pisa, questo velivolo costituisce oggi l’ossatura della componente da trasporto dell’Aeronautica Militare che è cresciuta in modo esponenziale per i mutati compiti delle Forze Armate del nostro Paese che hanno visto nell’impiego fuori dai confini nazionali la naturale proiezione della loro missione al servizio della difesa e della sicurezza. Il maggiore impegno quotidiano dei C-130J Hercules è la rete di collegamenti aerei che fa da “trait d’union” con i teatri operativi “fuori area” più importanti, in presenza di minaccia e di notte, effettuando spesso atterraggi e decolli d’assalto da piste semipreparate e di ridotte dimensioni. La disponibilità di un vettore come il C-130J ha consentito anche di acquisire speciali equipaggiamenti come la barella ATI (Aircraft Transport Isolator) che consente il trasporto in sicurezza per via aerea di pazienti biocontaminati in vista del loro successivo ricovero presso strutture ospedaliere specializzate.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 40,41 m – lunghezza: 29,79/34,37* m – altezza: 11,84/11,81* m – peso massimo al decollo: 79.380 kg – carburante imbarcabile: 20.819 kg – impianto propulsivo: quattro turboelica Rolls-Royce (Allison) AE2100D3 da 4.700 sHP – velocità massima: 645 km/h – tangenza: 9.315 m (al peso di 66.680 kg) – autonomia: 5.250 km (con 18.144 kg di carico) – equipaggio: 2 piloti, 1 addetto carico e lancio, 92/128* soldati o 76/112* paracadutisti. *C-130J-30

FALCON 50

FALCON 50

​​Il trasporto sanitario di ammalati, traumatizzati o di pazienti che necessitano trapianti di organi, è un impiego ricorrente dei trireattori Falcon 50 (nomenclatura aeronautica VC-50A), in servizio presso il 31° Stormo di Ciampino (Roma) fin dal 1985 che, analogamente ai più grandi e moderni Falcon 900EX, hanno autonomia intercontinentale. Secondo le esigenze d’impiego, il velivolo può rapidamente adottare una delle seguenti configurazioni: VIP, con nove passeggeri, e Trasporto sanitario, con due barelle e cinque passeggeri. Nel 2006, due dei quattro Falcon 50 del 31° Stormo sono stati sostituiti da due modernissimi Falcon 900 EASy, dotati di strumentazione di bordo all’avanguardia e di maggiore autonomia chilometrica. Prodotto dall’azienda francese Dassault Aviation a partire dalla metà degli anni settanta, per soddisfare le richieste del mercato del trasporto civile leggero e commerciale statunitense che richiedeva un velivolo in grado di effettuare rotte a lungo raggio, il Falcon 50 è uscito di produzione solo recentemente. Derivato dal precedente Falcon 20, il Falcon 50 ne conserva quasi interamente le caratteristiche costruttive con l’integrazione di un terzo motore istallato in coda. È stato il primo aereo realizzato dalla Dassault Aviation a essere dotato di una propulsione a tre motori a getto.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 18,86 m – lunghezza: 18,52 m – altezza: 6,97 m – peso massimo al decollo: 17.600 kg – carburante imbarcabile: 6.000 kg – impianto propulsivo: tre turbofan AlliedSignal TFE731-3 da 1.680 kg/s – velocità massima: 940 km/h (Mach 0,86) – tangenza: 14.800 m – autonomia: 5.500 km – equipaggio: 2 piloti, 1 specialista, 1 assistente di volo, 9 passeggeri.

FALCON 900EX

FALCON 900EX

​​Il trireattore con autonomia intercontinentale Falcon 900EX (nomenclatura aeronautica VC-900) è uno dei velivoli utilizzati dal 31° Stormo di Ciampino (Roma) per il trasporto di Stato e voli sanitari. Quest’ultima, è un’attività che dato “l’imminente pericolo di vita” delle persone trasportate, impone un livello di prontezza di ventiquattr’ore al giorno per 365 giorni all’anno. Il Falcon 900EX ha una dotazione elettronica di bordo tra le più sofisticate per velivoli della sua categoria ed accoglie un maggior numero di passeggeri rispetto al Falcon 50. Il 900EX può operare da piccoli aeroporti ad altitudini elevate anche in giorni con alte temperature. E’ annoverato tra gli aeromobili più versatili e sicuri grazie alla sua bassa velocità in avvicinamento, inferiore a quella dei concorrenti bimotori. La strumentazione di bordo, offre ai piloti la possibilità di seguire facilmente la progressione della missione mentre la spaziosa cabina, offre ai passeggeri un alto comfort durante il volo. La versione EASy (Enhanced Avionics System) è dotata di schermi LCD che consentono una più veloce lettura dei parametri di volo e permettono l’inserimento di dati tramite un apposito cursore. L’allestimento interno standard per l’Aeronautica Militare consente il trasporto di dodici passeggeri.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 19,33 m – lunghezza: 20,21 m – altezza: 7,55 m – peso massimo al decollo: 21.909 kg – carburante imbarcabile: 11.700 kg – impianto propulsivo: tre turbofan AlliedSignal TFE731-60 da 2.760 kg/s – velocità massima: 940 km/h (Mach 0,86) – tangenza: 15.500 m – autonomia: 8.019 km – equipaggio: 2 piloti, 1 specialista, 1 assistente di volo, 12 passeggeri.

KC-767A

KC-767A

​​Il KC-767A deriva dal velivolo commerciale Boeing 767-200 “Extended Range“. Il KC-767 Tanker/Transport garantisce un’elevata autonomia di volo e di carico, unita alla capacità di rifornimento in volo, quale “receiver” o “tanker”. I sistemi di rifornimento sono compatibili con i velivoli italiani e alleati; il KC-767A, inoltre, è in grado di essere rifornito in modo da estendere il proprio raggio d’azione. 

Capacità del sistema di rifornimento in volo: sistema di rifornimento “boom” ad asta rigida con capacità di flussaggio fino a 4.091 litri al minuto; punto centrale a tubo e cestello con capacità fino a 2.727 litri al minuto; punti di estremità alare a tubi e cestelli con capacità fino a 1.818 litri al minuto; ricettacolo universale con capacità di imbarcare fino 4.091 litri al minuto.

Il velivolo si può allestire in tre diverse configurazioni (COMBI, CARGO e FULL PAX), con un carico utile fino a 25.000 kg:

  • CARGO si possono imbarcare 19 pallet militari NATO standard;
  • FULL PAX (passeggeri) si possono imbarcare fino a 200 passeggeri con relativi bagagli;
  • COMBI si possono imbarcare fino a 100 passeggeri e 10 pallet militari NATO standard.

Caratteristiche tecniche:

Lunghezza: 48,51 m – apertura alare: 47,57 m – altezza: 15,85 m – propulsione: 2 General Electric (27.306 kg x2) – massimo peso al decollo: 180.000 kg – massimo carburante imbarcabile: 70 tonnellate – tangenza operativa: 13.000 m – autonomia oraria: 14 ore – raggio d’azione: 11.500 km – velocità di crociera: mach 0.8 (circa 900 km/h).

P-180

P-180

​​​​Il Piaggio P-180 (nomenclatura aeronautica VC-180) è un velivolo bi-turbina ad elica, estremamente versatile, utilizzato dall’Aeronautica Militare per l’assolvimento di vari compiti istituzionali. In particolare, viene impiegato dal Centro Addestramento Equipaggi Multi Crew (C.A.E. Multicrew) per la formazione e l’addestramento dei Piloti Militari destinati alle linee trasporto dell’AM, dal 14° Stormo per l’attività di Radio Misure e dal 31° Stormo per le esigenze del Dipartimento della Protezione Civile. Orientato verso il mercato Executive, il P-180 è estremamente ben progettato in quanto offre prestazioni di un aereo turbofan della stessa categoria ma co​n l’economia dei motori turboelica. Il concetto ispiratore del progetto è la ricerca della massima efficienza evidenziata soprattutto dalle particolari linee fluenti della fusoliera e dal profilo del muso di forma continua e con le superfici vetrate di ampie dimensioni. La configurazione propulsiva con le eliche spingenti, garantisce al velivolo dei bassi livelli di rumorosità in cabina. Il velivolo offre la possibilità di esercitarsi nella condotta del volo asimmetrico e permette di passare da una condotta basica ad un impiego totalmente operativo, mediante l’utilizzo dei molteplici sistemi automatizzati di bordo.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 14,03 m – lunghezza: 14,41 m – altezza: 3,97 m – peso massimo al decollo: 5.239 kg – impianto propulsivo: due turboelica Pratt & Whitney of Canada PT6A-66 da 850 HP – velocità massima: 732 km/h – tangenza: 12.500 m – autonomia: 2.592 km – equipaggio: 2 piloti, 1 specialista, 5/8 passeggeri.

Addestramento

Tra le attività peculiari svolte dall’Aeronautica Militare un’importanza particolare è rivestita da tutte le attività di selezione, formazione e addestramento del personale proprio e di altre Forze Armate e/o Corpi Militari per ciò che concerne la navigazione aerea. Le Scuole di Volo dell’Aeronautica Militare, dipendono dal Comando Scuole dell’Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea di Bari. 

GROB G-103

GROB G-103 TWIN ASTIR

​​Il Grob G-103 Twin Astir II è un aliante da addestramento biposto ad ala media prodotto dall’azienda tedesca Grob Aircraft e utilizzato, tra l’altro, nell’ambito dell’attività istruzionale degli allievi dell’Accademia Aeronautica. 

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 17,5 m – lunghezza: 8,18 m – altezza: 1,3 m – peso massimo al decollo: 650 kg – equipaggio: 1/2 piloti – velocità massima: 135 kts.

LAK-17A

LAK-17A

Aliante monoposto ad alte prestazioni per competizioni volovelistiche classe “15/18 metri”, non acrobatico, dotato di flaps e carrello retrattile.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 15/18 m – lunghezza: 6,53 m – altezza: 1,29 m – peso massimo: 500 kg – carico alare: 51kg/mq – velocita massima: 148 kts – fattore di carico: +5.3/ -2.65 g – equipaggio: 1 pilota.

MB-339A

MB-339A

​​​​È un velivolo d’addestramento e attacco leggero in dotazione al 61° Stormo di Galatina (Lecce) con il quale gli allievi piloti dell’Aeronautica Militare effettuano la fase II (Primary Pilot Training), comune a tutti gli allievi piloti militari, finalizzata alla individuazione delle linee su cui voleranno: fighters, pilotaggio remoto RPA, elicotteri, convenzionali (trasporto). Impiegato prevalentemente per l’addestramento e il collegamento, l’MB.339A (nella foto il velivolo in avanti) può essere utilizzato anche per missioni di supporto aereo ravvicinato e si è dimostrato molto valido per l’attività dimostrativa delle “Frecce Tricolori” che ne impiegano la variante PAN, provvista di impianto fumogeno. Per estenderne la vita operativa, la flotta MB.339A/PAN è stata negli anni sottoposta a un programma MLU (Mid-Life Update), riguardante soprattutto le apparecchiature radio e di navigazione con l’installazione del “GPS”. Successore dell’MB.326, ne conserva il turboreattore ​Viper, ma è caratterizzato dal seggiolino posteriore rialzato che è essenziale per fornire all’istruttore una buona visibilità anteriore specialmente durante le esercitazioni armate. I 339 in servizio sulla base di Galatina, nelle diverse versioni, hanno accumulato circa 330.000 ore di volo, a testimonianza degli alti livelli di performance del velivolo.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 10,85 m – lunghezza: 10,97 m – altezza: 3,99 m – peso massimo al decollo: 5.895 kg – impianto propulsivo: un turbogetto Rolls-Royce Viper Mk.632 da 1.814 kg/s – velocità massima: 940 km/h (0,86 mach) – tangenza: 13.000 m – autonomia: 3.600 km (trasferimento) – equipaggio: 1/2 piloti – armamento: fino a 2.040 kg di carichi esterni (pod per mitragliatrici o cannone cal. 30 mm, serbatoi ausiliari, ecc.).

MB-339CDII

MB-339CDII

L’MB.339CD (Completamente Digitale) è una versione del “tre-tre-nove” aggiornata e migliorata nell’avionica. La principale innovazione su questo velivolo è rappresentata dalla strumentazione di tipo avanzato di cui dispone: i classici strumenti a quadrante tondo sono stati sostituiti da 3 schermi a colori (Multifunction Display) e dal visore a testa alta del tipo Head Up Display in entrambi i posti di pilotaggio. Tale caratteristica rappresenta una peculiarità quasi esclusiva nel settore addestrativo. Il velivolo è utilizzato dal 61° Stormo per la Fase III “Fighter Track” e “Remotely Piloted Aircraft”, rivolta esclusivamente agli allievi piloti selezionati per le linee “Fighter” e “a pilotaggio remoto”. La fase III si conclude con il conseguimento del Brevetto di Pilota Militare (aquila turrita). L’MB.339CD può anche essere impiegato per compiti di Difesa Aerea. Oggi, infatti, ogni forma di volo può diventare un potenziale pericolo per la sicurezza dei cittadini e l’inviolabilità dei nostri cieli. Da qui i nuovi compiti operativi assegnati agli MB.339CD che risultano particolarmente efficaci per il contrasto di minacce aeree a bassa velocità e a bassa quota come quelle che potrebbero essere utilizzate in un eventuale attacco terroristico.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 11,22 m – lunghezza: 11,24 m – altezza: 3,99 m – peso massimo al decollo: 6.350 kg – impianto propulsivo: un turbogetto Rolls-Royce Viper Mk.632 da 1.814 kg/s – velocità massima: 0,77 mach (a 9.150 m) – tangenza: 13.000 m – autonomia: 2.037 km (con 2 serbatoi subalari) – equipaggio: 1/2 piloti – armamento: fino a 2.040 kg di carichi esterni (pod per mitragliatrici o cannone cal. 30 mm, serbatoi ausiliari, missili aria-aria a guida infrarossa AIM-9L Sidewinder, ecc.).

NIMBUS-4DM

NIMBUS-4DM

Aliante biposto ad alte prestazioni per competizioni volovelistiche classe “libera”, non acrobatico, dotato di flaps, carrello retrattile ed in grado di decollare autonomamente grazie a un motore da 63HP.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 26,5 m – lunghezza: 8,62 m – altezza: 1 m – peso massimo: 820 kg – carico alare: 37,5kg/mq – velocità massima: 285 km/h – fattore di carico: +5, -2.65 g – equipaggio: 1/2 piloti.

S-208M

S-208M

​​​A metà degli anni ’60 la SIAI-Marchetti, sviluppò dal proprio aereo leggero quadriposto S.205, un aereo a cinque posti, sostanzialmente analogo ma con una motorizzazione di maggiore potenza. Il prototipo di questo nuovo aereo, denominato S.208, volò per la prima volta il 22 maggio del 1967. Monoplano, monomotore ad ala bassa di costruzione interamente metallica venne prodotto in serie dalla primavera del 1968 e nei primi cinque anni ne furono costruiti circa ottanta, dei quali oltre la metà destinati all’Aeronautica Militare nella versione S.208M (nomenclatura aeronautica U-208A) che lo impiegò per il collegamento e l’addestramento. Altri compiti assegnati a livello civile a questo velivolo leggero furono, marginalmente, quello sanitario, quello di trasporto merci ed infine quello agricolo nella versione S.208AG. La versione destinata alla Forza Armata, differiva dalla versione civile per la strumentazione di bordo modificata, due porte per il posto di pilotaggio, la possibilità di montare il gancio per il traino alianti e la mancanza dei serbatoi alle estremità alari. Attualmente è impiegato dalle squadriglie collegamenti e dal 60° Stormo, per il traino degli alianti.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 10,86 m – lunghezza: 8,10 m – altezza: 2,89 m – peso massimo al decollo: 1.500 kg – impianto propulsivo: un motore a pistoni Avco Lycoming 0-540-E4A5 da 260 HP – velocità massima: 285 km/h – tangenza: 5.400 m – autonomia: 1.200 km – equipaggio: 1/2 piloti.

SF-260EA

SF-260EA

Appena entrati in Accademia, gli allievi piloti sono inviati presso il 70° Stormo di Latina per conseguire il brevetto di pilota e navigatore di aeroplano sul velivolo monomotore a elica SF.260. La versione originale SF.260AM, in servizio dal 1976, è stata sostituita dopo 235.500 ore di volo volate, dalla più moderna SF.260EA (nomenclatura aeronautica T-260B), voluta e richiesta dalla Forza Armata e della quale l’Aeronautica Militare ha acquisito complessivamente 30 esemplari. Tra le principali novità la completa dotazione per il volo strumentale e un abitacolo molto più spazioso e climatizzato. Il velivolo SF.260EA è un elegante monoplano ad ala bassa di costruzione in lega leggera con carrello retrattile e si differenzia dal SIAI SF.260AM principalmente per il Trim elettrico, la strumentazione digitale, l’avionica aggiornata per il conseguimento delle certificazioni IFR, una abitabilità migliorata. I sistemi di comunicazione radio a bordo includono due ricetrasmettitori VHF/AM e UHF/AM oltre a un sistema di interfono. Gli strumenti e i pannelli di controllo sono dotati di luci integrate che ne permettono una più facile lettura. Un facile accesso al vano batteria attraverso un pannello posto sul lato della fusoliera e molti altri piccoli accorgimenti garantiscono operazioni di manutenzione più semplici.

Caratteristich​e tecniche:

Apertura alare: 8,35 m – lunghezza: 7,10 m – altezza: 2,68 m – peso massimo al decollo: 1.250 kg – impianto propulsivo: un motore a pistoni Avco Lycoming 0-540-E4A5 da 260 HP – velocità massima: 236 kts – tangenza: 4.267 m – autonomia: 1.440 km – equipaggio: 1/2 piloti.

T-346A

T-346A

Il bireattore T-346A è l’addestratore pre-operativo più avanzato oggi esistente al mondo. Con i comandi di volo e l’avionica completamente digitali, manovrabilità “care free” ad alti angoli di attacco, il 346 è preposto all’addestramento dei piloti destinati agli aerei di 4^ e 5^ generazione. Permette, inoltre, notevoli risparmi perché può effettuare una larga parte del programma addestrativo precedentemente  compiuto su macchine più impegnative. 
In dotazione al 61° Stormo di Galatina, è utilizzato per la fase IV dell’addestramento (Lead In to Fighter Training – LIFT), propedeutica al successivo impiego sui velivoli Fighters.
Il 346 non è soltanto un velivolo, ma anche un complesso sistema integrato che include, oltre all’aeromobile stesso, un segmento a terra composto da vari sistemi di simulazione.
La filosofia LVC (Live, Virtual and Constructive) è il fiore all’occhiello del sistema.  Quest’ultimo consente ai piloti di operare simultaneamente, e in modo combinato, in volo reale (live) e sulle varie tipologie di simulatori (Virtual), interfacciandosi con ogni tipo di forza minaccia generata dal computer (Constructive).
 
 
 

Caratteristiche tecniche:

Lunghezza velivolo: 11.49 m – altezza velivolo: 4.76 m – apertura alare: 9.72 m – superficie alare: 23.52 m2 – peso al decollo: 6.700 kg – peso massimo al decollo (armato): 9.500 kg – massima velocita’: 590 ktas – velocita’ massima livellata : 590 kts a 1.524 m (5.000 ft) – velocita’ limite: 572 kts (Mach 1.2).

 

Elicotteri

La componente elicotteri dell’Aeronautica Militare è chiamata a effettuare una vasta gamma di operazioni. Ha il compito di assicurare con efficacia il servizio di ricerca e soccorso aereo, sia per i compiti istituzionali di eventuale recupero di equipaggi e personale militare in difficoltà e sia per le attività di concorso alla collettività in caso di voli sanitari di urgenza, calamità naturali e grandi eventi nazionali. Fornisce anche supporto aereo alle Operazioni Speciali ed espleta attività di addestramento.

HH-212

HH-212

Gli HH.212 permettono all’Aeronautica Militare di assicurare il servizio di ricerca e soccorso sull’intera Penisola e acque territoriali. Grazie alla capacità d’impiego di giorno, di notte e in condizioni meteo critiche, con l’utilizzo di visori notturni NVG (Night Vision Goggles), gli HH.212 e i loro equipaggi rappresentano un punto fermo nelle missioni più complesse e di difficile gestione. Anche gli HH.212 del 21° Gruppo “Tigre” del 9° Stormo di Grazzanise, nella configurazione ICO (Implementazione Capacità Operativa) provvisti di protezione passiva dell’equipaggio, di armamento difensivo e di contromisure antimissile a guida infrarossa, sono stati rischierati in teatro operativo a supporto del contingente ISAF in Afghanistan. I reparti HH.212 del 15° Stormo hanno anche sviluppato una capacità Combat SAR.

Caratteristiche tecniche

Diametro rotore: 14,60 m – lunghezza: 17,40 m (con rotore in moto) – altezza: 4,40 m – peso massimo al decollo: 5.080 kg – impianto propulsivo: un complesso Twin Pac con due turbine Pratt & Whitney PT6T-3D da 1.193 HP – velocità massima: 240 km/h – tangenza: 5.180 m – autonomia: 750 km – equipaggio: 2 piloti, 1 specialista polivalente, 1 aerosoccorritore – armamento (AB.212ICO): 2 mitragliatrici brandeggiabili cal. 7,62 mm.

HH-101A

HH-101A

L’HH-101A, indicato con la denominazione “Caesar” nella versione dell’Aeronautica Militare, è un aeromobile di ultimissima generazione, capace di operare giorno e notte in qualsiasi condizione meteorologica ed espleta più ruoli tra i quali quello di Supporto Aereo alle Operazioni Speciali, quello di Slow Mover Interceptor (intercettazione di aeromobili lenti) nonché di Personnel Recovery, ossia del recupero di persone, civili e militari, in situazione di difficoltà in aree di crisi.
Queste capacità permettono al 9° Stormo di soddisfare gli elevati standard richiesti dalle organizzazioni internazionali delle quali l’Italia è parte. L’HH-101A ha una elevata capacità di sopravvivenza in zona ostile grazie ad un evoluto sistema integrato di autoprotezione. È dotato di un sistema di “galleggianti di emergenza” che permette di aumentare le probabilità di sopravvivenza dell’equipaggio in caso di atterraggio forzato o di ammaraggio immediato. Ha un raggio d’azione particolarmente ampio, data la capacità di rifornimento in volo e si caratterizza inoltre per l’alto grado di manovrabilità che gli permette di sostenere il tipico volo tattico a bassissima quota. 
L’aeromobile ha anche dotazioni di grande tecnologia soprattutto in favore dell’interazione uomo- macchina e delle comunicazioni (grazie alla presenza di data link tattici).

Caratteristiche Tecniche

Lunghezza: 22,81 m.; altezza: 6,65 m.; diametro rotore principale: 18,59 m.; propulsione: 3 GE CT7-8E (2500 SHPx3); peso massimo al decollo: 15,6T; velocità di crociera: 150kts (garantito in configurazione operativa); Tangenza pratica: 15000ft; raggio d’azione: >250NM (senza air to air refuelling); autonomia: 5 ore (senza air to air refuelling); armamento: 3 mitragliatrici mitragliatrici M134D 7,62).

HH-139

HH-139

L’AW-139, che nella versione per l’Aeronautica Militare prende la denominazione HH, Hospital Helicopter, è un bi-turbina di categoria media. L’HH-139A è una soluzione individuata sul mercato per continuare ad assicurare con efficacia il servizio di ricerca e soccorso aereo, sia per i compiti istituzionali di eventuale recupero di equipaggi e personale militare in difficoltà, sia per le attività di concorso alla collettività in caso di voli sanitari di urgenza, calamità naturali e grandi eventi nazionali. Trattandosi di un elicottero già collaudato e in servizio presso altre realtà civili e militari nazionali (Guardia di Finanza, Guardia Costiera, vari Enti locali), l’HH-139A permette di realizzare significative sinergie – addestrative, logistiche e soprattutto operative – in ambito interforze e interagenzia nel settore delicato e complesso del soccorso aereo, fondamentali per intervenire con successo quando viene richiesto, spesso in condizioni proibitive, di notte, con il maltem​po, in zone particolarmente impervie e isolate. L’HH-139A è in grado di operare sia di giorno che di notte grazie all’utilizzo di visori notturni (NVG – Night Vision Goggles), in aree particolarmente impegnative, anche da superfici non preparate, in ambienti polverosi, zone innevate o in ambiente marino. L’elicottero è una macchina particolarmente versatile: in massimo 30 minuti è possibile cambiare la configurazione interna, passando da quella per il soccorso aereo (versione primaria SAR: 5 passeggeri + 1 barella) a quella soccorso aereo e sanitario di urgenza (versione MEDEVAC: da 2 a 4 barelle) o trasporto passeggeri (versione UTILITY: fino a 14 passeggeri). 

La versione HH-139B, invece, presenta alcuni accorgimenti tecnici che permettono di migliorare la capacità operativa e ad aumentare pertanto la flessibilità d’impiego per rispondere alle emergenze ed alle esigenze di sicurezza. In particolare, è stata dotata di un doppio verricello che aumenta l’affidabilità del sistema e la sicurezza durante le operazioni di recupero e di una “mission consolle” che consente una migliore gestione degli apparati di bordo ai fini della ricerca di eventuali dispersi. Inoltre, il peso massimo al decollo è stato aumentato, da 6800kg a 7000kg, il che permette una maggiore capacità di carico ed infine è stata aggiornata con sistemi di ultima generazione l’avionica ed i sensori di bordo (come ad esempio il sistema AIS – Automatic Identification System – che consente una migliore interazione con i mezzi navali e l’OPLS – Obstacle Proximity LIDAR System – che favorisce l’identificazione e la separazione con gli ostacoli orografici.

Caratteristiche tecniche:

Diametro rotore: 13,8 m – lunghezza: 16,66 m – larghezza massima (pianetto orizzontale): 4,22 m – peso massimo al decollo: 6.800 kg (7.000 versione B) – impianto propulsivo: due turbine Pratt & Whitney PT6C-67C Turboshafts con FADEC – velocità massima: 306 km/h.

TH-500B

TH-500B

Il 72° Stormo di Frosinone, dipendente dal Comando Scuole Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea di Bari, è l’unica scuola ad ala rotante in Italia deputata alla formazione dei piloti di elicottero dell’Aeronautica Militare, delle altre Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato, nonché dei frequentatori stranieri. Per tale attività istruzionale viene impiegato l’elicottero TH-500B,  un elicottero leggero, pentapala, monoturbina da addestramento e collegamento, caratterizzato da elevata flessibilità d’impiego e versatilità che il 72° Stormo impiega dal 1990. L’aeromobile è stato scelto dall’Aeronautica Militare nella configurazione che permette la più completa capacità addestrativa. Oltre ai compiti di addestramento, può assolvere missioni di concorso in operazioni SAR, trasporto personale, merci o feriti, operazioni di soccorso, di difesa di basi e installazioni militari, addestramento al tiro, ricognizione, osservazione e collegamento. Ha la possibilità di operare su specchi d’acqua con l’adozione di galleggianti fissi e su superfici innevate con gli appositi pattini da neve.

Caratteristiche tecniche:

Diametro rotore: 8,04 m – lunghezza: 9,39 – altezza: 2,83 m – peso massimo al decollo: 1.361 kg – impianto propulsivo: una turbina Allison 250C-20B da 420 sHP “limitata” a 375 sHP- velocità massima: 278 km/h – tangenza: 5.280 m – autonomia: 442 km – equipaggio: 1/2 piloti.

Ricognizione e Sorveglianza

​La risposta militare alla trasversalità e imprevedibilità delle future minacce, quella terroristica in primo luogo, ma anche l’utilizzo di armi di distruzione di massa e l’instabilità regionale, passa attraverso adeguate capacità conoscitive e informative. Più che in qualsiasi altro settore, queste risorse risentono delle straordinarie opportunità offerte dalle moderne tecnologie. Le capacità di ricognizione e sorveglianza consentono di fornire supporto “real time” alle forze aeree e di superficie, e di concorrere in “near real time” alla creazione di un quadro intelligence d’insieme.

PREDATOR B

MQ-9A PREDATOR B

​​Il velivolo MQ-9A “Predator B”, costruito dalla General Atomics, è un Aeromobile a Pilotaggio Remoto (APR) impiegato dall’Aeronautica Militare per svolgere missioni di ricognizione, sorveglianza e acquisizione obiettivi. Il velivolo, con un’apertura alare di oltre 20 metri, una velocità superiore ai 400 Km/h e una capacità di volo a media ed alta quota, garantisce una grande autonomia di volo, permettendo di ottenere elevate prestazioni sia nella condotta di missioni ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) e sia, in ambito marittimo e terreste, nell’ambito di operazioni di Pattugliamento, Ricerca e Soccorso. I Predator B dell’Aeronautica Militare sono in grado di assolvere un’ampia gamma di compiti dimostrando elevate doti di flessibilità, versatilità ed efficacia. È possibile, ad esempio, rilevare la presenza di minacce quali ordigni esplosivi improvvisati che rappresentano il pericolo più insidioso e diffuso nei teatri operativi odierni. Possono inoltre essere effettuate missioni in ambienti operativi ostili, in presenza di contaminazione nucleare, biologica, chimica o radiologica, oppure acquisire dati ed informazioni relativi ad obiettivi di piccole e grandi dimensioni in zone potenzialmente oggetto di operazioni. Inoltre, i velivoli Predator B permettono di contribuire in modo unico alla creazione e mantenimento della cosiddetta “Situational Awareness”, ovvero al controllo dell’evoluzione della situazione da parte delle autorità responsabili del comando delle attività. Le caratteristiche di autonomia, velocità, persistenza e raggio d’azione, unite ai bassi costi di esercizio, rendono il Sistema uno degli strumenti migliori per il controllo dei confini, il monitoraggio ambientale, il supporto alle forze di polizia e l’intervento in caso di calamità naturali.
Il Sistema d’Arma si compone almeno di tre elementi: 

  • il velivolo, equipaggiato con un motore “Turboprop” ad alte prestazioni;
  • la Ground Control Station (G.C.S.), stazione di controllo a terra che grazie ad un collegamento satellitare può controllare il velivolo durante le operazioni anche a centinaia di chilometri di distanza;
  • la Exploitation Data Station (E.D.S.), dove vengono analizzate in tempo reale le immagini ricevute dal velivolo e, attraverso un nodo di telecomunicazioni, trasmesse agli utenti operativi.

La stazione di controllo è una vera e propria cabina di pilotaggio posta a terra, collegata tramite antenne e ricevitori in grado di comunicare con il velivolo anche via satellite. I sensori elettro-ottici, infrarossi e radar posti sotto la fusoliera, permettono capacità di osservazione e di rilevamento uniche, in grado di operare anche di notte; il sensore radar ad apertura sintetica, in particolare, consente, con ogni condizione di tempo, la capacità di ottenere immagini ad alta definizione. I filmati e le immagini acquisiti grazie al Sistema Predator B vengono immediatamente analizzate all’interno della E.D.S. dal personale “Intelligence” che ha superato un lungo percorso formativo per divenire “Analista Dati Immagine” e che ora ha il compito di fornire tempestive informazioni e documenti ai Comandanti ed alle Unità operative. Le telecamere poste sul muso dell’aeroplano rappresentano, invece, “gli occhi” del pilota, e sono i preziosi strumenti utilizzati durante le fasi di decollo ed atterraggio.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 20,1 m – lunghezza: 10,8 m – altezza: 3,8 m – velocità massima: 445 Km/h – impianto propulsivo: Turbo Prop 900 HP.

P72-A

P72-A

Il P-72A è un velivolo multiruolo in grado di svolgere, grazie ad un’avanzatissima suite di sensori,un’elevata tipologia di missioni. Le caratteristiche principali sono: la versatilità, la rapidità d’intervento, la possibilità di rischieramento, la capacità di condivisione in tempo reale dei dati acquisiti e l’affidabilità, che ne fanno un Sistema d’Arma all’avanguardia in grado di svolgere efficacemente tutte le missioni assegnate. E’ in grado di operare efficacemente sul mare a bassa e media quota, anche in vicinanza della costa, a varie latitudini, con fattori climatici anche considerevolmente differenti, indipendentemente dalle condizioni di luce (H24) ed in condizioni meteorologiche marginali nell’assolvimento delle funzioni capacitive di sorveglianza marittima ed elettronica, di concorso con altre Istituzioni dello Stato e alla ricerca e soccorso per la salvaguardia della vita umana.

L’equipaggio è formato da ufficiali piloti e sottufficiali operatori di bordo che appartengono all’Aeronautica Militare e alla Marina Militare. Questa è una caratteristica tipica del 41° Stormo che mantiene, quindi, una veste tipicamente interforze attraverso un connubio tra due Componenti (AM e MM) perfettamente integrate, che nei 45 anni di storia del velivolo Atlantic ha dato risultati eccellenti.

Il velivolo è in grado di effettuare la ricerca, l’acquisizione di informazioni (obiettivi, situazione geografica, meteorologica, posizione di contatti) sia mediante l’osservazione diretta, sia attraverso sistemi elettronici per la scoperta, la localizzazione, il riconoscimento, la classificazione, il tracciamento e l’identificazione di contatti di superficie. A gestire queste funzioni è il sistema ATOS che integra i diversi sensori di bordo, gestiti da 4 consolle multifunzionali, attraverso:

  • un radar a scansione elettronica, per la localizzazione ed il tracciamento di contatti di superficie ed aerei, anche di piccole dimensioni;
  • una torretta elettro-ottica, con capacità ognitempo di scoperta e tracciamento di contatti;
  • capacità per l’identificazione e l’analisi in tempo reale a bordo del velivolo stesso delle emissioni elettromagnetiche presenti nell’area di operazioni;
  • capacità di trasmettere informazioni in tempo reale a mezzo di un sistema di comunicazioni satellitari;
  • elevata capacità di comunicazione e trasmissione dei dati anche attraverso i propri sistemi integrati.

Il velivolo è, altresì, dotato di una suite di auto-protezione con la possibilità di impiego anche in territorio ostile.
L’assetto prevede, oltre al personale navigante, l’impiego di figure di altissima specializzazione in grado di gestire sia il sistema di missione che la suite di sensori legati all’autodifesa ed allo sgancio dei dispositivi di ricerca e soccorso SAR.

Il velivolo P-72A è giunto a Sigonella il 25 novembre 2016.

Caratteristiche tecniche:

Apertura alare: 27,05 m – lunghezza: 27,16​ m – altezza: 7,65 m – peso massimo al decollo: 23.000 kg – velocità massima: 480​ km/h – autonomia: 3.240 km a 15.000 piedi (10h ore a 5.000 piedi).​

G550 CAEW

GULFSTREAM G550 CAEW

Il velivolo CAEW (Conformal Airborne Early Warning) è un sistema multi-sensore con funzioni di sorveglianza aerea, comando, controllo e comunicazioni, strumentale alla supremazia aerea e al supporto alle forze di terra. E’ basato su piattaforma commerciale Gulfstream G550, successivamente modificata in parte dalla ditta costruttrice stessa (Type A modification), ed in parte dalla Ditta Elta Systems Ltd ad Ashdod, Israele, con l’allestimento ed il montaggio dei sistemi di missione (Type B modification). Il risultato è una piattaforma con prestazioni aerodinamiche sostanzialmente paragonabili al vettore civile (da qui la definizione di “conformal“), con un drag index (indice di resistenza aerodinamica) molto contenuto nonostante le modifiche strutturali. La capacità di permanenza sull’obiettivo è funzione dei parametri di missione, con quote massime d’impiego e velocità di trasferimento assolutamente significative. La suite avionica di ultima generazione Honeywell Primus Epic Avionics, integrata con le informazioni del sistema AEW, permette all’equipaggio di condotta (2 piloti) una elevata SA (Situational Awareness) in tempo reale, a 360° ed a lunga distanza. Il sistema di missione è composto da:

  • un radar phased array;
  • un sistema Identification Friend or Foe (IFF) a 360º;
  • un sistema moderno ed allo stato dell’arte di supporto elettronico;
  • un sistema di comunicazioni avanzato.

Le informazioni ottenute dai singoli sensori vengono analizzate e “fuse” in modo automatico, permettendo una rapida ed accurata acquisizione ed identificazione degli obiettivi, target acquisition e target information -al centro della funzione di Early Warning vera e propria – con in più il vantaggio di una copertura radar maggiore grazie al sensore airborne. La RASP (Recognized Air Surface Picture) ottenuta dal sistema e validata dagli operatori di missione, viene visualizzata tramite le 6 postazioni di bordo e può essere disseminata in maniera sicura e tempestiva ai centri di comando a terra grazie a un potente sistema datalink.

Il sistema di missione ha, inoltre, capacità di condurre missioni di Maritime Patrol e Battlefield Management, grazie alla compatibilità con i sistemi Rover del personale impiegato a terra o sulla superficie del mare (mediante la trasmissione anche video di immagini utili all’interpretazione dell’ambiente in cui si sta operando).

La capacità AEW-BM&C (Airborne Early Warning, Battlefield Management & Communication) fornita dal velivolo CAEW rappresenta un indispensabile strumento per assicurare un’adeguata estensione della capacità di sorveglianza dello spazio aereo nazionale (Homeland Defence/Security), compresa la gestione della minaccia non convenzionale rappresentata dai cosiddetti “RENEGADE” e salvaguardare la piena capacità di supporto alle operazioni militari di teatro.

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