ULTIMO VOLO OPERATIVO DEL PREDATOR PER ISAF

Il velivolo APR dell'AM ha svolto l'ultima missione operativa a favore delle “Forze di Sicurezza Afghane”

Data: 03/12/2014

Fonte: Ufficio Pubblica Informazione - Roma

Autore: Cap. Marco Bevilacqua

Il velivolo APR dell’AM ha svolto l’ultima missione operativa a favore delle “Forze di Sicurezza Afghane” Concluso l’evento, si è svolta una sobria cerimonia alla presenza del Comandante del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), Generale Maurizio Angelo Scardino, e del Comandante della Joint Air Task Force (J.A.T.F.), Colonnello Paolo Latini, nella cui componente aerea nazionale ed interforze del contingente italiano in Afghanistan hanno operato i Predator italiani inquadrati nel Task Group Astore.
Durante la cerimonia è stato simbolicamente ammainato lo stendardo del Gruppo a significare il saluto definitivo al territorio afgano.

Negli oltre 7 anni di impiego operativo a favore della missione ISAF (giugno 2007), i Predator italiani, nelle versioni “A+ e “B“, hanno contribuito in maniera decisiva al raggiungimento di importanti obiettivi operativi, svolgendo missioni di “intelligence”, sorveglianza, ricognizione ed acquisizione di obiettivi su tutto il territorio afgano effettuando 1576 sortite e 14191 ore di volo con le quali sono state supportate 37 Task Force di tutto il contingente internazionale.
I Predator provenienti dal 28° Gruppo Volo del 32° Stormo dell’Aeronautica Militare di Amendola (FG), supportati da uomini e donne provenienti da altri Reparti della Forza Armata, hanno operato mettendo a sistema capacità e competenze umane e tecnologiche, che l’Aeronautica Militare esprime nell’ambito dei velivoli a pilotaggio remoto (APR).
Le missioni svolte dai velivoli Predator sono state condotte principalmente per assicurare protezione alle isolate “Forward Operational Base (FOB)” nonchè alle basi sedi delle truppe della coalizione, per controllare percorsi che sarebbero stati successivamente interessati dal passaggio di convogli del contingente internazionale e ad acquisire informazioni “Intelligence” di aree di particolare interesse. In ogni missione condotta, i Predator hanno fornito un utilissimo e necessario supporto alle forze impiegate in attività sul terreno, essendo in grado con i propri sensori di bordo di avvistare pericoli ben oltre la portata dell’occhio umano e poterle rapidamente trasmettere e condividere con le unità supportate, aiutandole a prevenire e meglio reagire contro azioni condotte dalle forze ostili aumentandone la cosiddetta “Situational Awareness” e cioè la conoscenza dell’ambiente circostante in cui si è chiamati ad operare.
Di grande rilevanza nel recente periodo e per la prima volta in un contesto operativo reale, è stata l’attività integrata, che ha visto i Predator protagonisti assieme ad altri assetti aerei tra cui gli AMX italiani schierati sempre ad Herat, finalizzata alla neutralizzazione dei ripetitori radio utilizzati dai talebani per coordinare gli attacchi contro le forze di sicurezza afgane e di “ISAF”. In questo contesto, i Predator italiani sono stati chiamati sia ad analizzare attentamente le aree circostanti al fine di verificare l’assenza di civili che ad effettuare la designazione dei bersagli necessaria alla guida dell’armamento di precisione impiegato dagli altri assetti aerei.
I Predator dell’Aeronautica Militare hanno conseguito traguardi prestigiosi tra cui il numero complessivo di ore di volo effettuate, con una sola tipologia di velivolo, a favore della missione ISAF, nonché i record di volo raggiunti con i velivoli “A+” e “B”, rispettivamente di 26 ore e 42 minuti e 20 ore e 12 minuti, registrati come unici a livello internazionale.
La missione “ISAF” dei Predator Italiani in numeri: 08 Giugno 2007 primo volo operativo; 1° Dicembre 2014 ultimo volo operativo; 14194 ore di volo totali; 9 ore la durata media di una singola missione operativa; 1576 sortite volate; 37 Task Force supportate.