Il 3 settembre, al Museo dell’Aeronautica di Point Cook in Australia, si è svolta una cerimonia internazionale per ricordare i cento anni dal raid transoceanico compiuto nel 1925 dal Tenente Colonnello Francesco De Pinedo e dal suo motorista Ernesto Campanelli, che con il loro idrovolante SIAI S.16, soprannominato “Gennariello”, collegarono idealmente Sesto Calende, Melbourne, Tokyo e Roma.
L’evento è stato organizzato dall’Ufficio dell’Addetto Militare di Canberra, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, il Consolato Generale d’Italia per il Victoria e la Tasmania e la Royal Australian Air Force, con la partecipazione di autorità civili e militari italiane e australiane, esponenti delle associazioni combattentistiche e d’arma e una numerosa rappresentanza della comunità italiana in Australia.
Tra i presenti, il Generale di Squadra Aerea Silvano Frigerio, Comandante del Comando della Squadra Aerea e 1ª Regione Aerea, l’Air Vice Marshal Harvey Reynolds, Vice Comandante della Royal Australian Air Force, l’Incaricato d’Affari dell’Ambasciata d’Italia a Canberra, Dott. Roberto Rizzo, l’On. Nicola Carè, il Console Generale Chiara Mauri, numerosi rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma del Victoria e della Tasmania, e moltissimi membri della folta comunità italiana di Melbourne.
Nel suo indirizzo di saluto, il Dott. Roberto Rizzo, in rappresentanza dell’Ambasciatore italiano a Canberra, S.E. Paolo Crudele, ha ricordato come l’impresa di De Pinedo e Campanelli ebbe un significato che andò ben oltre l’aspetto tecnico e aeronautico: “Il volo transoceanico ebbe un profondo significato morale anche per la comunità italiana in Australia dell’epoca – più di 20.000 persone attesero De Pinedo e Campanelli al loro arrivo a Melbourne, e tra loro c’erano i nostri connazionali immigrati, entusiasti e con le lacrime agli occhi. La folla che allora accolse l’idrovolante italiano dovrebbe rendere orgogliosi anche oggi tutti i rappresentanti delle Associazioni delle Forze Armate, del Comitato degli Italiani all’Estero e della grande comunità italiana di Vittoria”.
Il Generale di Squadra Aerea Silvano Frigerio, intervenuto a nome dell’Aeronautica Militare, ha sottolineato il valore universale di quella missione: “Celebrare oggi il centenario del raid di De Pinedo e Campanelli significa rendere onore a un’impresa che è stata molto più di un trionfo dell’aviazione. Quel volo epico non solo dimostrò capacità tecniche e spirito di sacrificio, ma seppe unire popoli e continenti, rafforzando i legami di amicizia e cooperazione tra l’Italia e l’Australia. È un’eredità di valori e di visione che ancora oggi guida l’Aeronautica Militare nel suo cammino verso il futuro”.
A corredo dell’iniziativa, il pubblico ha potuto ammirare fotografie e materiali storici messi a disposizione dagli archivi dell’Aeronautica Militare e della Royal Australian Air Force, che hanno restituito la suggestione di una delle più straordinarie imprese aviatorie del Novecento.