Storia aeronautica: pregiati cimeli storici donati ai “diavoli rossi”

Un lascito importante per i “Diavoli Rossi” del 6° Stormo di Ghedi. Donati i cimeli storici che un tempo sono appartenuti al Tenente Luigi Olivari

Autore: 1° LGT Francesco Nacca

Il 3 agosto, alla presenza del Comandante delle Forze da Combattimento, Generale di Divisione Aerea Luigi Del Bene e del Comandante di Stormo, Colonnello Giacomo Lacaita, presso Ghedi, sede del 6° Stormo, si è svolta un’emozionante quanto sobria cerimonia che ha visto donare al Reparto bresciano alcuni cimeli storici appartenuti al Tenente Pilota Luigi Olivari, l’asso dell’aviazione della 91a Squadriglia aeroplani da caccia che fu comandata dal Maggiore Francesco Baracca.

cimeli, di raro valore storico, sono stati recuperati dall’odierno proprietario della casa natale di Olivari sita a San Maurizio Canavese nel torinese. La donazione al 6° Stormo, che dal 1951 ha sede presso l’Aeroporto militare di Ghedi e intitolato alla memoria del Tenente Olivari in data 29 giugno 1921 alla presenza di Gabriele D’annunzio, è avvenuta grazie al contributo di un appassionato di storia aeronautica.

Il poeta aviatore suggellò quella speciale occasione con questa dedica: “Questo campo di Ghedi, cimento e tempra di eroiche giovinezze devote all’olocausto infinito, è oggi riconsacrato nel puro nome di Luigi Olivari e nello splendore dei suoi occhi, che non tra gli uomini e non tra le aquile ebbero uguali, nel fissare il sole e la morte, XXIX giugno MCMXXI”. Da allora la dedica è stata riportata su una stele di marmo alla base del pennone Bandiera.

Uno dei due preziosi cimeli è il volantino originale prodotto in occasione dell’intitolazione dell’Aeroporto, mentre l’altro invece è l’intero medagliere originale.

Il Tenente Luigi Olivari iniziò la sua carriera come volontario ed essendo già in possesso di brevetto di pilota, fu arruolato nel Battaglione Aviatori come soldato semplice il 19 maggio 1915. Le sue doti aviatorie lo portarono in breve tempo a far parte della 70 a Squadriglia da Caccia insieme ad altri piloti destinati alla notorietà, quali Baracca, Piccio e Ruffo di Calabria. Il 2 aprile del 1916 fu proprio Olivari a conseguire la prima vittoria aerea della storia dell’aviazione italiana nei pressi di Cormons, in provincia di Gorizia. L’abbattimento non fu però omologato ufficialmente perché il velivolo nemico precipitò dietro le linee austriache, mancando così la conferma degli osservatori italiani; onore che invece toccò a Francesco Baracca con il suo abbattimento del 7 aprile.

Nei mesi successivi si susseguirono le azioni belliche e gli abbattimenti che portarono in breve tempo fama e notorietà ai piloti della Squadriglia del Tenente Baracca, tra cui il soldato Olivari. Nel maggio del 1917 nacque ufficialmente la 91a Squadriglia che passerà alla storia come la “Squadriglia degli Assi”. Olivari ne fece parte in qualità di “primo asso dell’aviazione italiana”, titolo conseguito a seguito dell’abbattimento di cinque velivoli nemici. Nel frattempo, Olivari fu promosso Ufficiale e continuò ad ottenere successi e decorazioni, fino al fatidico 13 ottobre 1917, quando, subito dopo il decollo dal campo di Santa Caterina di Pasian di Prato, il suo SPAD S.VII ebbe un problema al motore che si rivelò fatale.

Il giorno della scomparsa il Tenente Olivari aveva al suo attivo 34 combattimenti aerei e 13 velivoli nemici abbattuti, più tre non confermati. Nella sua breve carriera di pilota gli sono state conferite tre Medaglie d’Argento e tre Medaglie di Bronzo al Valor Militare, due Croci di Guerra, la Croce di Guerra francese con palma, l’Ordine della Stella d’oro serba con spade e la Distinguished Service Cross americana.

Il Colonnello Lacaita, a termine della breve cerimonia, ha ringraziato calorosamente tutti i presenti, ricordando loro che: “questo splendido ed inaspettato gesto di grande generosità, ha contribuito ad impreziosire le memorie storiche dell’area espositiva dello Stormo a testimonianza di gesta eroiche ed epiche che, unite alle nobili e sane tradizioni aeronautiche, continuano a tramandarsi nel corso del tempo per ispirare le giovani future generazioni”.

​Il 6° Stormo “Alfredo Fusco” gerarchicamente dipendente dal Comando Forze da Combattimento di Milano ed appartenente al Comando della Squadra Aerea con sede a Roma, ha quale compito quello di pianificare e coordinare l’addestramento e l’approntamento delle capacità in base ai piani nazionali e NATO/UE per l’ingaggio di precisione, il supporto alle forze di superficie e la ricognizione nello spettro EO/IR ed elettromagnetico. Assicura, inoltre, l’attività di conversione operativa e di standardizzazione degli equipaggi di volo assegnati alla linea Tornado IDS/ECR.

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