Si è svolto il 16 marzo 2026, presso l’Auditorium “Adriano Visconti” di Palazzo Aeronautica, la seconda edizione del workshop “Contaminazioni di Sicurezza“, l’iniziativa promossa dall’Ispettorato per la Sicurezza del Volo per favorire il confronto tra il mondo militare, quello civile e l’industria aerospaziale sui temi della sicurezza del volo. L’evento ha riunito i vertici della Forza Armata, rappresentanti delle componenti militari che operano il mezzo aereo, autorità civili e aziende leader di settore per definire i nuovi paradigmi della sicurezza del volo in un’era di transizione digitale e tecnologica.
L’incontro ha evidenziato come la “contaminazione” tra l’esperienza del settore civile e quello militare possa essere un proficuo valore aggiunto inestimabile per l’evoluzione del comparto aerospaziale, confermandosi come momento di dialogo qualificato volto a individuare approcci innovativi per la gestione del rischio in un contesto caratterizzato da crescente complessità tecnologica e digitale.
Ai lavori, moderati dal Generale di Brigata Aerea Paolo Tarantino, hanno partecipato relatori di spicco provenienti da Airbus, easyJet ed EASA.
Il FTP Raffaele Beltrame (Airbus) ha aperto i lavori illustrando la complessità delle attività di test del colosso europeo, che vanta 22 velivoli di sviluppo e oltre 200 banchi prova. Il fulcro del suo intervento ha riguardato l’integrazione del Safety Management System (SMS) nelle attività di volo sperimentale. “Avere un SMS non rende automaticamente più sicuri; è la cultura che porta alla sicurezza”, ha affermato Beltrame. L’efficacia della Safety dipende dall’impegno del top management e da una solida opera di Safety Promotion, intesa come formazione e condivisione continua, capace di trasformare un modello teorico in pratica operativa quotidiana.
A seguire, il Comandante Simone Cavelli (easyJet) ha illustrato come, nelle operazioni di linea su larga scala, una solida cultura della sicurezza favorisca un elevato numero di air safety reports (ASRs), fondamentali per il miglioramento continuo delle procedure e dell’addestramento degli equipaggi. Questo è reso possibile anche da una chiara Just Culture aziendale, in cui l’errore viene analizzato senza essere punito, mentre comportamenti dolosi o negligenti restano inaccettabili. Il Comandante Cavelli ha poi approfondito il concetto di Evidence Based Training (EBT), evidenziando il passaggio di easyJet da un addestramento basato sui singoli compiti (task-based) a uno fondato sulle competenze (competency-based). Grazie all’analisi di un’ampia gamma di dati — tra cui flight data monitoring, safety reports e contributi di altri operatori del settore — i piloti sviluppano un insieme definito di competenze che consente loro di gestire efficacemente anche situazioni critiche non specificamente addestrate.
Il FTP Severino De Luca (EASA) ha quindi delineato l’evoluzione della sicurezza aerea globale verso un modello dinamico, sempre più data-driven. Se l’obiettivo tecnico resta l’aeronavigabilità, la vera rivoluzione oggi si chiama Data4Safety. Questo sistema di sicurezza predittiva abbandona l’analisi dei singoli incidenti per abbracciare l’analisi massiva dei Big Data (meteo, dati di volo, rapporti tecnici). Grazie a questo approccio, l’ecosistema europeo è in grado di identificare trend di rischio invisibili ai singoli operatori, trasformando la sicurezza da reattiva a proattiva.
Nell’intervento conclusivo , il Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, ha sottolineato come l’eccellenza della Forza Armata passi oggi attraverso una capacità di elaborazione intelligente e diffusa.“ Abbiamo bisogno di sistemi evoluti, capaci di apprendere dai dati per gestire proattivamente la complessità del rischio”. Ma la tecnologia, per quanto avanzata, resta uno strumento nelle mani dell’uomo: la vera sicurezza del volo risiede nella professionalità e nel costante addestramento del nostro personale. Sono le figure qualificate — piloti, ingegneri, tecnici e controllori — a rappresentare l’ultimo e più critico baluardo decisionale” . In questo scenario, il confronto tra il mondo militare, il settore civile e l’industria aerospaziale , è vitale per armonizzare le competenze umane con le nuove logiche algoritmiche. Il Generale Conserva ha infine espresso profonda soddisfazione per il confronto, ricordando che “la sicurezza non è un limite all’innovazione, ma il motore che permette di operare con efficacia in contesti sempre più complessi e integrati.”
Il workshop si inserisce in un più ampio percorso finalizzato al continuo rafforzamento della cultura della sicurezza e all’adozione di approcci innovativi a tutela delle operazioni di volo.