A Loreto, presso la SLE-AM, una conferenza sulla Regia Aeronautica nell’Africa Orientale del periodo 1934-1941
Alla conferenza, che si inseriva in un ciclo avviato nel 2007 dal Comandante dell’Istituto, Colonnello Mauro Sabbione, erano presenti oltre al personale in servizio ed in frequenza corso, Autorità e rappresentanti delle Istituzioni locali, dell’Associazione Arma Aeronauticadi Loreto e regionale, nonchè alcuni alunni del liceo classico ‘G. Leopardi’ di Recanati.
La conferenza, partita dalla precisa e chiara sintesi storica del professor Ciaramelletti sull’esperienza coloniale italiana nel periodo 1934-1941, è stata caratterizzata dalla testimonianza del Capitano Grassigli che, impiegato in Africa Orientale in quel periodo, ha raccontato gli anni trascorsi nell’Aeronautica Militare, dall’arruolamento nel 1937, quale Sergentepilota di complemento, passando per le esperienze di guerra, dei 2 anni e mezzo di prigionia in Kenya. In particolare ‘il veterano’ Grassigli si è soffermato su alcuni episodi accaduti in Africa Orientale Italiana dal 6 Giugno 1939 al 27 Novembre 1941, quando venne impiegato su velivoli CA.101, CA.111, CA.133, Ro.1, SM.81 e CR.32, con all’attivo più di 184 ore di volo di guerra, riassunte in 27 bombardamenti e 10 ricognizioni offensive che gli valsero la Medaglia di bronzo al Valor Militare in aggiunta alle tre Croci al merito di Guerra. Durante il suo intervento, il Capitano Grassigli ha inoltre ricordato, in quanto conosciuti di persona, il Duca D’Aosta e Mario Visintini, l’Asso dell’aviazione della Regia Aeronautica, Medaglia d’Oro al Valor Militare e pilota con in assoluto il maggior numero di abbattimenti in Africa Orientale tra tutte le forze belligeranti, nonché l’asso di biplani da caccia con il maggior numero di abbattimenti della seconda guerra mondiale.
Prendendo spunto dal confronto di culture e dunque di valori etici presenti tra le diverse popolazioni nell’esperienza coloniale in generale, il professor Catà ha quindi sottolineato, ora più di allora e dopo l’11 settembre 2001, “l’importanza dell’incontro tra le diverse civiltà, per la ricerca di valori umani universali, piuttosto che un semplice multiculturalismo indifferenziato o lo scontro delle stesse”.
A chiudere la serie degli interventi quello del Colonnello Sabbione che, consegnando un oggetto ricordo al Capitano Grassigli, lo ha voluto ringraziare nuovamente quale esempio di “uomo che fino in fondo ha fatto il suo dovere”, quel “dover andare sempre avanti per la divisa e le stellette vestite“ come aveva già detto ed enfatizzato in precedenza lo stesso Capitano Grassigli.