Presenti, oltre agli Eurofighter italiani già impegnati nella missione in Estonia per la Baltic Air Policing, un CAEW ed altri due “Typhoon” italiani Si è conclusa l’esercitazione NATO “
Ramstein Alloy 18-1”,
che dal 17 al 18 aprile, in
Estonia,
Lettonia
e
Lituania, ha dato la possibilità agli assetti aerei
e di terra, delle
Nazioni NATO e di quelle partner, di
addestrarsi e di condividere le procedure necessarie all’identificazione ed al
supporto di aeromobili in difficoltà o che non seguono le norme previste dal
controllo aereo.
Durante la due giorni di esercitazione, sotto la guida del
CAOC (Combined Air Operations Centre)
NATO di
Uedem (DEU) i caccia danesi, italiani, lituani, norvegesi e polacchi, insieme a
quelli delle nazioni partner, Svezia e Finlandia, hanno condotto numerose
missioni “Air to Air” (Aria-Aria) volte ad ottenere una standardizzazione delle
procedure ed a condividere nuove abilità che hanno sicuramente arricchito il
bagaglio professionale di tutti gli equipaggi coinvolti.
Insieme agli
Eurofighter della
Task Force Air 36° Stormo,
rischierati in Estonia per la missione NATO di Enhanced
Air Policing sui cieli baltici, in
configurazione “Air to Air”, hanno partecipato all’esercitazione anche due
ulteriori Eurofighter in versione “Air to Ground” (aria-suolo) che, rischierati
sull’aeroporto militare di Ämari con il supporto della Task Force Italiana,
hanno svolto attività con le truppe a terra, svolgendo missioni di CAS (Close
air Support) in stretto coordinamento con i JTAC (Joint Terminal Attack
Controllers).
Un Gulfstream
G-550 CAEW (Conformal Airborne Early
Warning) in forza all’Aeronautica Militare, un sistema multi-sensore per la
supremazia aerea ed il supporto alle forze di terra, ha garantito insieme ad un
velivolo AWACS della NATO le funzioni di sorveglianza aerea, comando, controllo
e comunicazioni.
L’attività esercitativa, che ha rappresentato il primo
impiego dell’assetto CAEW in ambito NATO/coalition, ha dimostrato la piena
integrabilità della capacità AEW (Airborne Early Warning) & BM-C2 (Battle
Manager-Command & Control) nazionale con quella NATO in uno scenario
complesso ed operativamente significativo come quello delle Repubbliche
baltiche. In tal senso le capacità del CAEW sono state pienamente integrate nel
contesto della Enhanced Baltic Air Policing secondo le procedure operative NATO
e secondo gli standard tecnologici dei paesi dell’Alleanza, dimostrando di poter
integrare la capacità NATO-AEW mediante l’impiego di un assetto che per
caratteristiche tecnologiche e progettuali si evidenzia per efficacia,
flessibilità ed economicità di impiego.
Durante l’esercitazione sono state
svolte anche missioni di rifornimento in volo, grazie all’utilizzo di un KC-135
della Forza Aerea degli Stati Uniti e sono state svolte anche missioni di
ricerca e soccorso con la Forza Armata lettone, a voler significare il grande
livello di interoperabilità esistente tra tutti gli assetti della coalizione,
sia in aria che a terra.
Il personale e gli assetti italiani assicurano dal mese di gennaio, per un mandato di quattro mesi, l’integrità dello spazio aereo NATO garantendo la difesa aerea dei cieli di Lituania, Estonia e Lettonia, paesi membri dell’Alleanza che non possono provvedere a questo compito con proprie forze, dando vita a quella che nella
NATO viene chiamata in questo caso enhanced Air Policing.
L’attività di Air Policing è condotta sin dal tempo di pace e consiste nella continua sorveglianza e identificazione di tutte le violazioni all’integrità dello spazio aereo NATO alle quali si fa fronte prendendo le appropriate azioni utili a contrastarle, come ad esempio il decollo immediato, in gergo tecnico “scramble”.