Inaugurata con il sorvolo delle Frecce Tricolori la partenza della popolarissima corsa di auto d’epoca che ha visto la partecipazione di oltre 400 splendidi esemplari di vetture
Era un’Italia appena uscita dalla Prima Guerra Mondiale e desiderosa di riprendersi in fretta e l’automobile stava conquistando fasce sempre più ampie della società, attirate dalla velocità crescente offerta dalla meccanizzazione.
Nel mondo, si stavano moltiplicando le competizioni motoristiche, durante le quali, veri e propri arditi, sfidavano la sorte a bordo delle loro automobili primordiali, carrozze senza cavalli se non quelli (pochi) dei loro motori artigianali.
E fu proprio in questo contesto che anche in Italia iniziarono le gare e, in particolare, la Mille Miglia che dal 1927 al 1957 si trasformò nella “corsa più bella del mondo“, così definita dal grande Enzo Ferrari.
Inaugurata il 13 giugno alle ore 12:30, con il sorvolo delle Frecce Tricolori sulla città di Brescia il ed il successivo passaggio al 6° Stormo di Ghedi, la 41ª edizione della Mille Miglia storica, competizione conosciuta a livello internazionale, che vede la partecipazione di oltre 400 splendidi esemplari di vetture selezionate tra i modelli che corsero la gara originale e condotti da equipaggi di decine di diversi Paesi in rappresentanza del più prestigioso museo itinerante dell’automobile a livello mondiale.
Il percorso, che attraversa campagne e città, percorsi sui monti e in riva al mare, di giorno e di notte, ha previsto il passaggio della carovana storica presso altre basi dell’Aeronautica Militare quali Cervia, Forlì, Vigna di Valle, Piacenza e Milano.
Si è conclusa sabato 17, giornata finale della 5ª ed ultima tappa, con arrivo previsto nuovamente nel capoluogo lombardo.
Da 30 anni la Mille Miglia regala agli appassionati ricche emozioni e brividi per un passato epico, pioneristico denso di valori e tradizione.
Per questi motivi, in occasione delle celebrazioni del proprio centenario, l’Aeronautica Militare è stata rappresentata in gara con una vettura civile Fiat 1100/103 Berlina del 1955 a cui l’organizzazione ha assegnato l’evocativo numero di gara “100”, un’auto che è stata in esercizio in Forza Armata tra gli anni ’50 e ’60.
Hanno sfilato fuori competizione anche una Fiat 130-3200 del 1972 e una AR59 Campagnola 1900 del 1971, mentre tutte le autovetture in gara, hanno “indossato” lo sticker del logo ufficiale del Centenario AM.
Autovettura Fiat 130 3200cc AM 136 del 1972.
Equipaggiata con un propulsore a benzina da 3,2 litri da 165 CV contraddistinto dalla classica architettura dei “6 cilindri a V”, trazione posteriore, un sistema frenante a 4 freni a disco, cambio manuale a 5 marce, interni caratterizzati dall’utilizzo di velluto pregiato per rivestire la selleria, servosterzo e aria condizionata rappresentava una atipicità per una Casa produttrice che era da sempre considerata dedita alla produzione di veicoli di tipo utilitario.
La Fiat 130 è stata frequentemente utilizzata come auto di rappresentanza dalle istituzioni politiche negli anni ’70. Fu “l’auto blu” su cui viaggiava il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro il giorno del suo rapimento.Nelle fotografie scattate in via Fani il giorno dell’omonima strage si vedono la Fiat 130 blu di Aldo Moro vicino all’Alfa Romeo Alfetta bianca della scorta. L’ Aeronautica Militare utilizzò queste vetture per il trasporto di autorità di vertice della Forza Armata fino agli inizi degli anni ’80.
Vettura da ricognizione per trasporto truppe AR59 AM3810 del 1971.
Derivata dalla AR51 e dalla AR55 questa vettura, dotata di un 4 cilindri 1900cc con potenza di 65cv e impianto elettrico immergibile a 24V, trasmissione sulle ruote posteriori ed inseribile su quelle anteriori, sospensioni indipendenti all’avantreno e a ponte rigido al retrotreno, fu largamente impiegata dal personale VAM dell’Aeronautica Militare per servizi di pattugliamento all’interno delle installazioni militari. Rappresenta ancora oggi la vettura su cui migliaia di giovani ragazzi svolsero il servizio militare di leva.