Nei giorni 3 e 4 Marzo 2026 si è tenuto a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Piazzale Aldo Moro, l’Arctic Circle Rome Forum – Polar Dialogue, evento internazionale organizzato in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e il CNR, con il coordinamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il supporto del Ministero della Difesa, che ha visto interventi delle Forze Armate nei consessi di cooperazione civile-militare.
Il Forum ha esplorato le interconnessioni tra l’Artico, l’Antartide e il cosiddetto “Terzo Polo” (i ghiacciai montani), concentrandosi su cinque pilastri fondamentali: Scienza, Diplomazia, Sicurezza, Istruzione e Ricerca che affrontano sfide globali come il cambiamento climatico, le nuove rotte marittime artiche, la cantieristica eco-friendly e la resilienza delle comunità. Tra i diversi Panel dell’evento, la Difesa ha organizzato il Panel “The Italian model of Civil-Military Cooperation”.
Su invito del Comitato di Indirizzo Interforze per l’ambiente Artico, Sub Artico ed Antartide dello Stato Maggiore della Difesa, ha partecipato ai consessi per l’Aeronautica Militare il Gen B.A. Giuseppe ADDESA, Capo Ufficio Generale per l’Aviazione Militare e Meteorologia e Responsabile del Servizio Meteorologico dell’AM. Alla delegazione si è aggiunto il T.Col. Francesco Corvaro, Ufficiale dell’Aeronautica della Riserva selezionata e inviato speciale del Governo italiano per il cambiamento climatico.
Il Gen. B.A. Addesa è intervenuto il 4 marzo nell’ambito del panel “Advancing Climate Research in Extreme Environments: a model for Civil-Military integration”, presentando le capacità dell’Aeronautica Militare ed in particolare del Servizio Meteorologico A.M. quale modello di integrazione civile-militare per le molteplici collaborazioni istituzionali nazionali ed internazionali. Le capacità operative militari sono un fattore abilitante e risultano determinanti per il supporto alla ricerca scientifica civile dimostrando come la cooperazione istituzionale non sia solo un’ottimizzazione di risorse, ma una necessità imprescindibile per affrontare la sfida della sicurezza climatica e della sostenibilità globale nel XXI secolo. Il Generale Addesa, durante il suo intervento, ha evidenziato il ruolo del Servizio Meteorologico dell’AM da più di un secolo all’avanguardia nella meteorologia operativa e in continua evoluzione quale capacità e strumento per la sicurezza e la difesa multi-dominio con proiezione globale e multilivello, dal suolo e dagli oceani sino allo spazio. In particolare ha ricordato che l’Aeronautica Militare esprime il delegato nazionale per la collaborazione nei consessi internazionali relativi alla meteorologia, all’osservazione della Terra dallo spazio e al monitoraggio del clima e dei cambiamenti climatici. Si è soffermato sull’importanza della pluriennale collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) per la meteorologia e la climatologia di alta montagna con il Centro Aeronautica Militare di Montagna – Monte Cimone (CAMM) nell’ambito del programma di monitoraggio dei gas climalteranti e dei costituenti atmosferici denominato Global Atmospheric Watch (GAW) del World Meteorological Organization (WMO) delle Nazioni Unite. Inoltre, ha ricordato l’importanza della collaborazione con gli Istituti di Ricerca italiani (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV e Istituto Nazionale di Astrofisica – INAF) per lo sviluppo di una capacità nazionale autonoma per la meteorologia spaziale. In conclusione ha sottolineato l’importanza del quarantennale contributo dell’Aeronautica Militare nel Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, in termini di assetti, equipaggi di volo abilitanti, personale meteorologico e scientifico evidenziando che tali capacità costituiscono parte integrante di un modello virtuoso di cooperazione civile-militare.
L’Aeronautica Militare ha partecipato a tale consesso anche con il T.Col. Francesco CORVARO, l’inviato speciale per il cambiamento climatico del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e professore universitario con oltre vent’anni di esperienza in termodinamica, energie rinnovabili, net-zero, transizione energetica, mobilità sostenibile, valutazione dell’impatto ambientale, modelli di resilienza, modelli di città intelligenti e valutazione del ciclo di vita. Il Tenente Colonnello Corvaro è il punto di riferimento delle amministrazioni nazionali per la dimensione esterna delle politiche di contrasto al cambiamento climatico, garantendo il raccordo tra le diverse istituzioni chiamate ad affrontare questa sfida in maniera olistica. Nel suo intervento, il Prof. Corvaro ha evidenziato le azioni che le diverse amministrazioni stanno portando avanti su una tematica così trasversale, con un approccio sinergico e coordinato in grado di sviluppare risposte efficaci e, al contempo, di rafforzare il ruolo del Paese sul piano internazionale attraverso una diplomazia scientifica climatica attiva sia nell’adattamento che nella mitigazione.