Medicina e ricerca: l'Aeronautica Militare presenta i risultati della missione scientifica Artemis 4554 sul Monte Rosa

Il Convegno scientifico “La Fisiologia dell’alta quota: studi scientifici sul Monte Rosa”, seguendo le orme della tradizione di Angelo Mosso, volge lo sguardo verso le nuove frontiere della medicina aeronautica e spaziale

Data: 27/03/2026

Fonte: Corpo Sanitario Aeronautico

Autore: Ten.Col. Francesco Zullo

Si è tenuto il 24 marzo, all’Auditorium “A. Visconti” di Palazzo Aeronautica a Roma, il Congresso scientifico “La Fisiologia dell’alta quota: studi scientifici sul Monte Rosa”, dedicato alla presentazione dei risultati della missione Artemis 4554, il progetto di ricerca multidisciplinare condotto dall’Aeronautica Militare in occasione del Centenario dell’ordinamento del Servizio Sanitario Aeronautico.

I lavori hanno visto la collaborazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Milano, Centro cardiologico Monzino di Milano, Istituto Galeazzi di Milano, Fondazione Ca’ Grande di Milano, Istituto Neurologico Mondino di Pavia, Università di Padova nonché la collaborazione scientifica con diverse aziende di settore come Idea srl.

La missione Artemis 4554 è stata concepita con l’ambizione di coniugare tradizione storica, innovazione scientifica e cooperazione istituzionale. Il nome stesso richiama la quota simbolo dell’impresa: i 4.554 metri di Capanna Margherita, sul Monte Rosa, il rifugio scientifico più alto d’Europa, scelto come teatro degli esperimenti più avanzati da Angelo Mosso, un pioniere degli studi sugli effetti dell’altitudine sull’organismo umano. Cent’anni dopo, l’Aeronautica Militare ha raccolto idealmente quel testimone, con la missione ideata dal Colonnello Marco Lastilla, oggi Direttore dell’Istituto di Medicina Aerospaziale di Milano intitolato proprio ad Angelo Mosso, che ha concepito e sviluppato il progetto scientifico coniugando la vocazione operativa della sanità militare con le più avanzate metodologie di ricerca in ambiente estremo, con un approccio scientifico rigoroso, articolato lungo un gradiente altimetrico progressivo, da Alagna Valsesia a Capanna Gnifetti a 3.647 metri, fino al raggiungimento della Capanna Margherita. Tra i Mission Specialist arrivati fino in vetta figura anche il Brigadier Generale Emanuele Garzia, oggi Capo del Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare, a testimonianza del diretto coinvolgimento del vertice sanitario nella ricerca sul campo. In tale contesto sono stati implementati protocolli sperimentali condivisi con il mondo accademico, finalizzati allo studio delle risposte fisiologiche, neurocognitive e biochimiche dell’organismo umano in condizioni di ridotta disponibilità di ossigeno e di elevato carico stressogeno.

Ai saluti introduttivi ha preso parte il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, che ha espresso vivo apprezzamento per le ricerche recentemente condotte dalla missione Artemis 4554 sul Monte Rosa, sottolineando l’importanza dello spazio e dell’alta quota oltre ad una necessaria e costante collaborazione tra mondo militare e mondo scientifico civile.

La prima sessione congressuale è stata dedicata all’analisi dei principali meccanismi fisiologici e funzionali che regolano la risposta dell’organismo umano all’esposizione in ambiente ipobarico. Sono stati approfonditi gli effetti dell’attività fisica in condizioni di ridotta pressione atmosferica, le modificazioni cardiorespiratorie e metaboliche indotte dall’ipossia, nonché le variazioni nelle funzioni cognitive.

Sono stati presentati contributi relativi a progetti di ricerca avanzata in ambienti estremi, ai marcatori biologici dell’ipossia acuta e alle alterazioni della percezione visiva.

Un cenno particolare è stato dedicato, inoltre, all’analisi degli incidenti di volo correlati a ipossia ipossica e tecniche di monitoraggio multiparametrico in ambienti estremi, con la collaborazione della Aeromedical Section dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC).

Nella seconda sessione sono stati approfonditi i meccanismi di risposta sistemica allo stress ipossico e le implicazioni in ambito aerospaziale.

Sono stati illustrati i risultati della Missione Artemis 4554 con riferimento alle alterazioni degli assetti neuroendocrini e allo stress ossidativo, e presentati casi studio relativi al soccorso sanitario in ambiente montano, gli adattamenti respiratori in alta quota e modelli integrati di dati fisiologici. Particolare attenzione è stat dedicata allo studio del sonno in alta quota e nello spazio, nonché a tecniche innovative come mindfulness e realtà virtuale applicate allo stress ipossico.

La missione e il Congresso si sono svolti sotto l’egida del Generale Ispettore Capo Pietro Perelli, Capo del Corpo Sanitario Aeronautico, che ha presentato, all’apertura dei lavori, l’intera iniziativa come espressione della visione strategica della Difesa e della Sanità italiana, con la capacità di fare ricerca a beneficio non solo delle Forze Armate, ma dell’intera comunità scientifica e medica nazionale. “I risultati degli studi guardano lontano, perché gli ambienti estremi in alta quota rappresentano un analogo terrestre delle condizioni spaziali.” Il Gen. Perelli ha ricordato: “Comprendere come il corpo umano si adatta a queste sfide significa costruire conoscenze preziose per la medicina aeronautica e spaziale, in un’epoca in cui lo Spazio non è mero luogo di ricerca, ma la prossima frontiera per l’intera umanità”.

Il convegno del 24 marzo ha visto la partecipazione di importanti autorità istituzionali. Tra gli ospiti l’Ispettore Generale della Sanità Militare, Tenente Generale Carlo Catalano, a sottolineare il concorde sforzo di tutte le componenti della Sanità Militare al servizio del Paese.

Il Congresso ha rappresentato un momento di elevato valore scientifico e istituzionale, volto a consolidare il dialogo tra ricerca accademica e sanità militare. La Missione Artemis 4554 emerge quale modello paradigmatico di integrazione tra ricerca scientifica, applicazione operativa e cooperazione inter istituzionale.