Norcia ricorda l’Ing. Antonio Ferri, Maggiore del Genio della Regia Aeronautica e Medaglia d’Argento al Valor Militare, per il centenario della sua nascita In rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare è intervenuto il Generale Ispettore CapoPaolo Civalleri; in qualità di relatori hanno, invece, partecipatoil Brigadier Generale Basilio Di Martino, Ufficiale ingegnere dell’A.M., nonché apprezzato autore di volumi storico-aeronautici(
http://www.aeronautica.difesa.it/storiaTradizione/ufficioStorico/CatalogoPubblicazioni/Documents/Catalogo2012AM.pdf), il Generale Arnaldo Ceccato, Ufficiale pilota in congedo dell’A.M., e il Maggiore Walter Villadei, ingegnere e 1° ufficiale A.M. a conseguire la qualifica di cosmonauta presso il Gagarin Cosmonauts Training Centre di “Star City” (Russia). Al termine della cerimonia,nei locali della “Castellina”, sede nei secoli scorsi della Prefettura della Montagna e del Governatore pontificio, e che attualmente ospita una parte della produzione artistica dell”aeropittrice’ Marcella Mencherini,è stata inaugurata una lapide commemorativa “
a memoria ed onore” di Antonio Ferri. Il Maggiore Ferri nacque a Norcia nel 1912. A soli 23 anni si laureò in ingegneria industriale presso l’università di Roma e l’anno successivo, dopo avere conseguitol’abilitazione alla professione, si laureò in ingegneria aeronautica e ottenne l’abilitazione all’insegnamento. Entrò per concorso nella Regia Aeronautica con il grado di Tenente del Genio e fu assegnato al Centro Studi ed Esperienze di Guidonia, inaugurato nello stesso anno e dotato di impianti e attrezzature all’avanguardia per le ricerche nel campo dell’aerodinamica, radioelettricità, motoristica, strutture degli aerei e medicina aeronautica. Al Centro, Ferri studiò e realizzò la prima galleria del vento supersonica, grazie anche alla quale raggiunse presto notorietà e prestigio accademico a livello internazionale. A 26 anni, alla presenza di Vittorio Emanuele III, ricevette il premio dell’Accademia d’Italia per la scienza. Dopo i tristi e drammatici eventi seguenti l’8 Settembre, il Maggiore Ferri, dopo un periodo trascorso tra le file della resistenza partigiana, decise, dietro un invito firmato dallo stesso Presidente Roosevelt, di trasferirsi negli Stati Uniti d’America, dove ottenne i finanziamenti necessari per portare avanti i suoi esperimenti, avviando anche ricerche in una nuova branca, la termo-fluidodinamica, che ha permesso il volo spaziale. L’ing. Ferri divenne consulente spaziale dei Presidenti Kennedy, Johnson e Nixon, ricevendo dieci alte onorificenze e la cattedra onoraria all’Università di New York. Gli ultimi suoi impegni e lavori, degli anni ’60 e ’70, hanno contribuito più tardi in maniera determinante al successo del programma Shuttle. Antonio Ferri si è spento improvvisamente il 28 dicembre 1975,nella sua casa di Long Island, a soli 63 anni. L’amico e collega tedesco Busemann ha scritto di lui: “
Antonio Ferri aveva il genio di far fiorire da ciò che osservava una nuova scienza e di farla crescere“. I progetti e gli studi di Ferri, comunque, sono ancora di stringente attualità e la loro implementazione tecnologica potrà dare la possibilità all’aviazione commerciale di utilizzare nuovi velivoli in grado di percorrere lunghe distanze a velocità ipersoniche.