L'AVIERE DE VITO: DA AUSCHWITZ AL 16° STORMO

Il 16° Stormo “Protezione delle Forze” ha reso omaggio all’Aviere Cosimo De Vito, deportato e sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz

Data: 05/12/2014

Fonte: 16° Stormo - Martina Franca (TA)

Autore: Cap. Massimo Battista

Il 16° Stormo “Protezione delle Forze” ha reso omaggio all’Aviere Cosimo De Vito, deportato e sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz Il Sig. Cosimo, cittadino martinese nato il 19 febbraio 1923, ha raccontato di essere stato “richiamato alle armi” nell’aprile del ‘43. Presentatosi all’aeroporto di Grottaglie (TA), dopo aver effettuato la “vestizione”, fu condotto a Brindisi, dove effettuò un corso di addestramento, al termine del quale fu inviato presso il fronte albanese. All’aeroporto di Valona (Albania), De Vito svolse le mansione di specialista elettricista sino a quando, nel settembre 1943, gli fu proposto di aderire alla Repubblica di Salò. Il suo rifiuto glicostò la deportazione, prima a Zagabria (Croazia), poi a Colonia (Germania) e infine al campo n° 47 ad Auschwitz (Polonia). L’Aviere De Vito rimase nel campo di concentramento fino al gennaio del 1945, quando l’Armata Russa mise in fuga le truppe tedesche, liberando i prigionieri. Dopo aver lasciato la Polonia, gli italiani sopravvissuti transitarono attraverso la Cecoslovacchia e la Jugoslavia. Il suo rientro a Martina avvenne solo nel giugno del 1945.
Il 2 Giugno 2012 al Sig.De Vito è stata conferita la Medaglia d’Onore concessa dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto, nonché ai familiari dei deceduti.
“Tutto il personale del 16° Stormo rende oggi il giusto tributo ad un cittadino di Martina Franca, autorevole rappresentante dei più alti e universali valori della vita: la verità, la giustizia e la libertà” -ha dichiarato il ColonnelloMarradi a margine dell’incontro – “un nostro concittadino che ha messo in gioco la propria vita per non aderire a un regime che aveva soppresso la libertà”. L’Aviere De Vito ha fieramente mostrato al Comandanteuno stralcio del proprio foglio matricolare, che riporta le tappe della sua carriera nell’allora Regia Aeronautica, ricordando con emozione la sua visita al campo di Auschwitz di alcuni anni fa: “quei sacrifici ci hanno spinto a rinascere per garantire una società migliore ai nostri figli e nipoti”.