L’AUTUNNO DEL LEVIATANO AL CEN.FOR.AV.EN.

Il secondo seminario di geopolitica si è svolto presso il Centro di Formazione Aviation English dell'Aeronautica Militare di Loreto

Data: 22/04/2016

Fonte: Centro di Formazione Aviation English - Loreto (AN)

Autore: Cap. GALLETTA Ramona

Il secondo seminario di geopolitica si è svolto presso il Centro di Formazione Aviation English dell’Aeronautica Militare di Loreto Si è svolto giovedì 21 Aprile, presso l’aula magna del Centro di Formazione Aviation English (Cen.For.Av.En.) dell’Aeronautica Militare, il secondo seminario di studio dal titolo: “L’autunno del Leviatano – professione militare e dinamismo contemporaneo, il cambiamento delle società”.
All’evento, patrocinato dalla Regione Marche, dal Comune di Loreto e dall’Istituto Alberghiero Einstein Nebbia, hanno preso parte Autorità civili e militari regionali, una rappresentanza degli Ufficiali frequentatori dei corsi regolari dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli (Napoli) e gli allievi della Scuola Marescialli dell’Aeronautica Militare di Viterbo. Dopo il benvenuto a tutti gli intervenuti, il Colonnello Stefano Gensini, Comandante del Centro ha introdotto i relatori: S.E. Mons. Giovanni Tonucci, Delegato Pontificio della Santa Casa di Loreto, il Generale Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore della Difesa e, da novembre 2011, Vicepresidente dell’Istituto Affari Internazionali e il Prof. Luciano Bozzo, direttore del Centro Studi Strategici dell’Università di Firenze. A moderare la tavola rotonda il Colonnello Gensini che, nell’introdurre il tema del seminario, ne ha sottolineato l’attualità “in un secolo in cui la sovranità dello Stato, quale concetto politico-giuridico, è entrata in crisi per la porosità dei confini che il processo di globalizzazione ha determinato col nuovo assetto mondiale”. Nel suo intervento S.E. Mons. Giovanni Tonucci ha ricordato che la figura biblica del Leviatano è descritta nel libro di Giobbe come un coccodrillo la cui pelle, forte ed impenetrabile, “non può essere perforata con frecce ed uncini e quindi ben si presta a identificare i confini dello Stato”. Questi confini, ha però precisato, non tengono conto delle diverse culture della popolazione ma derivano da imposizioni coloniali e, proprio questa incongruenza, è all’origine dei numerosi conflitti. Nel chiudere il suo intervento ha ricordato l’invito di Papa Francesco a considerare il Mondo come la “nostra casa comune”, evitando di sentirci “padroni del nostro pezzo di terra”. Il Generale Camporini, riprendendo il concetto già espresso da S.E. Mos. Tonucci, si è soffermato sulla multietnicità che caratterizza gli attori della scenario geopolitico attuale. Un esempio è rappresentato dalla Libia, uno Stato abitato da diverse etnie che non sono mai state unificate tra loro. Per poter giungere ad una risoluzione della crisi libica si deve, pertanto, tener presente questa molteplicità di culture. È necessario, per avviare un dialogo, che “ci si metta nei panni dell’altro, che ci si ponga nella prospettiva del nostro interlocutore se non vogliamo che la geostrategia sia un susseguirsi di conflitti”. Il professor Bozzo ha sottolineato che la politica internazionale ed interna stanno affrontando un periodo di crisi, “siamo difronte alla crisi della sovranità in senso lato. L’attuale politica internazionale è sempre più caotica”. Se si guarda alla storia si può vedere come l’Occidente sia stato da sempre governato da una “logica subordinativa” che poggiava le sue fondamenta su tre colline: Acropoli, Campidoglio e Golgota. “Oggi assistiamo al collasso di questa logica subordinativa mentre altrove hanno prevalso logiche differenti”, sintomatico l’esempio della Cina in cui si è affermata una “logica coordinativa”.
Il dibattito ha suscitato numerose domande da parte dai partecipanti con riferimento al tema del dialogo tra le differenti culture e la strada da percorrere per avviarsi ad una risoluzione diplomatica dei conflitti che caratterizzano lo scenario geopolitico mondiale. L’evento si è concluso con la consegna del tradizionale Crest di Reparto da parte del Comandante ai relatori.