Il Maggiore Luca Parmitano illustra la missione “Volare” che il 29 Maggio lo porterà sulla Stazione Spaziale Internazionale per sei mesi
Il Seminario è stato voluto per illustrare agli allievi e ai frequentatori degli Istituti e Scuole dell’A.M. i contenuti scientifici della missione e il contributo fornito dalla Forza Armata nel quadro di una stretta collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’Agenzia Spaziale Europea (European Space Agency, ESA). Lo scopo è stato quello di avvicinare le nuove generazioni al mondo dello spazio e stimolare curiosità e interesse per un settore capace di offrire anche grandi opportunità occupazionali. “Oggi tra di voi – ha detto il Maggiore Parmitano – c’è qualcuno che tra qualche anno potrebbe essere al mio posto, non solo come pilota, ma anche come ingegnere, medico, legale… Sarei felice se riuscissi a invogliare voi giovani a intraprendere una carriera di tecnologia, scienza ed esplorazione”.
L’evento è stato aperto dal Generale di Brigata Aerea Umberto Baldi, Comandante dell’Accademia Aeronautica, che ha portato i saluti del Generale di Squadra Aerea Mario Renzo Ottone, Comandante delle Scuole A.M./3^ Regione Aerea di Bari, ai partecipanti al seminario e ai conferenzieri: l’Ing. Roland Luettgens, Direttore della Missione “Volare” presso l’ESA, la Dott.ssa Delfina Bertolotto, responsabile ad interim dell’Unità di Microgravità dell’ASI, il Colonnello Marco Nardini, Capo Ufficio “Politica Spaziale Aeronautica” del 3° Reparto S.M.A., il Dott. Vittorio Argento, Vicedirettore RAI Radio Uno, moderatore del dibattito e, ovviamente, il Maggiore Luca Parmitano, protagonista della missione e dell’incontro.
“L’ASI – ha detto il generale Baldi – è il punto di riferimento istituzionale nel settore spaziale, e l’Aeronautica Militare, in virtù della sua competenza ambientale, rappresenta la realtà che meglio e più di ogni altra riesce ad affiancare l’Agenzia nella gestione operativa delle attività astronautiche […] con il proprio contributo di personale qualificato nel campo del volo, della medicina e dell’ingegneria aerospaziale”.
Le competenze nel settore del volo umano spaziale sono oggi, infatti,un patrimonio importante della Forza Armata, acquisito grazie al proprio personale navigante entrato a far parte del corpo astronauti dell’ESA (Tenente Colonnello Maurizio Cheli, Colonnello Roberto Vittori, Maggiore Luca Parmitano e Capitano Samantha Cristoforetti), e a quello altamente specializzato nel settore dell’ingegneria aerospaziale (Maggiore Walter Villadei) e della medicina (Tenente Colonnello Francesco Torchia, Maggiore Paola Verde, Maggiore Angelo Landolfi).
“L’Italia – ha sottolineato in tal senso il Dott. Argento – dispone di una pattuglia di astronauti consistente ed importante, ed è entrata nel novero dei pochi Paesi al mondo ad avere propri uomini costantemente impegnati in missioni spaziali”.
“Questa continuità – ha evidenziato il Colonnello Nardini nel suo intervento – affonda le sue radici negli anni ‘50-‘60”, quando il professore e Generale del Corpo del Genio Aeronautico Luigi Broglio portò l’Italia a lanciare un proprio satellite, il S.Marco 1, facendo dell’Italia uno dei primi Paesi al mondo e in Europa a raggiungere questo traguardo”.
La Dott.ssa Bertolotto hasottolineato il ruolo rivestitodall’ASI nel quadro della realizzazione del Piano Spaziale Nazionale e le tappe più significative segnate dal 1988 – anno di costituzione dell’Agenzia – ad oggi, tra cuicinque astronauti di nazionalità italiana inviati nello spazio e il grande contributo fornito alla realizzazione dell’ISS. Risultati che garantiscono oggi all’Italia un doppio livello di accesso alla Stazione stessa: multinazionale, come Paese membro dell’ESA, e diretto, in virtù di un Memorandum bilaterale stipulato con la NASA, che assicura opportunità di volo per gli astronauti italiani.
I dati tecnici sulla missione “Volare” sono stati illustrati dall’ing. Luettgens: durante i 166 giorni di permanenza a bordo dell’ISS il Maggiore Parmitano sarà impegnato in attività di navigazione spaziale, sperimentazione e supporto alle operazioni. Tra queste rientrano le attività di gestione dei “visiting vehicles” (l’ATV europeo, l’HTV giapponese, la Progress russae i cargo commercialiDragon e Orbiter), che riforniranno di materiali, viveri e strumentazione l’ISS. Probabile, infine, il coinvolgimento del Maggiore Parmitano nelle attività extraveicolari (EVA, Extra Vehicular Activity) previste durante la sua missione, ma la decisione finale spetta alla NASA, che scioglierà la riserva ai primi di marzo. In questo caso il Maggiore Parmitano passerebbe alla storia come primo italiano a uscire al di fuori dell’ISS per una delle attività più ambite ma difficili che un astronauta possa effettuare. “Sono cresciuto con l’immagine degli astronauti statunitensi che si muovevano all’esterno dell’ISS e portare la bandiera dell’Italia nello spazio, al di fuori dell’ISS, sarebbe il mio sogno”. Con questo auspicio il Maggiore Parmitano, dopo aver illustrato le fasi salienti dell’addestramento preparatorio alla missione, ha chiuso il suo intervento presso l’Accademia. Prima, però, ha ricevuto da alcuni allievi le “patch” degli istituti di formazione dell’A.M., assumendosi l’impegno di portarle con sé nello spazio, insieme alla nostra Bandiera e all’orgoglio di essere italiano. Il tour italiano del maggiore Parmitano era iniziato il giorno precedente con la partecipazioneagli incontricon gli allievi del Convitto Nazionale di Roma e di Napoli, e si è concluso venerdì 22 Febbraio a Torino, con l’incontro presso il Convitto Nazionale “Umberto I”, al quale hanno partecipato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo e, per l’Aeronautica Militare, il Generale di Brigata Aerea Gianni Candotti, Capo del 3° Reparto “Pianificazione dello Strumento Aerospaziale” delloSMA. La missione “Volare” gestita dall’ASI con il supporto dell’ESA e la collaborazione dell’Aeronautica Militare, nasce da un Memorandum bilaterale diretto NASA/ASI, in base al quale ASI ha fornito all’Ente spaziale statunitense tre moduli pressurizzati abitativi (MPLM, Multi Purpose Pressurized Module)dei quali uno trasformato inPMM (Permanent Multi Purpose Module), in cambio di opportunità di volo per gli astronauti italiani e di utilizzazione scientifica dell’ISS. La missione partirà all’alba del 29 maggio con una navicella Soyuz dal cosmodromo di Baykonur, in Kazakistan, e si concluderà dopo 166 giorni di permanenza sull’ISS. Oltre al Maggiore Parmitano, l’equipaggio della Soyuz sarà composto dal comandante russo Fyodor Nikolayevich Yurchikline dall’americana Karen Nyberg. La partecipazione alla missione “Volare” del Magg. Parmitano, al suo primo volo spaziale, conferma il ruolo di primo piano che l’Italia ha nel settore spaziale e, in particolare, nell’attività di ricerca a bordo dell’ISS e rappresenta un’importante opportunità per l’Aeronautica Militare di acquisire ulteriori competenze nel campo del Volo Umano Spaziale e delle operazioni spaziali da trasferire all’interno della Forza Armata a beneficio delle proprie capacità operative.
La missione “Volare” segue a due mesi esatti di distanza la ricorrenza del 90° Anniversario della Costituzione dell’Aeronautica Militare e cade nello stesso anno in cui si celebrano i 50 anni di collaborazione nel settore spaziale tra l’Italia e gli Stati uniti. Elementi che conferiscono un particolare significato alla missione stessa, ulteriore testimonianza dell’impegno e della competenza da sempre espressi nel settore della ricerca spaziale dall’Aeronautica Militare e, nel complesso, dall’Italia.
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