Si è tenuto lo scorso 23 settembre a Roma, presso la Casa dell’Aviatore, il convegno dal titolo “Internati Militari Italiani dell’Aeronautica nella Seconda Guerra Mondiale”, un evento promosso ed organizzato dal Centro Studi Militari Aerospaziali (CESMA) dell’Associazione Arma Aeronautica (A.A.A. – Aviatori d’Italia) per riportare all’attenzione pubblica le vicende degli aviatori che, dopo l’8 settembre 1943, furono catturati e internati nei lager tedeschi.
L’iniziativa, che ha voluto onorare la memoria di quegli uomini in uniforme che affrontarono sofferenze e scelte drammatiche con straordinario coraggio, resilienza e resistenza morale, si è inserita nelle celebrazioni della prima giornata nazionale degli Internati Militari Italiani (IMI), istituita per rendere onore agli oltre 650.000 soldati italiani che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, vennero disarmati dai tedeschi e deportati nei campi di prigionia del Reich e dei territori occupati. Privati dello status di prigionieri di guerra, furono classificati con la sigla IMI – Internati Militari Italiani – e destinati al lavoro coatto in condizioni disumane. Circa 50.000 non fecero ritorno, caduti per stenti, malattie, esecuzioni o bombardamenti. Tra loro, anche molti Aviatori della Regia Aeronautica, i cui memoriali costituiscono oggi una fonte preziosa per la ricostruzione storica.
I lavori del convegno, che hanno registrato una significativa partecipazione di autorità, studiosi e pubblico, sono stati aperti dai saluti di benvenuto del Gen. S.A. (r) Giovanni Fantuzzi, Direttore del CESMA, e del Br. Gen. (r) Roberto Chivilò, Vice Direttore del CESMA, e sono stati moderati dal giornalista e saggista Marco Ferrazzoli.
Il cuore dell’evento è stato il ciclo di interventi che ha sviscerato la materia da diverse prospettive: il Prof. Gregory Alegy, Docente di Storia Americana e Storico Aeronautico (LUISS “Guido Carli”) ha fatto il punto sulla situazione della Regia Aeronautica al momento dell’armistizio, delineando i fronti di impiego ed inquadrando il contesto operativo; il Prof. Luciano Zani, Università “Sapienza” e Membro del Comitato per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha analizzato la questione degli Internati Militari Italiani, focalizzandosi sulla gestione tedesca e sull’interesse internazionale che circondò la vicenda; il Ten. Col. Edoardo Grassia (Ufficio Storico Aeronautica Militare) ha condotto l’uditorio in un racconto toccante, descrivendo il drammatico passaggio degli Internati della Regia Aeronautica “dagli Stormi ai lager con la forza o con l’inganno”. A seguire, il Col. Antonio Bernabei, Ufficiale dell’Aeronautica Militare e studioso della materia, ha presentato il significativo e drammatico “caso del Generale Alberto Briganti: l’internato che morì due volte”, e la Prof.ssa Alessia Glielmi (CNR, Direzione Generale) ha concluso il ciclo degli interventi, portando in primo piano le “Storie di Internati di Roma occupata dai nazisti”.
Dopo gli interventi, una sessione di interazione e confronto diretto dei partecipanti con i diversi relatori ha permesso di approfondire aspetti storici e riflessioni legate alla memoria degli IMI.
L’intervento di chiusura è stato tenuto dall’On. Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati e primo promotore della legge che ha istituito la giornata nazionale IMI, che ha voluto sottolineare l’importanza istituzionale di questa ricorrenza, un obbligo morale ed un riconoscimento doveroso di un pezzo della nostra Storia che ci appartiene e che è rimasto troppo a lungo sconosciuto ai più.
I saluti finali del Gen. S.A. (r) Giovanni Fantuzzi hanno concluso un convegno che ha voluto onorare il sacrificio, il coraggio e la dignità degli Internati Militari Italiani, rimarcando ancora una volta l’impegno dell’Associazione Arma Aeronautica e del CESMA nel promuovere la cultura del volo, la memoria storica e il senso di appartenenza a valori condivisi che sono patrimonio di tutta la Nazione.