A poco più di quattro anni dall’entrata in servizio presso la 46^ B.A. di Pisa i velivoli tornano a rischierarsi per la terza volta sull’aeroporto di Herat
I nuovi compiti affidati nel teatro afgano agli equipaggi del velivolo da trasportosaranno principalmente quelli di soddisfare le esigenze legate al supporto di tutte le Task Force appartenenti ai contingenti NATO, addestrate all’esecuzione di missioni speciali all’interno della zona di operazione (Intra Theatre Airlift) a favore della missione ISAF. Le missioni che gli uomini e le donne del 98° Gruppo saranno chiamati ad effettuare riguarderanno il trasporto di uomini, equipaggiamenti e mezzi sia tra gli aeroporti dislocati sul territorio afgano, che tra tali aeroporti e le FOB (Forward Operation Base), dislocate in regioni remote dove operano alcune Task Force della coalizione. Proprio il rifornimento delle FOB sarà uno degli impegni più importanti della missione: grazie alla tecnica di aviolancio di materiali dal velivolo, denominata CDS (Cargo Delivery System), le Task Force isolate potranno essere prontamente rifornite in lassi di tempo estremamente brevi, nell’ordine dei 30 minuti. Ciò permetterà di ridurre tempi e rischi legati al trasporto via terra tramite convoglio, che può richiedere fino a due giorni di viaggio; dal velivolo possono essere lanciati pianali standard NATO, il cui peso va da un minimo di 230 ad un massimo di 1.000 chilogrammi, vincolati a paracadute di forma circolare. Questo sistema, all’apparenza piuttosto semplice, è in realtà governato attraverso una sofisticata tecnica denominata CARP (Computed Air Release Point) il cui sistema di calcolo è integrato nel velivolo. L’apparato aggiorna circa una volta al secondo i dati meteo, di posizione e di quota di navigazione mentre altri dati – peso del carico, numero e tipo di paracadute ad esso agganciato, dimensioni della zona di lancio, velocità al momento del drop – vengono inseriti dall’equipaggio. Ciò consente di calcolare con estrema precisione il punto di rilascio del carico con la quasi totale certezza che lo stesso cada nella zona denominata di strike che, operativamente, è quella compresa nei 45 metri dal centro del bersaglio.
Ma i compiti assegnati agli equipaggi dei C-27J italiani potranno essere, all’occorrenza, anche di tipo sanitario e di evacuazione medica, anche a favore della popolazione locale, grazie alla possibilità di ospitare all’interno dello Spartan fino a 36 barelle e sei assistenti medici .
Grazie all’elevato livello di operatività, alla presenza dei sistemi di autoprotezione passiva allo stato dell’arte e, soprattutto, alla spiccata manovrabilità di questo bimotore – capace di atterrare su piste semipreparate in meno di 500 metri, sbarcare il carico e ridecollare in meno di 900 metri in pochissimi minuti – l’Aeronautica Militare, attraverso la 46^ Brigata Aerea, ha potuto ampliare la già vasta gamma di operazioni con le quali è protagonista in tutto il mondo. C27J Spartan – Dati tecnici
Dimensioni
apertura alare: 28,70 m
lunghezza: 22,70 m
peso massimo al decollo: 31.800 kg
Prestazioni
velocità massima: 590 km/h
autonomia: 5.950 km
Equipaggio
2 piloti
1 addetto al carico e lancio
Capacità di carico
40 paracadutisti
Impianto propulsivo
2 motori Rolls Royce AE 2100d2 da 4.700 Hp