L’Accordo definisce i termini e le condizioni generali per la cooperazione tra le forze aeree italiane e croate nell’ambito della protezione dello spazio aereo dei due Paesi.
Martedì 17 settembre, presso una delle sale storiche di Palazzo Aeronautica, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, e il Comandante della Croatian Air Force, Maj.Gen. Michael Krizanec, hanno firmato un accordo tecnico riguardo le attività di Air Policing e Cross Border Operations nello spazio aereo dei due Paesi.
Nello specifico, l’Accordo definisce i termini e le condizioni generali per la cooperazione tra le due forze aeree, italiana e croata, nell’ambito della protezione dello spazio aereo di entrambi i Paesi nei confronti di minacce derivanti da velivoli militari. L’Accordo tra i due Ministeri, attuato attraverso le rispettive aeronautiche militari, si inserisce in un quadro, quello del fianco est, in cui l’Italia ha già assunto diversi impegni. La Baltic Air Policing (BAP) infatti, missione NATO in vigore dall’aprile del 2004, vede la partecipazione continuativa dell’Aeronautica Militare già a partire dal 2015 con lo scopo di dimostrare la determinazione collettiva degli Alleati nel mantenere una postura di natura difensiva, solida e compatta, a deterrenza di potenziali minacce alla sicurezza dell’area regionale di competenza.
La firma consente pertanto di implementare ulteriormente il servizio di sorveglianza dello spazio aereo (Air Policing) del fianco est, in particolare di Paesi quali Albania, Slovenia, Macedonia del Nord e Montenegro, oltre alla negoziazione in atto con la Grecia per quanto concerne la conduzione delle operazioni di Cross-Border.
L’Air Policing (AP) è una capacità di cui si è dotata la NATO e consiste nell’integrazione dei sistemi nazionali di Difesa Aerea dei Paesi membri in un unico sistema di difesa aerea.
L’Italia è la nazione che ha maggiormente contribuito alla Baltic Air Policing; a partire dal 2015 conta infatti nove dispiegamenti e a questi si aggiungono gli impegni della nostra nazione a difesa dei confini dell’Alleanza sui cieli islandesi, rumeni, bulgari, polacchi, albanesi e montenegrini.
L’attività di Air Policing è condotta sin dal tempo di pace e consiste nella continua sorveglianza e identificazione di tutte le violazioni all’integrità dello spazio aereo NATO a cui si fa fronte prendendo le appropriate azioni utili a contrastarle.
Si è conclusa il 29 luglio scorso, dopo oltre 4 mesi, la missione di Air Policing della Task Force Air 4th Wing “White Eagle II”, rischierata a Malbork, in Polonia, che ha fornito un contributo fondamentale per la sicurezza delle operazioni aeree e ricoperto un ruolo strategico nella difesa del fianco est dell’Alleanza Atlantica in un contesto geopolitico attualmente estremamente complesso e delicato.
Sono invece attualmente in corso le attività di Air Policing in Lituania, presso la base di Šiauliai, dove, alla fine dello scorso luglio, sono atterrati 4 velivoli Eurofighter, subentrando agli alleati spagnoli e portoghesi.