L’evento si è svolto nel quadro delle iniziative promosse per il centenario della 1^ Guerra Mondiale Nella giornata di venerdì 16 novembre, presso l’Aeroporto Militare “A. Ramirez” di Gioia del Colle, sede del 36° Stormo Caccia, si è tenuto un convegno organizzato dall’Interclub Rotary di Bari Alto, Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle, Matera e Rutigliano sul tema “1915-18: Il sacrificio di una nazione alla ricerca della sua identità”. L’evento, che si è svolto alla presenza di autorità civili e militari del territorio, ha visto la partecipazione del Generale Ispettore Capo Basilio Di Martino, Capo del Corpo del Genio Aeronautico e della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (ARMAEREO) e del Prof. Giuseppe Poli, docente di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Bari, entrambi intervenuti come relatori. Il Comandante del 36° Stormo Caccia, Colonnello Emanuele Spigolon, ha dato il via alla serata enfatizzando il ruolo dello Stormo ai fini del Servizio di Sorveglianza dello Spazio Aereo Nazionale e NATO, sottolineando come l’eccellenza e il prestigio di oggi rappresentano l’eredità di un passato fatto di sacrifici e dedizione.
Il Presidente del Rotary, dott. Marzio Pastore, ha evidenziato come in una società caratterizzata da una generalizzata decadenza di identità e valori, anche per effetto di una globalizzazione sfrenata, il recupero della memoria storica può rinvigorire e consolidare il sentimento della Patria, soprattutto nei giovani. Il Generale Di Martino, nel suo intervento, ha voluto ripercorrere gli avvenimenti salienti della Prima Guerra Mondiale focalizzando l’attenzione sull’impiego di uomini e mezzi sul campo di battaglia piuttosto che disquisire sulle dinamiche e sulle scelte politiche. Con la sua presentazione “Verso la guerra futura: dottrina e tecnologia” ha voluto analizzare ed unire queste due branche strettamente collegate durante la Grande Guerra, da lui definita come “la guerra della logistica”. Gli eserciti del primo conflitto mondiale, infatti, sono stati delle vere e proprie learning organization perché hanno imparato dal campo e si sono saputi adattare con grande rapidità e con il supporto dell’industria che ha saputo riconvertirsi rapidamente per supportare lo sforzo bellico in maniera efficace con una massiccia produzione di armi, munizioni, attrezzature, aeroplani e mezzi corazzati. Nel chiudere il suo intervento, il Gen. Di Martino ha lasciato un doveroso spazio al ricordo: di tutti i caduti, di un esercito troppo spesso denigrato ma che, mai come nella Grande Guerra, è stato capace di affrontare a viso aperto ogni avversario, crescendo, cadendo, rialzandosi, ricostruendosi dalle macerie e, spesso, trionfando non senza bagnare di sangue il campo di battaglia. “Ricordiamoli! – dice con evidente emozione il Generale Di Martino – Lo dobbiamo a loro, lo dobbiamo a noi stessi e in qualche modo riprendiamoci la vittoria.” Il professor Poli, parlando di “L’Italia, La Puglia e la Grande Guerra”, ha illustrato e spiegato come la 1^ Guerra Mondiale non sia stata solo un conflitto concentrato nella sola parte settentrionale dell’Italia, ma una vera e propria “guerra degli italiani” considerata la partecipazione dei giovani meridionali al conflitto e le molteplici operazioni svolte nei cieli e nei mari meridionali. Rilevante, per esempio, fu il ruolo strategico dei blocchi navali nel Mar Adriatico, attuati dalle navi stanziate in Puglia, dal Gargano ad Otranto. L’evento, che ha rappresentato un importante momento di riflessione storica e di approfondimento tecnico-militare del 1° conflitto mondiale, è stato ospitato dal 36° Stormo anche in considerazione del fatto che l’Aeroporto Militare di Gioia del Colle visse da protagonista quegli anni bellici, dando un contributo importante ai fini di una vittoria che ha ridato e rinsaldato l’unità nazionale.