“Volare” oltre il cielo: il Maggiore Parmitano ha raccontato la sua missione sulla Stazione Spaziale Internazionale L’incontro è stato organizzato dal Centro Studi Militari Aeronautici “Giulio Douhet” (CESMA) ed è stato presentato dal Generale Naldi, che nella sua introduzione ha elogiato il Maggiore Parmitano: “ per la sua grande preparazione e per aver fatto comprendere l’animo forte che si nasconde dietro la divisa”.
Il saluto del Capo di Stato Maggiore, Generale di Squadra Aerea Pasquale Preziosa, è stato portato dal Generale di Brigata Aerea Claudio Salerno, Comandante dell’ Ufficio Generale per la Comunicazione. Il Generale Salerno si è detto particolarmente inorgoglito dal fatto che l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) abbiano apprezzato il personale dell’AM per la capacità che viene utilizzata per effettuare le missioni, dichiarando: ” gli astronauti dell’Aeronautica sono accomunati dalla vocazione che ha la Forza Armata, per poi trasferirla nel potere aereo e di conseguenza nel potere aerospaziale”.
Luca Parmitano, Maggiore dell’Aeronautica Militare e astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, è stato il primo italiano ad effettuare una “Extra Vehicular Activity” ( EVA) dalla Stazione Spaziale Internazionale: “ un sogno che ho potuto realizzare grazie al sistema Italia, insieme all’Aeronautica Militare che ha formato il pilota, un sistema integrato con l’ASI che fluisce in Europa con l’ESA e crea una missione spaziale”. Esibendo le foto dell ‘Extra Vehicular Activity, il Maggiore Parmitano ha fatto notare che : ” una tra le cose importanti è il tricolore sulla spalla sinistra che per la prima volta è stato portato fuori dalla stazione”.
Mostrando, poi, le foto dell’Italia scattate durante la missione, l’astronauta ha dichiarato:” spero che un giorno, vedendo questa immagine , un astronauta che abbia viaggiato nello spazio, dopo aver visto immagini straordinarie di altri posti, possa tornare in orbita e non cercare un puntino in particolare ma di poter dire quello è il mio Pianeta, quella è casa mia”.
La conferenza si è conclusa con le risposte alle domande e alle curiosità dei partecipanti.