Sette ambulatori specialistici, 225 prestazioni sanitarie e attività di formazione dedicate alla popolazione e agli operatori del territorio. Sono alcuni dei numeri di Akeso 1191, l’esercitazione condotta dall’Aeronautica Militare ad Alagna Valsesia il 9 e 10 ottobre, con l’obiettivo di verificare la capacità di dispiegare un dispositivo sanitario specialistico e integrarlo con il Servizio Sanitario Nazionale, rispondendo alle esigenze di una comunità montana.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione della storia e delle competenze del Corpo Sanitario Aeronautico, avviato lo scorso anno con la missione scientifica Artemis 4554, nei luoghi in cui Angelo Mosso diede impulso ai primi studi sulla fisiologia dell’alta quota. Le attività sono state precedute, la sera dell’8 ottobre, dal concerto della Fanfara della I Regione Aerea presso il Teatro Pro Loco del Comune di Borgosesia, che ha concluso le celebrazioni legate alla chiusura del centenario dell’ordinamento del Servizio Sanitario Aeronautico.
Nel corso dell’esercitazione, l’Aeronautica Militare ha messo a disposizione dei cittadini sette ambulatori specialistici: urologia, cardiologia, dermatologia, ginecologia, oculistica, otorinolaringoiatria ed ecografia tiroidea. Le prestazioni complessivamente erogate sono state 225, rivolte a pazienti di età compresa tra i 10 e i 91 anni.
La presenza del dispositivo sanitario ha consentito di integrare i servizi territoriali in un’area montana nella quale la distanza dalle strutture sanitarie dei centri più grandi può rappresentare un ostacolo all’accesso alle visite specialistiche e ai percorsi diagnostici. La collaborazione con l’ASL di Vercelli, che ha curato il sistema di prenotazione e le procedure di accettazione, ha permesso di organizzare le attività in risposta alle esigenze della popolazione locale.
L’accesso alle prestazioni ha inoltre favorito l’individuazione precoce di alcune neoplasie maligne e consentito a diversi pazienti di riconoscere condizioni cliniche fino a quel momento non adeguatamente controllate, avviando, ove necessario, ulteriori approfondimenti diagnostici o percorsi di rivalutazione terapeutica.
Accanto all’attività clinica, l’esercitazione ha previsto una dimostrazione di educazione al primo soccorso rivolta ai bambini delle scuole primarie e un’attività di addestramento alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e all’utilizzo del defibrillatore (BLS-D), destinata al personale sanitario e laico di diverse realtà locali. Fondamentale, in questo ambito, il contributo della Scuola Nazionale Medica del Soccorso Alpino.
«La sinergia è un valore che dobbiamo portare avanti», ha sottolineato il Capo del Corpo Sanitario Aeronautico, Generale Ispettore Capo Pietro Perelli, evidenziando anche il valore dell’iniziativa come segno di riconoscenza verso la comunità di Alagna Valsesia, che lo scorso anno aveva accolto con grande calore il personale impegnato nella missione Artemis 4554, in un luogo profondamente legato alla storia della medicina aeronautica.
Le attività sanitarie di Akeso 1191, che hanno impegnato quasi 40 professionisti sanitari, sono state condotte dall’Istituto di Medicina Aerospaziale di Milano, intitolato proprio ad Angelo Mosso, e hanno richiesto un significativo impegno organizzativo e logistico che è stato reso possibile dal contributo dell’Ufficio del Capo del Corpo Sanitario Aeronautico, del 3° Stormo di Verona Villafranca, del Comando della I Regione Aerea e del relativo Quartier Generale, del Comando della Squadra Aerea e del Servizio Sanitario del Comando Logistico e dell’Istituto di Medicina Aerospaziale di Roma.
Akeso 1191 ha rappresentato un’occasione concreta per mettere alla prova capacità specialistiche, organizzative e logistiche della Sanità dell’Aeronautica Militare, confermando il valore della cooperazione tra istituzioni militari e civili nel rispondere a esigenze specifiche del territorio. Un’attività nella quale le competenze della Forza Armata si sono tradotte in un servizio diretto alla collettività, contribuendo ad avvicinare le prestazioni sanitarie ai cittadini e a promuovere la cultura della prevenzione e del primo soccorso.