AIR PRESS INTERVISTA IL GENERALE BERNARDIS

L'impiego del potere aereo durante l'operazione Unified Protector e i tagli al bilancio i temi principali affrontati dal Capo di Stato Maggiore

Data: 23/11/2011

Fonte: Air Press

Autore: fonte Air Press

L’impiego del potere aereo durante l’operazione Unified Protector e i tagli al bilancio i temi principali affrontati dal Capo di Stato Maggiore Per la missione, come ha spiegato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, sono stati impiegati i sistemi d’arma più recenti acquisiti dall’A.M. ma anche altri più obsoleti, che sono stati adeguati alle esigenze operative, come i Tornado e gli AM-X. «Queste sono macchine – ha detto Bernardis – che dovranno durare ancora per questo decennio e siamo confidenti che lo possano fare in attesa che arrivi in Italia l’F-35 che sarà il loro sostituto. Nel contempo abbiamo mandato avanti l’Eurofighter che si è dimostrato una validissima piattaforma per fare quell’attività primaria che noi riteniamo essere il suo mestiere vero, e cioè condurre la campagna di supremazia aerea con la massima capacità ed efficacia ». «La Libia – ha aggiunto – ha dimostrato che le macchine in grado di svolgere in maniera sofisticata l’attività aria-suolo sono assolutamente necessarie. Noi non siamo ancora al livello dell’F-35, ma con il suo arrivo acquisiremo anche quelle capacità». Con il Capo di Stato Maggiore, Air Press ha affrontato anche il tema dei tagli alla Difesa. «Riteniamo – ha detto il Generale – che i programmi che abbiamo in cantiere siano tutti quanti modulabili e gestibili con le risorse che verosimilmente si presenteranno.Probabilmente si tratterà di decidere quanto slittamento dare a certi programmi, in ogni caso pensiamo di non aver fatto investimenti che eccedano le capacità di gestione del Paese e siamo consci del fatto che non possiamo andare oltre quello che ci verrà dato. Siamo tuttavia convinti che se riusciamo a mantenere la qualità, talvolta anche a scapito della quantità, siamo sulla strada giusta». Negli ultimi anni la flotta di aerei da combattimento è passata da 400 a 200 unità e questo dimezzamento è il «limite oltre il quale si pensa di non andare più». «Dal punto di vista delle acquisizioni – ha spiegato il Capo di Stato Maggiore – riusciamo a mantenere una certa capacità. Si tratta di vedere di volta in volta quanto ci verrà assegnato per gestire quanto acquisito e di fare un bilanciamento tra le attività. Al momento stiamo soffrendo pesantemente in certi settori, come quello delle infrastrutture dove abbiamo bisogno di contrarci. La contrazione però esige tempi lunghi e risorse, perché come tutte le ristrutturazioni al momento iniziale costa di più che non nella fase di mantenimento. Se per esempio dobbiamo trasferire gente, oppure abbandonare degli aeroporti, abbiamo dei costi connessi da affrontare, che al momento attuale non possono essere supportati con i soldi assegnati. Quindi siamo in un controsenso, vorremo diventare più piccoli ma non possiamo farlo». Sempre in tema di acquisizioni, come i sistemi di scoperta dall’aria, il Capo di Stato Maggiore ha detto che è compito della Forza Armata fare piani per essere indipendenti, da sottoporre a chi ha il compito di decidere. «Siamo consci che in questo momento non possiamo chiedere la luna nel pozzo, perché le risorse non ci sono . Tuttavia dobbiamo dire quello che serve, perche a noi competono le informazioni. Se non forniamo informazioni a chi deve decidere non facciamo il nostro mestiere». Air Press N. 45 del 21/11/2011