AERONAUTICA MILITARE: TRIAL IMPERIAL HAMMER

Il trial manager, col. Sampaoli: "abbiamo studiato il flusso delle comunicazioni e la tipologia di informazioni disponibili per renderle fruibili nei tempi e nei modi del nuovo concetto di Time Sensitive Targeting".

Data: 20/10/2008

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Autore: SMA Ufficio Pubblica Informazione - Capitano Erminio Englaro - Sergente Massimo Giannavola

Il trial manager, col. Sampaoli: “abbiamo studiato il flusso delle comunicazioni e la tipologia di informazioni disponibili per renderle fruibili nei tempi e nei modi del nuovo concetto di Time Sensitive Targeting”. Durante i dodici giorni di attività operativa sono stati simulate operazioni in cielo, su mare, su terra. Sono state volate oltre 1200 ore di volo, oltre 50 i velivoli impiegati tra fighter, velivoli per la guerra elettronica, velivoli senza pilota ed elicotteri, oltre 1300 uomini e donne, 15 assetti di terra, navi, una rete di condivisione dati unica nel suo genere. La guerra elettronica contro i terroristi è partita da Cagliari, nella parte militare dell’aeroporto di Elmas, nella base di Decimomannu, per arrivare nel poligono interforze del Salto di Quirra, che si articola sulle basi di Capo San Lorenzo e Perdasdefogu.
L’attività di sperimentazione ha previsto ogni giorno uno scenario diverso durante il quale è stata riprodotta una minaccia di tipo terroristico. La maggioranza delle esercitazioni simulate sono state svolte nell’area marittima sarda e in quote molto elevate, proprio per limitare al minimo i disagi sulla popolazione. Tra le diverse simulazioni è stato ricostruito uno scenario che ha visto l’attacco ad un convoglio con l’utilizzo di IED (Improvised Esplosive Device) e, per contrastarlo, sono stati provati con successo nuovi sistemi elettronici, realizzati dal Reparto di Guerra Elettronica dell’Aeronautica (RESTOGE), capaci di impedire l’attivazione dell’esplosivo. Sono stati utilizzati anche velivoli senza pilota, come i Raven del 41° Reggimento dell’Esercito Italiano, i Wasp, i Vector-P e i Maveric statunitensi, che si sono inseriti nel processo di ricognizione e distribuzione di immagini, identificando dove le “Red Force” ( personale del 5° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Sassari e dei Fucilieri dell’Aria dell’Aeronautica Militare che simulavano le cellule terroristiche) nascondevano gli eventuale IED, ma non solo.
Gli Unmanned Air Vehicle (UAV), infatti, sono stati utilizzati in modo importante anche nell’attività anti-contrabbando. In questa veste ha debuttato il nuovo velivolo senza pilota dell’Aeronautica Militare, lo “Strix” (video). Si tratta di un mini-UAV, sviluppato dal Centro di Eccellenza UAV dell’Aeronautica Militare, ed operato anche da personale specializzato dei Fucilieri dell’Aria e del Reparto Incursori dell’Aeronautica Militare (RIAM). L’Aeronautica ne ha acquistati tre esemplari, una stazione di controllo e una rampa di lancio.
Un’altra attività importante condotta durante le due settimane di Trial è stata quella di migliorare in modo sensibile le capacità di ricognizione delle forze dell’Alleanza in zona di operazione. L’obiettivo e di poter disporre in tempo quasi reale di immagini e riprese di ciò che accade sul terreno o in mare. Questa consapevolezza della situazione, che in gergo militare viene definita “situation awareness”, consente di migliorare le capacità operative dei militari della NATO offrendo una maggiore sicurezza ed efficacia.

In questo settore sono stati impiegati 8 velivoli caccia Tornado del 6° Stormo di Ghedi (Brescia), del 50° Stormo di Piacenza e del Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare. Importante anche la presenza di 2 velivoli AM-X di Amendola e di Elicotteri HH-3F del 15° Stormo, HH212, NH500 e 2 elicotteri EH 101 della Marina Militare. Presenti un velivolo Radar AWACS della Nato (la NATO era presente anche con una nave da ricerca), velivoli per la guerra elettronica e caccia provenienti da Spagna, Germania, Francia, Turchia e Stati Uniti. L’Esercito Italiano era presente con diversi assetti radar e GBAD (Ground Base Air Defense) e la task force RISTA (dotata di sensori passivi nel settore della radiofrequenza e delle comunicazioni). Ilpersonale operativo, i mezzi terrestri, navali ed aerei della Trial Hammer sono stati inseriti in un sistema altamente complesso di rilevazione, analisi e condivisione delle informazioni (interoperabiiltà attraverso condivisione dei dati). Il risultato che è stato conseguito è stato quello di fornire alla NATO risposte certe sulla funzionalità di nuovi sistemi, apparati e procedure, messe in comune per l’occasione tra i partner della NATO.
In particolare, uno degli obiettivi della Trial è infatti di limitare al minimo la perdita di vite civili durante operazioni anti-terrorismo e sviluppare, grazie alle capacità di ricognizione, un fenomeno di dissuasione dal compiere attentati. In occasione del de-briefing finale della Trial a Decimomannu era presente, per la NATO, Mr Peter Flory (NATO Assistant Secretary General for Defense Investiment) che ha sottolineato come «La Trial Imperial Hammer è stato un occasione importante nelle esercitazioni di intelligence Nato. La finalità è stata quella di fornire a comandi ed assetti il supporto di intelligence necessario a combattere il terrorismo». L’esercitazione simulata rientra nell’ambito delle attivit&agr ave; previste dalla Nato per la trasformazione delle sue capacità militari.
« Mi auguro che le nuove tecnologie sperimentate oggi qui in Sardegna possano domani fornire risposte certe alle domande dei comandanti NATO. La Trial Imperial Hammer è stato un momento di condivisione di esperienze tra 15 nazioni partner dell’Alleanza e 10 agenzie della NATO. Una interoperabilità possibile grazie all’elevata professionalità del personale militare che opera in questo delicato settore della guerra elettronica», ha sottolineato il generale Carmine Pollice, comandante del Comando Squadra Aerea, nel suo intervento di apertura dell’incontro nell’Aeroporto di Decimomannu.
Il colonnello Sandro Sampaoli, Trial Manager dell’esercitazione e comandante del Reparto di Guerra Elettronica dell’Aeronautica Militare ha avuto la responsabilità di coordinare la Trial “nel pianificare la Trial Imperial Hammer ho cercato di conseguire due obiettivi fondamentali” ha affermato il colonnello Sampaoli “Il primo è stato quello di acquisire tutte le valutazioni necessarie per svolgere un’attività efficace ed efficiente al fine di poter rendere disponibile alla NATO, e alle nazioni partecipanti, quelle valutazioni utili per la programmazione delle attività di lungo termine e per indirizzarne le scelte future nel settore della Guerra Elettronica e del C4-ISTAR. Il secondo obiettivo è stato di riuscire a sfruttare al massimo gli assetti interforze, aerei, terrestri e navali, che sono stati messi a disposizione dalle diverse nazioni, al fine di renderli al massimo interoperabili. In particolare, abbiamo studiato il flusso delle comunicazioni e la tipologia di informazioni disponibili per renderle fruibili nei tempi e nei modi del nuovo concetto di Time Sensitive Targeting (TST)”. Contributi Multimediali: – Video: Tg2 Dossier Storie del 11/10/2008; – Video: Tg2 del 07/10/2008; – Video: Videolina del 08/10/2008; – Video:Tg3 Sardegna del 03/10/2008; – Video:Natochannell.tv del 01/10/2008; – Video:Natochannell.tv del 02/10/2008; – Video:Natochannell.tv ‘The trial’del 02/10/2008; – Video:Video promo; – Video:Video ClipTIH-08 – Audio: Press Conference in Brussels. Galleria Fotografica – Foto a cura del M.llo Ricci (Troupe Azzurra SMA 5°) e Sergente Massimo Giannavola (Ufficio Pubblica Informazione AM): – Fotogallery TIH-08; Rassegna Stampa -A cura del Sergente Giuseppe Pani (Ufficio Pubblica Informazione AM): – Rassegna Stampa TIH-08. Approfondimenti: – Ansa; – Adnkronos.
Partecipanti: PER INFORMAZIONI CONTATTARE:
– Cap. Erminio Englaro – Public Affair Trial Imperial Hammer Cell.3204338446.
– Dite la vostra…: