Nelle giornate del 24 e 25 maggio, alla luce del successo delle precedenti edizioni, le porte di Palazzo dell’Aeronautica si sono nuovamente aperte a oltre 450 visitatori in occasione di Open House Roma 2025, iniziativa che da oltre 10 anni permette a curiosi e appassionati l’accesso gratuito a centinaia di edifici romani.
Open House Roma è un evento annuale che in un solo weekend celebra il design e l’architettura nella Capitale e nasce dall’idea di un gruppo di architetti e comunicatori orientati all’innovazione socio-culturale; esperti e professionisti nel settore dei beni culturali, il gruppo conta dottori di ricerca, architetti, operatori culturali, artisti e comunicatori digitali, che si riconoscono in un progetto fondato sul concetto di bene comune come motore propulsivo di una nuova economia che metta al centro l’ambiente, la cultura e la comunità. Con la partecipazione a questo evento, l’Aeronautica Militare ha voluto ancora una volta contribuire alle iniziative improntate all’educazione, alla conoscenza e alla tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico del Paese.
Il monumentale Palazzo dell’Aeronautica fu voluto dall’allora ministro della Regia Aeronautica (1926-1933) Italo Balbo il quale, per la progettazione, si rivolse ad un architetto di soli 28 anni, Roberto Marino; i lavori furono ultimati in soli due anni ed il palazzo risulta il primo in Italia ad essere costruito interamente in cemento armato. L’edificio è disegnato con linee larghe e sicure a sottolineare, nell’intento dell’epoca, le caratteristiche di una Roma moderna. L’interno fu concepito con criteri nuovi: grandi sale (in luogo del vecchio sistema cellulare) nelle quali si allineano i tavoli dei funzionari; tramezzi realizzati in gran parte in vetro trasparente per separare le sale dai corridoi che le collegano; dimensioni vastissime e proporzioni imponenti (l’edificio copre infatti una superficie di circa 8000 metri quadri). Semplicità ed eleganza sono riscontrabili anche negli elementi decorativi, non invadenti ma significativi, quali le maniglie che stilizzano un profilo alare o il motivo del “bastone di Comando”, allora segno distintivo degli ufficiali piloti, riproposto come abbellimento, elegante e sobrio, delle ringhiere metalliche dello Scalone d’Onore, delle porte a vetri delle Sale degli Eroi e delle Nuvole, addirittura riportato nelle imponenti coperture dei caloriferi installati presso le Sale d’Onore.
La “Sala Italia”, la “Sala Europa” e la “Sala delle Cartine” sono sapientemente istoriate con pitture murali di carattere geografico, astronomico e storico. L’ultima delle tre sale citate, in particolare, commemora le due Crociere Atlantiche guidate dallo stesso Balbo nel 1930 e nel 1933, rispettivamente in Brasile e negli Stati Uniti. Le tre sale costituivano le tre anticamere di accesso alla piccola stanza di Italo Balbo – sulla cui parete era posta la scritta “Oltre il destino”, quasi a voler accentuare l’importanza della visita al ministro, caricandoli d’aspettativa, per i Capi di Stato invitati a Palazzo. La funzionalità del Palazzo era inoltre posta in risalto dagli ascensori a ciclo continuo, ascensore paternoster (consistente in due colonne attigue e parallele di cabine – atte ad ospitare due persone – sovrapposte e in lento movimento continuo, una in salita, l’altra in discesa; ad ogni piano servito, due varchi – uno per direzione di marcia – permettono agli utenti di salire o scendere “al volo” sulla o dalla cabina) e dal sistema di “posta pneumatica”, che consentiva in modo innovativo e in un’epoca in cui le e-mail erano una realtà lontanissima nel futuro, la comunicazione immediata tra i vari ambienti del palazzo.