96 ANNI FA IL RAID "ROMA-TOKYO"

Partiti da Centocelle il 14 febbraio 1920, i piloti italiani Ferrarin e Masiero arrivarono a Tokyo il 30 maggio dopo oltre 18.000 km e 109 ore di volo

Data: 14/02/2016

Fonte: Ufficio Generale per la Comunicazione - Roma

Autore: Ten. Simone Antonetti - Ufficio Pubblica Informazione

Partiti da Centocelle il 14 febbraio 1920, i piloti italiani Ferrarin e Masiero arrivarono a Tokyo il 30 maggio dopo oltre 18.000 km e 109 ore di volo All’impresa, presero parte quattro Caproni e sette SVA (Savoia – Verduzio -Ansaldo) che partirono alla spicciolata a iniziare dal gennaio 1920. I Caproni furono costretti ad interrompere il raid nell’Asia Minore. I piloti Ferrarin e Masiero, su due SVA, partirono il 14 febbraio, gli altri SVA il 14 marzo ma, questi ultimi, dopo le prime tappe furono costretti da vari eventi ad abbandonare la partita. Due piloti persero la vita in un incidente. Solo Ferrarin riuscì a compiere regolarmente e con lo stesso velivolo l’intero percorso, in quanto Masiero, che aveva avuto un grave incidente a Canton, uscendone per fortuna illeso, dovette supe­rare in piroscafo il tratto Canton-Shanghai e proseguire poi per Tokyo con un aereo di ricambio. I due aviatori, dopo una prima sosta a Gioia del Colle (BA), partirono per Salonicco con un volo a vista a bassissima quota. Date le avverse condizioni atmosferiche finirono per atterrare a Valona da dove ripartirono il 15 febbraio per Salonicco. Molte furono le tappe del volo: Smirne, Aleppo, Baghdad, Delhi, Calcutta sono solo alcune delle tappe che videro i protagonisti alle prese con enormi difficoltà, superate brillantemente grazie alla preparazione, alla perizia ed allo spirito di sacrificio. A seguire Rangoon, Bangkok, Hanoi, Canton, Foochow, Shanghai, dove sostò per sette giorni. Il successivo volo per Tsing-Tao fu molto difficoltoso per la presenza del tifone che sballottolò incessantemente e violentemente il velivolo. Successivamente altro volo per Pechino, dove l’accoglienza fu trionfale. Si era ormai nella fase finale del viaggio. Le successive tappe, anche se non scevre di pericoli, condussero rapidamente a Kowangtze, Shinishu e Seul in Corea quindi ad Osaka. Il 30 maggio 1920, Ferrarin e Masiero raggiunsero Tokyo. Il Raid aereo Roma-Tokyo realizzato da Arturo Ferrarin e dal suo fedele motorista Gino Capannini fu un’impresa eccezionale, considerati i tempi ed il notevole contributo dato da un pilota italiano della prima guerra mondiale al progresso del volo. Oltre all’affermazione di piloti d’eccezione come Ferrarin e Masiero, l’impresa ha anche rappresentato l’affermazione dell’industria aeronautica italiana essendo il velivolo SVA ed il motore SPA di ideazione italiana così come completamente italiani erano materiali, dalla tela delle ali all’ultimo bullone. Il velivolo di Ferrarin venne donato al Giappone che lo collocò nel museo imperiale di guerra di Tokyo, museo purtroppo andato completamente distrutto durante la seconda guerra mondiale. Sull’evento e in generale sulle imprese aviatorie, i raid e le crociere, l’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare custodisce importante materiale documentario e fotografico liberamente consultabile da studiosi e appassionati su appuntamento.
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