Nel periodo dal 5 al 19 Marzo uomini e materiale per sostenere l’attività di sei velivoli Eurofighter sulla Base di Decimomannu La contemporanea presenza degli Eurofighter del 36° Stormo ha permesso ai due Reparti di lavorare congiuntamente e di affinare l’attività di standardizzazione degli equipaggi ormai in atto da lungo tempo. La prima settimana ha visto l’esecuzione di missioni con un incremento di difficoltà progressiva fino ad arrivare a scenari a cui hanno partecipato 10 Eurofighter contemporaneamente divisi in ‘Blu Forces’ e ‘Red forces’, con quest’ultime che hanno sempre simulato possibili minacce di ultima generazione. La seconda settimana è stata dedicata alla prosecuzione del training con l’aggiunta di missioni COMAO in cui sono stati inseriti anche i Tornado tedeschi, anch’essi presenti sulla base arrivando a volare scenari da 16 aeroplani di cui 12 Eurofighter. La seconda settimana di campagna ha visto anche lo svolgimento di missioni in favore dell’esercitazione ‘Mare Aperto’, che si è svolta nelle aree a sud della Sardegna e che ha visto la partecipazione di velivoli Harrier e di unità navali della Marina Militare, oltre che di velivoli MB-339 e Tornado. Gli Eurofighter sono stati impegnati sia in ruoli di difesa della squadra Navale in missioni congiunte con gli Harrier che in missioni di scorta delle forze di attacco. Durante la campagna AACMI aDecimomannu, il 4° Stormo ha raggiunto eccellenti risultati addestrativi. La contemporanea presenza di tutta la comunità Eurofighter italiana ha permesso di ottimizzare il processo di standardizzazione tra i Gruppi mentre il sistema AACMI ha consentito di effettuare accurati debriefing nel corso dei quali gli equipaggi hanno potuto analizzare le varie tattiche in uso. Dal punto di vista dell’efficienza dei velivoli rischierati nelle due settimane di attività, sono state effettuate 112 missioni rispetto alle 114 pianificate, con una disponibilità operativa dei 6 velivoli impegnati nell’esercitazione che è stata pari a circa il 98,3%. Non è stato necessario operare alcun cambio velivolo e non sono state registrate avarie importanti a carico dei vari sistemi di bordo. Il risultato è stato reso possibile grazie alla preparazione professionale raggiunta dal personale tecnico del 4° Stormo e dall’attenta predisposizione della logistica di rischieramento, che ha permesso di poter disporre, nei casi in cui si è reso necessario, di tutto quello che serviva per ricondurre i velivoli nella condizione di efficienza.