Missione Ax-3: l’Aeronautica Militare porta il Sistema Paese a bordo della Stazione Spaziale Internazionale

Nell’ambito del rinnovato interesse internazionale verso il settore spaziale, l’Italia – dove già risiedono eccellenze umane e tecnologiche in questo campo – è in prima fila nella valorizzazione di iniziative di collaborazione civile-militare e partenariati pubblico-privati, finalizzati ad assicurare concreti benefici sia in termini di sviluppo e potenziamento di capacità operative e di difesa nel settore spazio, sia in termini di concreti ritorni sociali, scientifici, economici e industriali al Paese.

Per l’Italia, Ax-3 ha rappresentato il trait-d’union abilitante nell’ambito di una visione strategica che lega sinergicamente, sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Difesa, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (con delega allo Spazio), il Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, l’Aeronautica Militare e l’Agenzia Spaziale Italiana. Inoltre, è stata un’occasione privilegiata per continuare a promuovere l’impegno verso un accesso sicuro ed efficace allo Spazio.

Nome e Patch nazionale della Missione

In Italia, la missione Ax-3 prende il nome Voluntas: la lingua latina è stata scelta per rappresentare al meglio una civiltà che, con l’evoluzione, ha cercato di superare i propri confini, attività tipica dell’esplorazione, sia essa terrestre o spaziale. Volontà come aspirazione, proposito: concetti cardine del desiderio di andare oltre. Stesso concetto su cui si basa l’Aeronautica Militare, che da sempre considera il futuro come una naturale estensione del presente e lo Spazio una naturale proiezione del proprio ambiente operativo.

Voluntas, nel suo significato estensivo, richiama anche la componente di “ricerca”, che si sostanzia nella realizzazione di attività volte a rendere migliore il Sistema Paese mediante la collaborazione per lo sviluppo tecnologico, operativo e scientifico, quindi sociale.

La patch include l’emblema della Repubblica italiana, il tricolore, il nuovo pittogramma dell’Aeronautica Militare e un riferimento al lancio del satellite San Marco-1, di cui, proprio nel 2024, verrà celebrato il sessantesimo anniversario. Tra lo spazio e la terra, infine, le costellazioni rappresentano le guide sicure utilizzate nel tempo, mentre la ISS è l’elemento che si intende raggiungere, collegando così il volo aeronautico (atmosferico) con quello spaziale (extra-atmosferico).

Esperimenti coordinati dall’Aeronautica Militare

L’Aeronautica Militare si è focalizzata su attività di ricerca relative all’accesso sicuro allo spazio e ai risvolti fisiologici della permanenza in orbita:

Italian Space Operations Centre (ISOC) services for ISS

L’Aeronautica Militare ha effettuato attività di sperimentazione, per la prima volta dallo spazio, sul sistema software ISOC (Italian Space Operations Centre), cuore della propria capacità Space Situational Awareness (SSA).

Sviluppato dall’Aeronautica Militare, il sistema ISOC fornisce un catalogo aggiornato degli oggetti spaziali e algoritmi innovativi di eventi legati allo spazio, come le collisioni.

Gli astronauti a bordo della ISS hanno replicato alcune analisi normalmente svolte dal Centro SSA, uno dei centri operativi spaziali europei in prima linea per il monitoraggio degli oggetti spaziali che rientrano in atmosfera e che sorveglia costantemente i possibili eventi di collisione tra oggetti artificiali orbitanti attivi (ISS compresa) con i detriti spaziali.

Questo progetto è un esperimento proof-of-concept (dimostratore tecnologico sperimentale) volto a dimostrare come gli astronauti potrebbero essere in grado di ottenere un’analisi della congiunzione quasi in tempo reale con un supporto limitato da parte dei segmenti terrestri o addirittura in modo autonomo. Gli operatori saranno in grado di controllare gli approcci pericolosi e di stimare le manovre orbitali.

Scheda ISOC (.pdf)

Smart Flight Suit 2 (SFS2)

SFS2, progettata e prodotta da Spacewear, è la nuova tuta interattiva per astronauti testata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

La tuta ha superato positivamente il processo di qualificazione per il volo spaziale secondo i più stringenti standard internazionali.

Realizzata con oltre duecento pezzi e con un tessuto di nuovissima generazione, ultralight, traspirante, ignifugo e termoregolatore, la tuta rileva numerosi dati medici dell’astronauta integrando un dispositivo di elevata precisione che non necessita di essere a stretto contatto col corpo.

Il dispositivo integrato sulla SFS2 è stato approvato dalla NASA e dal board internazionale per la ISS ed è stato abilitato a rilevare dati medici nella Missione AX-3, permettendo alla tuta SFS2 di monitorare l’astronauta.

I dati medici rilevati da Spacewear a bordo, quando condivisi, sono centrali anche per le ricerche dei players che partecipano alle rilevazioni solo da terra. 

Il device integrato da Spacewear è realizzato all’interno della stretta collaborazione con Advanced Processing, il cui dispositivo possiede le funzionalità e le certificazioni necessarie all’utilizzo sulla ISS.

I risultati di ricerca di SFS2 potranno avere ricadute utili e innovative anche per un uso sulla terra.

EMSi Muscle Monitoring Suit

In collaborazione con l’Aeronautica Militare e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’azienda italiana REA ha condotto un test in orbita di EMSi (Electrical Muscle Simulation) – una tuta intra-veicolare in grado di monitorare e misurare i movimenti dell’astronauta.

La tuta è realizzata con un materiale innovativo con proprietà antibatteriche ed è dotata di sensori per raccogliere dati sull’attività muscolare di braccia, gambe e tronco durante le operazioni quotidiane. Integra anche proprietà di compressione per garantire una corretta redistribuzione dei liquidi corporei.

Il progetto ha testato la tuta durante la missione Ax-3, aprendo le porte a future missioni spaziali, con l’obiettivo di migliorare la salute ed il benessere degli astronauti.

Evaluation of Endothelial Function in Personnel Exposed to Microgravity During Orbital Flight Activity

Guidato dall’Aeronautica Militare, questo studio primo nel suo genere, ha previsto, a cura del personale del Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale, la rilevazione di parametri ecografici e di flusso sanguigno a livello delle arterie nei membri dell’equipaggio, parallelamente al prelievo di campioni ematici correlati alla cosiddetta “funzione endoteliale”.

In questa occasione, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si è trasformata in un perfetto laboratorio scientifico orbitante: le rilevazioni non verranno effettuate soltanto nelle fasi pre- e post- volo orbitale.

Tale importante attività scientifica ha aggiunto un nuovo livello di conoscenza sull’interazione tra la permanenza in ambiente spaziale, la microgravità e l’essere umano per una migliore comprensione della fisiologia della disfunzione dell’endotelio come indicatore preclinico di future malattie cardiovascolari e come indicatore della salute delle arterie nelle missioni spaziali di lunga durata.

Radiation Shielding Textiles

Tra gli esperimenti destinati alla ISS, Dallara ha colto l’opportunità di testare le proprie tecnologie in campo tessile in ambienti di microgravità per creare soluzioni innovative per il settore del volo spaziale commerciale.

Dallara è orgogliosa di aver fatto parte di questo grande progetto sia per aver esplorato l’intersezione tra tecnologia all’avanguardia e il potenziale illimitato dell’aerospazio, sia per aver sfruttato questa opportunità per sviluppare tecnologie per il progresso tecnologico.

Remote monitoring of the health status of astronauts

Questo progetto ha aiutato a monitorare lo stato di salute dell’Astronauta prima, durante e dopo la Missione Spaziale Ax-3.

Il Servizio di Telemedicina dell’azienda GVM Assistance (Società del Gruppo GVM Care and Research) è in grado di monitorare in real-time, attraverso la rilevazione di bioparametri, lo stato di salute degli astronauti e la loro situazione cardiovascolare nei sette giorni prima del lancio e nei sette giorni dopo il ritorno dalla Missione ed effettuare videoconsulti in condizioni di micro gravità.

Devices medicali dedicati ed integrati con la piattaforma di Telemedicina di GVM Assistance hanno permesso la rilevazione dei bioparametri necessari per monitorare la salute dell’astronauta che ha avuto a disposizione l’App GVM Assistance Space –Health per collegarsi con il servizio e la Centrale Operativa Medica di GVM Assistance.

La valutazione dell’andamento dei parametri biologici nei vari momenti prima e dopo la Missione on orbit ha permesso di verificare alcuni effetti della permanenza in condizione di microgravità sull’organismo umano ai fine dell’individuazione di metodiche da utilizzare per ridurli.

Inoltre si è sperimentata un’evoluta Piattaforma di Telemedicina come strumento del controllo della salute di soggetti in Missione nello Spazio.

Mental Economy Training

L’esperimento condotto da Mental Economy, una startup innovativa specializzata nell’allenamento mentale, ha avuto come obiettivo la misurazione della Neural Efficiency.

L’attività è stata svolta in collaborazione con lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare.

I dati raccolti dagli astronauti prima e dopo il volo, attraverso test specifici che hanno monitorato parametri legati all’efficienza cerebrale, hanno consentito ai ricercatori di comprendere se, e come, l’ambiente di microgravità può influenzare le funzioni cognitive.

I risultati di questo studio contribuiranno allo sviluppo di programmi di allenamento mentale e sistemi di monitoraggio specifici per l’ambiente di microgravità unico e per le future missioni spaziali.

Esperimenti coordinati dall’Agenzia Spaziale Italiana

Per la missione Ax-3, l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha eseguito quattro esperimenti scientifici sulla ISS. Alcuni di questi rappresentano lo sviluppo e l’incremento di esperimenti già presenti a bordo della Stazione mentre altri verranno condotti a terra su campioni biologici prelevati agli astronauti prima e dopo il volo:

βeta-Amyloid Aggregation Update

Beta-Amyloid Aggregation e Prometeo II contribuiscono al progresso della conoscenza sulle malattie neurodegenerative, quali il morbo di Alzheimer, che sono di fondamentale importanza per la messa a punto di nuove terapie per le patologie legate all’invecchiamento sulla Terra.

In particolare, βeta-Amyloid Aggregation è orientato allo studio dei meccanismi alla base dell’insorgenza delle malattie neurodegenerative.

Light Ion Detector for ALTEA, Anomalous Long-Term Effects on Astronauts (LIDAL)

LIDAL affronta un aspetto critico dell’esplorazione umana dello spazio, ovvero l’esposizione all’ambiente radiativo spaziale, dannoso per uomini e materiali.

LIDAL è un sistema innovativo di rivelazione delle radiazioni cosmiche che, per la prima volta, consentirà agli astronauti di ottenere una valutazione in tempo reale del rischio legato all’esposizione alla radiazione cosmica e allo space weather, durante la permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Ovarian Research In microgravity cONditions (ORION)

ORION è finalizzato allo studio della fertilità femminile, in particolare sulla funzionalità ovarica in microgravità. Le informazioni scientifiche ottenute contribuiranno a migliorare l’efficacia dei trattamenti per la fertilità sulla Terra.

PROtection MEdiated by antioxidant nanoTEchnOlogy against neuronal damage in space II (PROMETEO II)

Prometeo II si focalizza sullo studio di potenziali contromisure per lo stress ossidativo indotto dall’ambiente spaziale sul sistema nervoso.

AstRNAuts

AstRNAuts mira a identificare firme molecolari che possano essere utilizzate dagli astronauti per il monitoraggio autonomo del proprio stato di salute durante il volo spaziale.

Il progetto è di grande interesse scientifico perché può portare allo sviluppo di dispositivi point-of-care, utilizzabili anche sulla Terra, per la diagnosi e la prognosi non invasiva di malattie.

NUT

NUT studia l’alterazione di specifici marcatori molecolari indotta dallo stress legato alle missioni spaziali di breve durata e le confronterà con gli effetti osservati nelle missioni a bordo di sottomarini.

Il confronto fra i diversi dati ottenuti permetterà di discriminare gli effetti indotti dalla microgravità e dai raggi cosmici da quelli causati dal confinamento, dall’isolamento e dallo stress psicofisico