La Falcon Strike rappresenta il più importante evento addestrativo dell’Aeronautica Militare per il 2025. L’esercitazione si è svolta in Italia dal 3 al 14 novembre, avendo come base principale di rischieramento il 32° Stormo dell’Aeronautica Militare ad Amendola (Foggia) e ha visto il coinvolgimento di diverse basi dell’Aeronautica Militare con l’arrivo di piloti, specialisti, velivoli di altri reparti di volo italiani e stranieri. Oltre 1000 militari e oltre 50 assetti di Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Grecia, si sono addestrati fianco a fianco per migliorare la prontezza operativa e la capacità di cooperare in missioni multinazionali. All’esercitazione oltre ad assetti aerei, sono state impiegate unità terrestri e navali del Ministero della Difesa, e in particolare dell’Aeronautica Militare con anche assetti e personale della Marina Militare.
Le attività esercitative come la Falcon Strike 2025 rappresentano un’opportunità per addestrare il personale al fine di consentire la prontezza nelle esigenze nazionali alla luce degli attuali impegni dell’Aeronautica Militare sia in campo nazionale che nei Teatri Operativi all’estero, con scenari internazionali mutevoli e sempre più complessi.
La Falcon Strike 2025 non è solo un’esercitazione. È un salto nel futuro dell’Aeronautica Militare.
Per affrontare le sfide operative più complesse, l’Aeronautica Militare si avvale di strumenti all’avanguardia e di un addestramento estremamente realistico. Gli assetti aerei di 5^ generazione, come l’F-35, sono velivoli progettati per essere difficilissimi da rilevare, sfruttando la tecnologia stealth per muoversi in scenari ad alta complessità.
Al contempo, l’Aeronautica Militare utilizza sofisticati sistemi di comando e controllo e difesa aerea per raccogliere, elaborare e scambiare informazioni in tempo reale. Ciò permette di prendere decisioni con grande rapidità ed efficacia, in un contesto addestrativo quanto più possibile realistico.
Per essere pronti a operare negli scenari più difficili, occorre addestrarsi, secondo il principio “Train as we fight, fight as we train” ovvero “addestrarci come combattiamo e combattere come ci addestriamo“.
Il cuore dell’addestramento virtuale dell’Aeronautica Militare è il poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ) in Sardegna. Qui, non sono usati solo i caccia in volo, ma viene ricreato un vero e proprio mondo virtuale con piattaforme avanzate che replicano scenari complessi, pieni di minacce riprodotte, migliorando la preparazione del personale senza i rischi e i costi di un’operazione reale. Grazie all’uso massiccio e sempre più integrato di tali piattaforme, l’Aeronautica Militare raggiunge gli obiettivi addestrativi garantendo al contempo un notevole risparmio di risorse e un minore impatto ambientale.
#NoiSiamoLaDifesa #FalconStrike2025
Il logo dell’esercitazione rappresenta in modo simbolico e armonico i valori, gli obiettivi e l’identità della più importante esercitazione multinazionale e interforze dell’Aeronautica Militare giunta alla sua 3ª edizione.
È composto da un cerchio, al cui interno, nella parte superiore, è riportato il nome dell’esercitazione, Falcon Strike 2025. Al centro, su uno sfondo nero, risaltano tre stelle: due di dimensioni minori che rappresentano le passate edizioni e una centrale più grande, che rappresenta l’edizione del 2025, che ha preso il via il 3 novembre.
Nella parte inferiore del cerchio si sviluppa un semicerchio blu intenso, più profondo dell’azzurro tipico del dominio aereo, a indicare l’estensione della missione dell’Aeronautica Militare verso il dominio aerospaziale ad enfatizzare la missione del Comando Operazioni Aerospaziali (COA).
All’interno del semicerchio, un falco, simbolo del 32° Stormo, con uno sguardo fiero e determinato, che rappresenta la fermezza e la capacità regolatrice dell’operato militare. Sotto di esso si trova un velivolo F-35, velivolo di nuova generazione che simboleggia la proiezione verso il futuro e l’evoluzione tecnologica del settore sotto l’egida del Comando della Squadra Aerea – 1ª R.A. (CSA – 1ª R.A.).
A chiudere la composizione, nella parte inferiore del cerchio sono presenti i colori della bandiera italiana, chiaro riferimento ai valori morali e istituzionali a cui l’intera esercitazione si ispira e l’Aquila Turrita con la scritta Aeronautica Militare.
La Falcon Strike 2025 non è solo un’esercitazione. È un salto nel futuro dell’Aeronautica Militare
Per affrontare le sfide operative più complesse, l’Aeronautica Militare si avvale di strumenti all’avanguardia e di un addestramento estremamente realistico. Gli assetti aerei di 5^ generazione, come l’F-35, sono velivoli progettati per essere difficilissimi da rilevare, sfruttando la tecnologia stealth per muoversi in scenari ad alta complessità. Al contempo, l’Aeronautica Militare utilizza sofisticati sistemi di comando e controllo e difesa aerea per raccogliere, elaborare e scambiare informazioni in tempo reale. Ciò permette di prendere decisioni con grande rapidità ed efficacia, in un contesto addestrativo quanto più possibile realistico.
Per essere pronti a operare negli scenari più difficili, occorre addestrarsi, secondo il principio “Train as we fight, fight as we train” ovvero “addestrarci come combattiamo e combattere come ci addestriamo”.
Il cuore dell’addestramento virtuale dell’Aeronautica Militare è il poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ) in Sardegna. Qui, non sono usati solo i caccia in volo, ma viene ricreato un vero e proprio mondo virtuale con piattaforme avanzate che replicano scenari complessi, pieni di minacce riprodotte, migliorando la preparazione del personale senza i rischi e i costi di un’operazione reale. Grazie all’uso massiccio e sempre più integrato di tali piattaforme, l’Aeronautica Militare raggiunge gli obiettivi addestrativi garantendo al contempo un notevole risparmio di risorse e un minore impatto ambientale.
Il PISQ partecipa all’esercitazione Falcon Strike 2025 in maniera attiva attraverso la creazione degli scenari addestrativi sia nelle aree del Poligono a terra che nelle pertinenze del Distaccamento di Capo San Lorenzo. La Sala Operativa sarà attivata per gestire la rete di sensori, radar, ottiche e assetti di EW sincronizzando le minacce richieste dalla EXCON con lo svolgimento delle waves. Parallelamente, il PISQ accoglierà il team di JTAC dell’AM e la Brigata marina San Marco i quali saranno impegnati in alcuni eventi addestrativi nella designazione di obiettivi sensibili su ordine della EXCON. Tutto l’apparato tecnico-logistico del Poligono sarà posto a servizio della Falcon Strike. Specifici convogli di mezzi che simuleranno colonne di mezzi tattici si sposteranno nelle aree per creare dinamicità agli eventi.
Verranno impiegati sistemi Smokey SAM riproducenti una minaccia short range di missili contraerei spalleggiabili.
Uno degli eventi principali è rappresentato dalla minaccia Cruise Missile che vedrà in volo due radiobersagli Mirach 100/5 già nella giornata di domani con partenza dalla costa e sviluppo del volo nelle aree di mare.
Nell’ambito delle attività operative, sono state allestite numerose tensostrutture di differenti dimensioni, destinate a fornire il necessario supporto logistico che è stato garantito dalle donne e dagli uomini del 3º Stormo di Villafranca di Verona. Oltre al personale impiegato, lo Stormo ha provveduto all’impiego di diversi automezzi tattici utili alle operazioni. Durante l’esercitazione è entrato in azione anche il FARP (Forward Arming and Refuelling Point), una capacità esclusiva del 3° Stormo , elemento chiave per il rifornimento e l’armamento avanzato.
L’esercitazione Falcon Strike 2025 (FS25) è condotta con la massima attenzione alla sicurezza della popolazione e al rispetto dell’ambiente circostante. La Forza Armata è impegnata a ridurre l’impatto ecologico attraverso l’efficienza logistica, l’uso estensivo delle piattaforme di simulazione e impianti all’avanguardia.
L’Aeronautica Militare è in prima linea nella tutela ambientale, un obiettivo fondamentale per la Forza Armata e un elemento importante preso in considerazione nella progettazione, ammodernamento e realizzazione delle sue strutture. Con il programma “Aeroporti Azzurri” ( link )viene ridotta l’impronta ambientale della Forza Armata, in linea con i propri obiettivi di decarbonizzazione. In questo ambito, il 32° Stormo è Pioniere Green: l’Hangar di Manutenzione Velivoli F-35 presso la Base di Amendola, infatti è un case-study nazionale e un esempio concreto di attenzione all’ambiente, avendo raggiunto la prima certificazione LEED di livello “Gold” ( vedi le FAQ ) per un’installazione dell’Aeronautica Militare, grazie all’attuazione di tecniche avanzate di progettazione che ottimizzano le risorse energetiche con un approccio ecosostenibile.
Inoltre l’addestramento con i modelli virtuali in uso, come quello offerto dall’Operational Training Infrastructure (OT&I) presso il Poligono Interforze Salto di Quirra (PISQ) riduce i costi operativi, la logistica e, in particolare, l’impatto ambientale rispetto all’addestramento reale.
Con il medesimo approccio, tutte le attività di volo e a terra della Falcon Strike 2025 sono svolte nel pieno rispetto delle normative vigenti e con la massima attenzione alla sicurezza della popolazione e del personale per ridurre al minimo l’impatto sul contesto territoriale locale.
L’esercitazione è anche un’occasione per promuovere e valorizzare il rapporto con le comunità locali di Amendola e delle altre aree interessate, a vantaggio della sicurezza del territorio e dell’economia locale grazie al personale militare, italiano e straniero, che genera, nei giorni dell’esercitazione, un indotto economico a beneficio della comunità.
È possibile consultare la sezione FAQ per ulteriori chiarimenti o contattare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell’Aeronautica Militare per qualsiasi segnalazione o richiesta di informazione al seguente numero telefonico/indirizzo e-mail:
SMA 5° REPARTO “Comunicazione”
2° Ufficio Relazioni Esterne
Viale dell’Università n. 4 – 00185 ROMA
Telefono: 06.49866626 (dal lunedì al giovedì 8:30 – 12:00 /14:00-16:15 – venerdì dalle 08:30 alle 11:45)
email: urp@aeronautica.difesa.it
La Falcon Strike 2025 (FS25) è il più importante evento addestrativo organizzato dall’Aeronautica Militare per il 2025. Si tratta di un’esercitazione aerea multinazionale, interforze e multidominio, volta a testare e perfezionare le capacità operative in un contesto ad alta complessità.
L’esercitazione si tiene per due settimane, dal 3 al 14 novembre 2025. La principale Base Operativa (Main Operating Base) è il 32° Stormo di Amendola (FG). Sono coinvolte anche altre basi sul territorio nazionale.
Alla Falcon Strike 2025 partecipano forze aeree e assetti di Italia (Aeronautica Militare e Marina Militare), USA, Regno Unito, Francia e Grecia. Inoltre, sono presenti diverse Nazioni Observer (Osservatori).
L’esercitazione coinvolge quasi 1000 unità tra personale straniero e italiano dell’Aeronautica Militare e della Marina Militare (oltre al personale dello Stormo ospitante). Vengono impiegati decine di assetti aerei di quarta e quinta generazione.
Gli obiettivi primari della Falcon Strike 2025 sono:
* Addestramento di 5ª Generazione: perfezionare l’addestramento a livello tattico dei velivoli caccia di 5^ generazione, come l’F-35.
* Integrazione Operativa: facilitare e consolidare l’integrazione tra i caccia di quarta e quinta generazione, migliorando la capacità di operare in coalizione.
* Prontezza Operativa (Combat Readiness): condurre operazioni aeree in scenari caratterizzati da elevata minaccia per incrementare la prontezza operativa (combat readiness) delle unità partecipanti.
L’esercitazione è fondamentale per rafforzare il ruolo dell’Italia come nazione leader nell’impiego degli assetti di quinta generazione e come hub addestrativo nel Mediterraneo allargato. Contribuisce in modo decisivo alla sicurezza collettiva e alla deterrenza nel fianco sud della NATO, consolidando l’interoperabilità tra Forze Aeree alleate.
Questo si riferisce alla capacità delle piattaforme aeree più moderne (come l’F-35, che è di quinta generazione) di collaborare e condividere in tempo reale dati e informazioni con i velivoli di generazione precedente (come l’Eurofighter, di quarta generazione), moltiplicando l’efficacia operativa complessiva della coalizione.
Siamo consapevoli che le attività di volo con velivoli ad alte prestazioni possono generare fenomeni acustici di maggiore intensità, inclusi i cosiddetti “boom sonici”, come emerso in edizioni precedenti. L’Aeronautica Militare opera nel pieno rispetto delle normative e con la massima attenzione alla sicurezza della popolazione. Verranno adottate tutte le misure possibili per ridurre al minimo l’impatto acustico sulla popolazione delle aree interessate. Il boom sonico è un fenomeno acustico che si manifesta quando un velivolo supera la velocità del suono. Esso è una conseguenza, talvolta inevitabile, di determinate attività aeree essenziali per la difesa e la sicurezza nazionale.
La ragione più frequente per cui un aereo militare può generare un boom sonico è legata alle operazioni di allarme del sistema di Difesa Aerea nazionale. Queste consistono in decolli rapidi e ad alta velocità (scramble) per intercettare velivoli non identificati o potenzialmente minacciosi che violano lo spazio aereo nazionale. In tali situazioni, la prontezza e la velocità di intervento sono cruciali per garantire la sicurezza del Paese e il superamento della velocità del suono diventa una necessità operativa per raggiungere l’obiettivo nel minor tempo possibile.
L’Aeronautica Militare assicura la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. I caccia intercettori sono costantemente pronti al decollo per rispondere a qualsiasi minaccia o situazione anomala. La capacità di raggiungere rapidamente velocità supersoniche è quindi un requisito imprescindibile per adempiere a questa missione vitale per la difesa e la sicurezza dell’Italia.
Tale esigenza operativa richiede che i piloti dell’Aeronautica Militare siano addestrati ad operare in tutte le condizioni di volo, inclusa quella supersonica. L’addestramento al volo ad alta velocità è fondamentale per mantenere l’efficienza e la preparazione dei nostri equipaggi, garantendo che siano in grado di gestire i velivoli in ogni scenario. Queste attività addestrative sono condotte seguendo rigide procedure e, quando possibile, in aree designate per minimizzare il disturbo alla popolazione.
Assolutamente sì. La sostenibilità e la riduzione dell’impatto ambientale sono obiettivi importanti per la Forza Armata. L’Hangar Manutenzione Velivoli F-35 presso il 32° Stormo di Amendola, ad esempio, è stato un progetto all’avanguardia nell’ambito del programma “Aeroporti Azzurri”, ottenendo la certificazione LEED di livello “Gold” per l’ottimizzazione delle risorse e l’impegno verso tecnologie green.
La certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) è un sistema di valutazione volontario e basato sulla progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili ad alte prestazioni. L’Hangar di Manutenzione Velivoli F-35 del 32° Stormo ha raggiunto il livello “Gold”, che rappresenta un traguardo significativo per l’Aeronautica Militare, essendo la prima certificazione LEED di questo livello ottenuta da un’installazione della Forza Armata.
Tutti gli aggiornamenti, le notizie, i comunicati stampa e i contenuti multimediali (foto e video) relativi all’esercitazione Falcon Strike 2025 saranno pubblicati sul sito istituzionale dell’Aeronautica Militare e sui nostri canali social ufficiali (Facebook, Instagram, X, TikTok, YouTube, Telegram)
E’ possibile contattare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) dell’Aeronautica Militare per qualsiasi segnalazione o richiesta di informazione al seguente numero telefonico/indirizzo e-mail:
SMA 5° REPARTO “Comunicazione”
2° Ufficio Relazioni Esterne
Viale dell’Università n. 4 – 00185 ROMA
06.49866626 (dal lunedì al giovedì 8:30 – 12:00 /14:00-16:15 – venerdì dalle 08:30 alle 11:45)
“Falcon Strike 2025 rappresenta un banco di prova importante, in particolare nel settore della cooperazione internazionale e dell’interoperabilità tra Forze Aeree alleate per la sicurezza collettiva e la deterrenza nel fianco sud della NATO. Addestrarci con gli alleati significa saper rispondere insieme alle sfide e alle minacce contemporanee garantendo prontezza, resilienza e, come detto, deterrenza. Quanto viene fatto dalla Difesa deve essere visto come un’assicurazione per il progresso e lo sviluppo della nostra Nazione e dei partner dell’Alleanza. Le attività di volo e a terra saranno svolte nel rispetto delle normative, limitando al minimo l’impatto sul territorio, e con la massima attenzione alla sicurezza della popolazione e del personale. È importante sottolineare il costante rapporto con le comunità locali delle aree interessate, e anche le ricadute sull’economia locale che questo tipo di attività determinano”.
Col. Roberto Losengo, Comandante del 32° Stormo

Il Predator B è un aeromobile a Pilotaggio Remoto (APR) per missioni di ricognizione, sorveglianza e acquisizione obiettivi. Il sistema d’arma si compone di tre elementi principali. Il velivolo, equipaggiato con un motore turboelica ad alte prestazioni; la Ground Control Station (GCS), stazione di controllo a terra che grazie ad un collegamento satellitare può controllare il velivolo durante le operazioni anche a centinaia di chilometri di distanza; la Exploitation Data Station (EDS), dove le immagini ricevute dal velivolo vengono analizzate in tempo reale e, attraverso un nodo di telecomunicazioni, trasmesse agli utenti operativi.
Il Predator B offre elevate prestazioni sia nella condotta di missioni ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) sia, in ambito marittimo e terreste, nell’ambito di operazioni di pattugliamento, ricerca e soccorso. I sensori elettro-ottici, infrarossi e radar posti sotto la fusoliera permettono capacità di osservazione e di rilevamento uniche, in grado di operare anche di notte. La stazione di controllo è una vera e propria cabina di pilotaggio posta a terra, collegata tramite antenne e ricevitori in grado di comunicare con il velivolo anche via satellite.
È progettato e costruito interamente negli USA.

Caratteristiche tecniche:
Apertura alare: 20,1 m – lunghezza: 11 m – altezza: 3,8 m – velocità massima: 360 Km/h – peso massimo al decollo: 4.760 kg – impianto propulsivo: una turboelica Honeywell TPE331-10GD da 900 CVA – autonomia: oltre 30 h – carico utile: 1.700 kg.
Il caccia F-2000 A (designazione militare dell’EF-2000 Typhoon), è il più avanzato aereo da combattimento sviluppato nel continente europeo, in grado di offrire capacità operative di ampio respiro e un’efficacia impareggiabile nel settore della Difesa Aerea. Il velivolo è inserito nel servizio d’allarme nazionale, garantito dai reparti dell’Aeronautica Militare per la Difesa Aerea 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, che, in pochi minuti, assicura il decollo dei caccia per intercettare e identificare qualunque traccia aerea sospetta rilevata dai radar. L’F-2000A, che di recente ha acquisito anche capacità aria-suolo, è il frutto della collaborazione industriale di Italia, Germania, Regno Unito e Spagna.

Caratteristiche tecniche:
Apertura alare: 14,74 m – lunghezza: 15,96 m- altezza: 5,28 m – peso massimo al decollo: 23.500 kg – impianto propulsivo: 2 turbofan Eurojet EJ200 da 60kN a secco e 90kN con postbruciatore – velocità massima: 2.495 km/h – autonomia massima: 2.900 km – equipaggio: 1/2 piloti – armamento: 1 cannone Mauser cal. 27 mm, fino a 6.500 kg di carichi esterni (missili AIM-9L Sidewinder, AIM-120 AMRAAM, Iris-T, Meteor, bombe guidate della serie GBU, serbatoi supplementari e pod di puntamento laser).
Il KC-767A è la versione da rifornimento in volo e trasporto del velivolo commerciale 767-200 Extended Range. Il velivolo si può allestire in tre diverse configurazioni, con un carico utile fino a 25.000 kg: nella CARGO si possono imbarcare 19 pallet militari NATO standard; la FULL PAX ospita fino a 192 passeggeri con relativi bagagli e la COMBI imbarca fino a 100 passeggeri e 10 pallet militari NATO standard.
In tutte le configurazioni KC-767A garantisce un’elevata autonomia di volo e di carico, anche grazie alla capacità di essere rifornito in modo da estendere il proprio raggio d’azione. Come tanker (rifornitore) monta sistemi compatibili con i velivoli italiani e alleati. Le loro capacità comprendono: sistema di rifornimento boom ad asta rigida con capacità di flussaggio fino a 4.091 litri al minuto; punto centrale a tubo e cestello con capacità fino a 2.727 litri al minuto; punti di estremità alare a tubi e cestelli con capacità fino a 1.818 litri al minuto; ricettacolo universale con capacità di imbarcare fino 4.091 litri al minuto.
L’aereo è progettato e costruito da Boeing negli Stati Uniti, con una quota industriale del 15% di Aeritalia, oggi Leonardo Aircraft.

Caratteristiche tecniche:
Lunghezza: 48,51 m – apertura alare: 47,57 m – altezza: 15,85 m – propulsione: 2 turbofan General Electric GF6-80C2 da 237,37 kN – massimo peso al decollo: 180.000 kg – massimo carburante imbarcabile: 70 tonnellate – autonomia: 12.195 km – raggio d’azione: 11.500 km – velocità massima: 900 km/h – equipaggio: 2 piloti, 2 specialisti – passeggeri: fino a 192.
Il velivolo CAEW (Conformal Airborne Early Warning, denominazione italiana E-550A) è il sistema multi-sensore con funzioni di sorveglianza aerea, comando, controllo e comunicazioni, più avanzato in servizio con le forze aeree europee.
La capacità AEW-BM&C (Airborne Early Warning, Battlefield Management & Communication) è infatti oggi un indispensabile strumento per assicurare un’adeguata estensione della capacità di sorveglianza dello spazio aereo nazionale (Homeland Defence/Security). Cuore del CAEW, ottenuto installando sulla cellula il sistema radar a scansione elettronica Elta EL/W-2085, integrato con ulteriori sistemi elettronici (COMINT, ELINT, ESM, IFF, RWR) per offrire una elevata Situational Awareness in tempo reale, a 360° e a lunga distanza. Il sistema di missione ha capacità Maritime Patrol e Battlefield Management, grazie alla compatibilità con i sistemi Rover del personale impiegato a terra o sulla superficie del mare (mediante la trasmissione di immagini anche video utili all’interpretazione dell’ambiente nel quale si sta operando). Con la capacità di imbarcare quasi 19 tonnellate di combustibile, ha capacità di permanere a lungo sull’obiettivo in funzione dei parametri di missione, con quote massime di volo e velocità di trasferimento assolutamente significative.
E’ progettato e costruito in Israele sulla base del bireattore d’affari Gulfstream G-550.

Caratteristiche tecniche:
Apertura alare: 28,5 m – lunghezza: 29,4 m – altezza: 7,9 m – peso massimo al decollo: 41.300 kg – velocità massima: 941 km/h – impianto propulsivo: 2 turbofan Rolls-Royce BR710C4-11 da 68,44 kN ciascuno – autonomia: 12.500 km – equipaggio: 2 piloti più alcuni operatori di sistema – carico utile: 2.800 kg.
Il C-130J è un quadriturboelica da trasporto militare e aviolancio di paracadutisti e materiali, in servizio nelle due versioni standard (J) e allungata (J-30). Impiegato dalla 46a Brigata Aerea di Pisa, il velivolo costituisce oggi l’ossatura della componente da trasporto dell’Aeronautica Militare anche nell’impiego fuori dai confini nazionali. Tra i principali impegni degli Hercules è la rete di collegamenti aerei da e per i più importanti teatri operativi fuori area, in presenza di minacce e di notte, effettuando spesso atterraggi e decolli d’assalto da piste semipreparate e di ridotte dimensioni. La disponibilità del C-130J ha consentito anche di acquisire speciali equipaggiamenti come la barella ATI (Aircraft Transport Isolator), una capacità unica in Europa che consente il trasporto in sicurezza per via aerea di pazienti biocontaminati in vista del loro successivo ricovero presso strutture ospedaliere specializzate.
Sviluppato dal precedente C-130H con nuovi motori e avionica, è progettato e costruito interamente negli Stati Uniti.

Caratteristiche tecniche:
Apertura alare: 40,42 m – lunghezza: 29,18/34,37* m – altezza: 11,84/11,81* m – peso massimo al decollo: 79.380 kg – impianto propulsivo: quattro turboelica Rolls-Royce AE2100D3 da 4.700 CVA – velocità massima: 645 km/h – autonomia: 5.250 km – equipaggio: 2 piloti, 1 addetto carico e lancio – carico: 76 paracadutisti o 92 soldati (J-30: 112-118).
*C-130J-30
Il C-27J Spartan è il velivolo da trasporto tattico medio di progetto e costruzione italiana in dotazione all’Aeronautica Militare. Equipaggiato con motori AE2100 e numerosi apparati del C-130J, il C-27J è particolarmente versatile e flessibile nell’impiego e può svolgere con efficacia missioni da trasporto tattico operando anche da piste semi-preparate o deteriorate. Questo velivolo garantisce missioni di aviolancio di materiali e paracadutisti e di tipo sanitario. La configurazione in servizio con l’Aeronautica Militare, è molto ricca e completa, e comprende un sistema di proiezione dati di tipo avanzato, con digital map ed un doppio HUD (Head Up Display), un sistema di rifornimento in volo ed uno di auto-protezione DASS (Defensive Aids Sub System). Un esemplare è stato portato alla configurazione YEC-27J JEDI per disturbo e guerra elettronica.
Progettato da Alenia Aeronautica sulla base dell’Aeritalia G.222, è costruito da Leonardo Aircraft.

Caratteristiche tecniche:
Apertura alare: 29,70 m – lunghezza: 22,70 m – altezza: 9,70 m – peso massimo al decollo: 31.800 kg – velocità massima: 590 km/h – autonomia: 5.950 km – equipaggio: 2 piloti, 1 addetto al carico e lancio – capacità di carico: 11.500 kg o 40 paracadutisti – impianto propulsivo: 2 motori Rolls-Royce AE 2100D2 da 4.700 cavalli-albero.
Il PA 200 – Tornado è un velivolo da combattimento bireattore, biposto, con ala a geometria variabile e capacità ognitempo, di concezione e costruzione interamente europea, entrato in linea con l’Aeronautica Militare dal 1982. Acquisito inizialmente nella versione da attacco (Interdiction Strike, IDS nomenclatura aeronautica A-200A e TA-200A per gli esemplari a doppio comando da addestramento), il Tornado ha poi visto alcuni esemplari aggiornati allo standard IT-ECR (Electronic Combat Reconnaissance, nomenclatura aeronautica EA-200B) specializzato nella soppressione delle difese aeree avversarie mediante l’impiego di missili aria-superficie AGM-88 HARM.
Costruito dal consorzio trinazionale Panavia, comprendente Italia, Regno Unito e Germania, è stato costantemente aggiornato per mantenerne la validità operativa negli scenari contemporanei. Resta in servizio con il solo 6° Stormo, che impiega macchine portate allo standard Mid Life Upgrade (nomenclatura aeronautica A-200C/TA-200B).

Caratteristiche tecniche:
Apertura alare min./max: 8,60/13,91 m – lunghezza: 16,70 m – altezza: 5,95 m – peso massimo al decollo: 28.000 kg – impianto propulsivo: due turbofan Turbo Union RB.199 Mk.103 da 71,2 kN con postbruciatore – velocità massima: 1.480 km/h – autonomia: 3.800 km – equipaggio: 1 pilota, 1 navigatore – armamento: 2 cannoni cal. 27 mm (1 su IT-ECR), fino a 9.000 kg di carichi esterni (missili aria-aria AIM-9L Sidewinder, AGM-88 HARM, missili da crociera Storm Shadow, bombe guidate della serie GBU, pod da ricognizione e designazione bersagli, serbatoi ausiliari).
L’Aeronautica Militare utilizza, dal 2017, l’assetto SPYDR, versione del King Air 350 ER equipaggiata per esigenze di raccolta informazioni della Difesa.
Lo SPYDR è un aereo di nuova generazione dedicato a operazioni di SIGINT/COMINT (Signal/Communication Intelligence) e ISR (Intelligence, Surveillance, Reconnaissance) ed è in forza al 14º Stormo di Pratica di Mare.
Opera con Flying Crew dell’Aeronautica e Mission Crew in forza sia allo Stato Maggiore della Difesa che all’Aeronautica stessa.

Lunghezza 14,22 m – Altezza 4,37 m –Superficie alare 28,80 mq – Apertura alare 17,65 m – Peso a vuoto 4289 Kg – Peso max 7484 kg – Velocità max. 561 Km/h – Autonomia oltre 7 ore – Tangenza 10.668 m
Caratteristiche tecniche:
Apertura alare: 27,05 m – lunghezza: 27,16 m – altezza: 7,65 m – peso massimo al decollo: 23.000 kg – velocità massima: 480 km/h – impianto propulsivo: due turboelica Pratt & Whitney Canada PW127M da 2.500 CVA – autonomia: 3.240 km – equipaggio: 2 piloti, 5 operatori.

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