Il convegno è stata un’importante occasione di aggiornamento professionale per il personale della Forza Armata chiamato a partecipare ai vari livelli del processo decisionale
Mercoledì 26 giugno, presso l’Auditorium di Palazzo Aeronautica di Roma, si è svolto il seminario dedicato alla teoria del rischio applicata ai modelli decisionali, evento organizzato dal Servizio Infrastrutture del Comando Logistico.
L’obiettivo del seminario era quello di illustrare la teoria del rischio con un approccio innovativo assolutamente trasversale, in grado di supportare ed indirizzare utilmente il decisore pubblico, civile e militare, in tutti i campi di possibile interesse, fra i quali la progettazione ed esecuzione dei lavori pubblici, la sicurezza del volo, la programmazione finanziaria, la logistica degli approvvigionamenti.
All’evento, oltre al Capo di Stato Maggiore del Comando Logistico, Generale di Divisione Aerea Michele Oballa, hanno partecipato il Capo dell’Ispettorato per la Sicurezza Volo, Generale di Brigata Aerea Roberto Di Marco, il Capo del 6° Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica, Generale di Brigata Aerea Mauro Gnutti, il Capo del Servizio dei Supporti del Comando Logistico, Generale di Brigata Francesco De Simone e numerosi altri Ufficiali e Comandanti di Articolazioni periferiche della Forza Armata.
Nel suo intervento di apertura, il Capo del Servizio Infrastrutture, Brigadier Generale Mario Sciandra, ha sottolineato l’importanza per l’Aeronautica Militare ed in particolar modo per il personale che a vari livelli di impiego è chiamato a prendere decisioni, di approfondire le metodologie dei processi decisionali ed in particolare il percorso di analisi dei fattori di rischio che costituisce lo strumento per addivenire alle scelte maggiormente costo-efficaci.
Successivamente ha preso la parola il Prof. Luigi Pastorelli, che ha attivato la Cattedra di Teoria del Rischio presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma ed è docente della materia presso diverse Università; nell’ambito professionale, ha svolto incarichi di valutatore del rischio presso imprese in Italia e all’estero, partecipando in qualità di esperto ad Analisi dei Rischi in diversi Progetti dell’Unione Europea.
Molteplici sono stati gli spunti di riflessione offerti dal Professore in conferenza, il quale ha ribadito più volte che l’analisi del rischio deve rispondere a tre domande fondamentali: che cosa può accadere? Qual è la probabilità che accada? Se accade, quali saranno le conseguenze?
Tra i punti di rilievo, il Docente ha evidenziato come il processo decisionale deve svilupparsi seguendo diversi livelli di analisi, in particolare: l’osservazione del problema da un punto di vista sempre nuovo, la ricerca dei fattori di rischio con particolare attenzione alla frequenza e alle conseguenze che li caratterizzano e la previsione del valore atteso, intendendo questo come lo scostamento dall’obiettivo prefissato dal decisore. In questo ambito, la crisi non dev’essere interpretata come un’anomalia, ma piuttosto come una delle possibili configurazioni del sistema. Ha pertanto spiegato che per gestire una crisi non si deve fare riferimento alle sole modalità di gestione di una crisi similare precedente, sottolineando l’importanza di osservare con estrema attenzione la realtà che ci circonda, quale unico efficace mezzo per percepire gli indicatori di criticità, presenti in tutti i sistemi cosiddetti critici (categoria di sistemi complessi).