I primati e le trasvolate

Nei primi anni del dopoguerra l’Arma Azzurra pone le basi per la sua organizzazione e si afferma, verso il grande pubblico, grazie ai numerosi raid e primati di cui gli uomini in azzurro ed i loro mezzi si rendono protagonisti, in Italia e nel mondo, segnando l’epopea del volo.

E’ sufficiente ricordare il volo Roma-Tokio, nel 1920, i cui protagonisti furono Arturo Ferrarin e Guido Masiero e due giovani motoristi, Gino Cappannini e Roberto Maretto.

Dopo la costituzione della Regia Aeronautica come Forza Armata autonoma, il 28 marzo del 1923, lo sviluppo dell’aviazione conosce in Italia un nuovo impulso: l’aeroplano incarna perfettamente il modello di modernità, eroismo, capacità di imprese assolute, propugnato dal regime. E così, nel 1925, Francesco De Pinedo e il motorista Ernesto Campanelli volano per 55mila chilometri, da Sesto Calende a Melbourne, a Tokio e poi a Roma. Due anni dopo, De Pinedo, Carlo Del Prete e Vitale Zacchetti compiono una crociera di 46.700 chilometri sul percorso Elmas-Porto Naval-Rio De Janeiro-Buenos Aires-Asunciòn-New York-Terranova-Lisbona-Roma. Nel 1926 e nel 1928 le imprese del Colonnello Umberto Nobile al Polo Nord, con l’esaltante successo del dirigibile Norge e la grande tragedia dell’Italia, segnano, in soli due anni, prima l’epopea e poi l’inesorabile declino del “più leggero dell’aria”.

Si fa strada, intanto, il progetto dei lunghi raid collettivi, di cui è sostenitore Italo Balbo, Ministro dell’Aeronautica. La prima impresa è la Crociera del Mediterraneo Occidentale (26 maggio – 2 giugno 1928) realizzata da una formazione di 61 idrovolanti da Orbetello alla penisola iberica e ritorno. L’anno seguente, dal 5 al 19 giugno, è la volta del Mediterraneo Orientale: 35 idrovolanti toccano Taranto, Atene, Istanbul, Varna, Odessa, Costanza, rientrando infine ad Orbetello. Qui, nel 1930, hanno inizio i preparativi per la prima traversata dell’Atlantico in formazione, fino al Brasile. L’impresa è guidata da Balbo dal 17 dicembre 1930 al 15 gennaio 1931, giorno in cui i trasvolatori arrivano a Rio de Janeiro. Il successo ottenuto lancia il progetto analogo con cui celebrare il decennale della costituzione della Forza Armata: la trasvolata dell’Atlantico fino agli Stati Uniti. Il 1° luglio 1933 una formazione di 24 idrovolanti S.55X comandata da Balbo decolla da Orbetello per raggiungere New York diciotto giorni più tardi. È un successo incontenibile, nella patria dell’aviazione, una folla esultante attende i piloti italiani che sfilano trionfalmente per le strade di Broadway. Le crociere di massa, risultato di una preparazione seria e meticolosa, segnano il passaggio dal periodo pionieristico dell’aviazione a quello moderno, dove il volo cessa di essere espressione dell’iniziativa individuale per diventare il prodotto di un’accurata programmazione frutto di un lavoro di squadra.

Mentre prosegue la corsa ai record – la Regia Aeronautica ne detiene ben 33 degli 84 messi in palio dalla Federazione Aeronautica Internazionale – la giovane Forza Armata ha modo di mettere alla prova capacità e competenza prima in Etiopia e poi in Spagna, dove invia numerosi volontari che combattono sotto le insegne dell’Aviazione Legionaria.

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