La nascita

Il primo impiego militare di un mezzo più leggero dell’aria, da parte delle Forze Armate, risale al 1888. L’unità Compagnia Specialisti del Genio, rinominata Compagnia Specialisti d’Africa con servizio aerostieri, è inviata in Eritrea, colonia italiana, a seguito dell’infausta battaglia di Dogali. Tra gennaio e marzo del 1888 sono trasportati tre palloni aerostatici: il “Serafino Serrati” da 180 m3, l’”Alessandro Volta” e il “Francesco Lana” da 240 m3.

Il compito principale della Compagnia, dispiegata attorno a Massaua, è quello di controllare dall’alto i movimenti delle truppe abissine attraverso ascensioni frenate, con palloni vincolati a 500 metri via cavo.

Successivamente, dopo il primo volo del “Flyer” dei fratelli Wright nel 1903, il mezzo aereo inizia un percorso travolgente che vede nel 1911, durante la guerra di Libia, il suo primo impiego in assoluto in azioni di ricognizione e bombardamento. Solo tre anni più tardi, durante la Grande Guerra, l’aviazione assume un ruolo di assoluto rilievo nelle azioni di osservazione, bombardamento e nelle imprese degli Assi della Caccia come Baracca, Scaroni, Piccio, Baracchini, Ruffo di Calabria, Ranza, che venivano narrate sulle riviste dell’epoca, esaltando la fantasia popolare.

Le esigenze belliche hanno senza dubbio accelerato lo sviluppo della nuova arma aerea, considerata l’arma del futuro, e insieme alla produzione di macchine volanti sempre più efficienti nasce, con Giulio Douhet, la filosofia d’impiego che dimostrerà la sua validità fino ai giorni nostri.

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