La notte tra il 4 e il 5 ottobre del 1917 è passata alla storia per essere stata testimone di un’impresa militare di grande valore, sia per il risultato psicologico ottenuto che per la qualità tecnica della missione, anche su scala internazionale. Fu un’operazione audace e spettacolare fortemente voluta e ispirata da Gabriele D’Annunzio e divenne realtà quando una formazione di 14 bombardieri biplani trimotori Caproni Ca.3, inquadrati nel Distaccamento AR composto dalla 1^ Squadriglia Bis (Com. Gabriele D’Annunzio) e della 15^ Squadriglia Bis (Com. Cap. Leonardo Nardi) decollò dall’aeroporto pugliese di Gioia del Colle per dirigersi con rotta nord-ovest, navigando con l’osservazione delle stelle e l’ausilio di una semplice bussola, verso un obiettivo considerato strategico dai comandi italiani, ovvero le installazioni portuali della base navale austroungarica dislocata alle Bocche di Cattaro sulla costa oggi montenegrina da dove operavano sommergibili e idrovolanti. Lo svolgimento della missione, molto complessa, vide anche la collaborazione della Regia Marina che offrì la presenza di una pattuglia di torpediniere che nel buio della notte avrebbero segnalato la rotta agli equipaggi di volo dei bombardieri tenendo accesi i loro fari di segnalazione. La formazione dei nostri Caproni, comandata dal Magg. Armando Armani, giunse su Cattaro e attaccò installazioni e unità navali portando a compimento una missione di grande rilevanza e soprattutto mettendo in pratica e anticipando una delle teorie fondamentali del pensiero teorico di Douhet che attribuiva al futuro potere aereo una funzione strategica di assoluta importanza. Lo stato maggiore della Regia Marina conferì a tutti gli equipaggi della missione di Cattaro la Medaglia di Bronzo al Valor Militare.