Sull’ANSA di lunedì 22 Marzo la replica dell’Aeronautica Militare all’Associazione ‘Casadiritto’
(ANSA) – ROMA, 22 MAR
NIENTE CERIMONIE MILITARI PER CHI OCCUPA CASA ‘SINE TITULO’
AERONAUTICA, STRIDE CON NOSTRI VALORI. CASADIRITTO, RIMUOVERE NORMA
Una disposizione dello Stato maggiore dell’Aeronautica prevede per il personale in congedo che occupa alloggi di servizio senza averne il diritto, e che non rientra nelle ”tutele previste per le fasce deboli”, il ”progressivo allontanamento dalle attività di Forza armata”, comprese le ”manifestazioni e/o cerimonie che si svolgono all’interno di sedimi militari o per le quali è comunque previsto invito”. La loro presenza, infatti, ”invece di rappresentare il patrimonio di valori, dedizione e integrità da custodire e preservare per le generazioni future, costituirebbe un esempio corrosivo dei principi guida dell’Aeronautica militare”. Pugno di ferro anche per il personale in servizio che, trovandosi nelle stesse condizioni, ”lede la funzionalità della Forza armata i diritti dei colleghi più bisognosi”: i loro comportamenti ”devono essere stigmatizzati come esempi negativi, essere rilevati sul piano disciplinare e valutativo”.La disposizione in questione, contenuta in una circolare pubblicata sul sito dell’Aeronautica, è stigmatizzata dall’associazione Casadiritto, che ne chiede la rimozione. Lo Stato maggiore dell’Aeronautica replica che in questo modo si vuole evitare che, alle manifestazioni in questione, ”sia invitato o sia attribuita un’aurea di gratitudine ed esemplarità a chi sta eludendo norme e provocando danno tangibile ai colleghi in servizio e alla Forza Armata”. Casadiritto sottolinea che la disposizione dello Stato maggiore ”prevede di allontanare dalle cerimonie e di non invitare alle manifestazioni i militari in congedo e di prendere provvedimenti contro i militari in servizio, tutti quanti colpevoli di costituire un esempio corrosivo dei principi guida dell’Aeronautica Militare”’. Ma i cittadini inseriti in questa ‘black list’, come la definisce l’associazione, ”osservano in pieno le leggi e i decreti annuali” che disciplinano la materia, pagando il canone previsto o un canone maggiorato del 50%. ”Già ci arrivano numerosi commenti di indignazione – afferma Casadiritto – da parte di tantissimi aderenti ad Associazioni che si chiedono se saranno ancora chiamati, con le loro corone e bandiere, a presenziare alle cerimonie. Oppure se potranno portare figli e nipotini alle manifestazioni e rinverdire i propri ricordi”. ”Anche per loro”, l’associazione chiede di ”rimuovere urgentemente quelle parole e disposizioni così inusuali, ingiustificate e dannose”. Lo Stato maggiore dell’Aeronautica replica però che ”gli alloggi di servizio rappresentano una risorsa fondamentale per le Forze armate allo scopo di garantire il corretto turn over del personale in servizio”. Gli immobili demaniali a disposizione sono pochi e questa carenza ”èulteriormente aggravata dal mancato rilascio di diverse unità abitative da parte di alcuni militari che, pur avendo cessato il servizio attivo, continuano a detenere l’alloggio”. Si tratta spesso, viene sottolineato, di ”alti ufficiali in congedo con case di proprietà ma che non lasciano le abitazioni ricevute per l’incarico che ricoprivano”. Queste persone ”sono vincolate da obblighi di rilascio puntualmente indicati dalla legge”: obblighi che non vengono meno per il fatto che è temporaneamente sospeso il recupero forzoso degli alloggi.Precisato tutto ciò, l’Aeronautica sottolinea che ”mostrare come invitato alle cerimonie militari o sui luoghi di servizio personale quanto meno eticamente censurabile a chi, in servizio e meno abbiente, si sta sobbarcando le conseguenze economiche e familiari di pendolarismi e locazioni, stride con i valori cardine dell’Aeronautica militare e con quell’etica sostanziale che la Forza armata vuole difendere perché proprio a questa guarda il personale quando è chiamato ad operare in luoghi lontani e situazioni difficili”.
SV
22-MAR-10 19:56 NNNN
NOTA STAMPA DELL’AERONAUTICA MILITARE INVIATA ALL’ANSA
Gli alloggi di servizio rappresentano una risorsa fondamentale per le Forze Armate allo scopo di garantire il corretto turn over del personale in servizio, e nello specifico presso i diversi Enti dell’Aeronautica Militare. A questa esigenza si rivolge la “Politica alloggiativa” nell’alveo delle Politiche del Personale dell’Aeronautica Militare. La nota carenza degli immobili demaniali disponibili è ulteriormente aggravata dal mancato rilascio di diverse unità abitative, da parte di alcuni militari che, pur avendo cessato il servizio attivo in Forza Armata, continua a detenere l’alloggio sottraendolo alle esigenze istituzionali. In tale ottica i “non aventi diritto che non rientrano nelle tutele previste per le fasce deboli…” , spesso alti Ufficiali in congedo con case di proprietà ma che non lasciano le abitazioni ricevute per l‘incarico che ricoprivano, sono una parte molto rilevante del problema. Gli stessi sono vincolati da obblighi di rilascio puntualmente indicati dalla legge 497/78, dagli artt 18 e seguenti del DM 88/2004, nonché dall’art. 43 della lg 724/94 che “…fermo restando l’obbligo al rilascio…” applica solo un canone maggiorato. Al riguardo la legge 244/2007 specifica che fino all’entrata in vigore del relativo Regolamento (ormai di prossima emanazione) sono temporaneamente sospese le azioni di recupero forzoso degli immobili, ma non modifica le norme in tema di obbligo di rilascio degli alloggi di servizio, né soprattutto la necessità della Forza Armata di riassegnare i medesimi alloggi al personale in servizio. In tale contesto mostrare come invitato alle cerimonie militari o sui luoghi di servizio personale quanto meno eticamente censurabile a chi, in servizio e meno abbiente, si sta sobbarcando le conseguenze economiche e familiari di pendolarismi, locazioni… stride con i valori cardine dell’Aeronautica Militare, e con quell’etica sostanziale che la Forza Armata vuole difendere perché proprio a questa guarda il personale quando è chiamato ad operare in luoghi lontani e situazioni difficili. Ciò non impedisce ad alcun cittadino di partecipare alle cerimonie militari aperte al pubblico, ma si vuol evitare che sia invitato o sia attribuita un’aurea di gratitudine ed esemplarità a chi sta eludendo norme e provocando danno tangibile ai colleghi in servizio e alla Forza Armata.