Giovedì 21 Gennaio la bambina, in Italia per curarsi ed originaria di un villaggio vicino Herat, ha voluto fare visita ai suoi ‘amici del cielo’ Iniziava così un lungo periodo di cure e di attenzioni da parte soprattutto della famiglia che l’ha ospitata per tutto questo tempo. E’ la famiglia di Roberto Faccani, comandante dei Vigili Urbani di Bagnocavallo di Romagna in provincia di Ravenna nonché capo della Protezione Civile della Bassa Romagna, che dal 1995 collabora con le Forze Armate nei programmi cosiddetti di CIMIC, ossia quelle attività di ricostruzione delle strutture civili di paesi dilaniati da conflitti messe in opera da organizzazioni governative e non governative in cooperazione con i contingenti militari rischierati.Faccani ha alle spalle una grande esperienza di missioni di questo tipo e quando ha incontrato Nazifa e la sua famiglia ad Herat, si è reso immediatamente conto che era necessario fare subito qualcosa per salvare la vita della bimba. In brevissimo tempo sono stati quindi messi a punto i coordinamenti, con il governo afgano e quello italiano, per avere le autorizzazioni necessarie al trasporto nel nostro paese della piccola paziente. Nel frattempo l’Ospedale ‘S. Orsola’ di Bologna era già in allerta. Ed è stato così che è iniziato il viaggio della speranza per Nazifa, a bordo del velivolo C-130J dell’Aeronautica Militare. Un viaggio che la bambina non ha mai dimenticato: a bordo del velivolo, durante le lunghe ore di volo, il personale pilota e specialista non l’ha mai abbandonata e l’ha letteralmente avvolta di attenzioni e tenerezza. Trascorre così un anno e mezzo. Poi il 23 Novembre2009 il tragico schianto al suolo di un velivolo C-130J dellaBrigata Aerea, per cause ancora in corso di accertamento. Il 25 Novembre 2009 i sanitari del S. Orsola dichiarano Nazifa clinicamente guarita. Nazifa, che nel frattempo ha imparato l’italiano alla perfezione e frequenta la scuola elementare “Francesco Berti” di Bagnocavallo, guarda la televisione e vede l’immagine di quell’aereo con cui è arrivata in Italia e che non ha mai dimenticato. Nazifa non perde tempo e subito chiede a Faccanidi poter venire a Pisa per salutare i suoi amici e per portare dei fiori ed un bigliettino in cui scriverà, con calligrafia incerta, “ciao, vi voglio bene”.
Nazifa oggi è una bambina guarita, ma soprattutto è una bambina sorridente, serena e con tanta voglia di vivere. Ha imparato a giocare a dama, a scacchi, a carte, ha le sue amichette del cuore, Sara e Giulia e con loro guarda i cartoni animati. Parla con un simpatico accento romagnolo e racconta della sua famiglia rimasta ad attenderla in Afghanistan. Un papà, una mamma, una sorella e cinque fratelli, tutti più grandi di lei.
Nazifa, a poche settimane dal giorno in cui partirà nuovamente per Herat per sempre, è voluta venire a passare una giornata insieme ai suoi amici del cielo della 46ª Brigata Aerea. Ad accoglierla giovedì 21 Gennaio il generale di Brigata Aerea Stefano Fort, Comandante della 46^ Brigata Aerea, e tanto personale che l’ha coccolata per tutto il giorno. Una giornata passata prima al simulatore di volo del velivolo C-130J con il Capitano istruttore Luciano Boria, poi subito in pista per toccare con mano il velivolo. A bordo, oltre a ricevere in regalo una piccola lampadina a led dal Maresciallo Enrico Giannini, una breve ‘lezione di volo’ ad un’allieva molto attenta e curiosa. Quando ha salutato la bambina, il Maresciallo Giannini, visibilmente felice, ha detto che “Nazifa è la dimostrazione vivente che si può fare tanto semplicemente con il proprio mestiere e che lei e tante altre persone come lei rappresentano la ‘benzina’ che carica e motiva più di ogni altra cosa per dare sempre il meglio”.
Rassegna stampa: Il Viareggino di domenica 24 Gennaio