Il 05 novembre la base dell’Aeronautica Militare di Poggio Renatico, sede del Comando Operazioni Aerospaziali (COA), ha organizzato la 2^ Tavola Rotonda “Linee guida per soccorso aereo in favore di persone con disabilità non motoria”, progetto nato dalla volontà del personale dell’AM di elaborare una procedura standard per il soccorso in favore di persone con disabilità, soprattutto sensoriale o cognitiva, al fine di ottimizzare l’efficacia e la sicurezza degli interventi di salvataggio.
All’evento ha preso parte non solo il personale militare specializzato nel Search and Rescue (SAR), ma anche numerosi professionisti del mondo sanitario e del volontariato, tra cui Croce Rossa Italiana, Vigili del Fuoco Ferrara, Università di Pisa, Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili (ANMIC), Protezione Civile Emilia Romagna, Coordinamento Associazioni Volontariato Protezione Civile (CAVPFE), Associazione Donatori Midollo Osseo (ADMO) di Ferrara, Italia – Associazione Psicologia della Aviazione (IT-APA), Associazione Dalla Terra alla Luna, Lo Specchio ETS, Associazione il Nodo.
Il Comandante del COA, Generale di Divisione Aerea Luca Maineri, nel dare il benvenuto ai presenti, ha descritto il percorso affrontato nell’ultimo anno, ricco di sfide e di nuove attività, che hanno portato alla stesura delle linee guida e di un check list, grazie alla collaborazione e all’apporto di tutti i partecipanti. “È chiaramente un lavoro di squadra, non è un lavoro che l’Aeronautica può fare da sola. Noi abbiamo sfruttato le competenze del nostro Centro di Psicologia e del 15° Stormo, ma è evidente che ci sono anche i contributi forniti da voi tutti”. Il Generale ha voluto poi sottolineare come “a questa squadra oggi si aggiungono Marco e i suoi genitori”, riferendosi al giovane, con disabilità non motoria, che si è voluto mettere in gioco partecipando in prima persona alla simulazione di recupero. “Anche per loro oggi è una sfida che affronteranno forse con qualche preoccupazione ma sicuramente con tanto entusiasmo. Grazie a loro e all’associazione ‘Lo Specchio’ per essere entrati a far parte della nostra squadra per raggiungere un risultato comune”.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare, ha rappresentato un nuovo momento di incontro e confronto tra tutti gli attori coinvolti nel soccorso aereo per constatare lo stato di avanzamento del progetto e per verificare, attraverso un evento dimostrativo reale con un elicottero HH139 del 15° Stormo di Cervia, le linee guida ad oggi consolidate: per la prima volta, durante l’evento, è stato simulato il recupero (imbarco su elicottero) di una persona con reale disabilità non motoria.
L’evento dimostrativo è stato commentato “a caldo” con l’equipaggio, che si è reso disponibile nel rispondere alle numerose domande poste dai partecipanti, tutti molto entusiasti di poter apportare il loro contributo di pensiero ed esperienza in una tematica fondamentale per il futuro del soccorso aereo.
Un anno fa, durante la 1^ Tavola Rotonda, tenutasi sempre al COA, le organizzazioni civili e militari, impegnate quotidianamente nella salvaguardia della vita umana a livello locale e nazionale, si erano incontrate per condividere esperienze, proposte e suggerimenti. Da allora, è stato creato un gruppo di lavoro a guida AM composto dal Rescue Coordination Centre (RCC) del COA, dal Centro di Psicologia AM e dal 15° Stormo SAR di Cervia. Sono state così create e perfezionate le linee guida da seguire in eventi di soccorso che coinvolgono persone con disabilità non motoria, anche grazie alla sperimentazione in addestramento mirato con gli equipaggi AM del 15° Stormo. Inoltre, partendo da queste linee guida, è stata sviluppata una check-list per consentire all’utilizzatore di individuare alcune caratteristiche tipiche della disabilità non motoria e delle “carte sperimentali di comunicazione aumentativa” utili a interloquire efficacemente attraverso immagini e disegni con la persona soccorsa e a fargli capire come avverrà il salvataggio. Per verificarne poi la bontà di tali procedure e la reale applicazione, sono stati attuati scenari ad hoc in tutte le esercitazioni SAR dell’AM nel corso del 2025.
Nel pomeriggio, i partecipanti hanno potuto apportare i loro ulteriori contributi durante un’attività che li ha visti impegnati in gruppi. Al termine dei lavori, Il Tenente Colonnello Massimiliano Pierucci, promotore e responsabile di questo progetto, ha tracciato un bilancio di ciò che è stato fatto e di cosa ancora occorra per ultimarlo. Si è soffermato sull’importanza di questo progetto e di come l’AM, pioniera nell’affrontare la tematica, possa fungere da leader nel tentare di colmare un’evidente lacuna sull’argomento a livello nazionale (ma anche internazionale), tenendo conto che non esistono procedure di soccorso aereo specifiche per l’approccio e il recupero di persone con disabilità non motoria.
Il prossimo obiettivo è quello di finalizzare entro il primo semestre del 2026 una “procedura” base per gli aero-soccorritori AM da adattare eventualmente anche ad altri tipi di soccorso. “Consolidiamo quanto abbiamo fatto oggi, e poi valutiamo se svolgere l’anno prossimo una nuova tavola rotonda per affrontare qualche sfida aggiuntiva – chiosa il Generale Maineri – Dare dei protocolli significa salvare meglio e di più, avere procedure che ci consentono di affrontare la situazione in modo strutturato con la consapevolezza di essere più efficaci nella nostra azione di soccorso. Abbiamo affrontato questa nuova sfida per dare non solo ai nostri equipaggi uno strumento in più che consenta di non sottovalutare mai l’aspetto umano, anche nelle situazioni più critiche, e poter salvare più vite”.
L’Aeronautica Militare gestisce operazioni di Ricerca e Soccorso (Search and Rescue – SAR) su tutto il territorio nazionale ai più elevati livelli di professionalità, attraverso un Centro di Coordinamento e Soccorso aeronautico, il Rescue Coordination Centre (RCC), unico nel suo genere in Italia, con sede a Poggio Renatico. Questa funzione, nata per la ricerca e salvataggio di equipaggi di volo militari, opera ogni giorno h24 anche per il soccorso a favore di dispersi in mare, imbarcazioni in difficoltà, persone in pericolo di vita e popolazioni colpite da calamità naturali.