I risultati della sperimentazione dello SPacecrew Emergency Module presentati al Salone di Le Bourget
L’attivitàha previsto lo sviluppo di un dispositivo di terra (Ground Support Equipment) adatto alla verifica di materiali avanzati da usare nell’ambito delle applicazioni inerenti i sistemi di rientro orbitale dallo Spazio. Il dispositivo,denominato SP.E.M.(SPacecrew Emergency Module), è un sistema di emergenza che, una volta gonfiato, assume la forma di un cono rovesciatocapace di ospitare al suo interno un astronauta per effettuare rientri atmosferici in sicurezza. La sperimentazioneè stata avviata nel 2011 con una prima fase di supporto ingegneristico da parte del Reparto Chimico,con la progettazione e lo sviluppo di detto dispositivo, è si è conclusa a Marzo del 2013, dopo una seconda fase di prove sperimentali e di collaudo che hanno richiesto l’utilizzo di velivoli del Reparto Sperimentale di Volo per simulare flussi termici fortemente energetici assimilabili a quelli previsti durante unun tipico rientro atmosferico di un oggetto orbitante intorno alla Terra. Gli esiti di detta attività di sperimentazione, di sicura competitività industriale, hanno suscitato il forte interesse della comunità internazionale, anche in virtù delle ulteriori potenzialità in termini di sviluppi tecnologici futuri di cui il dispositivopotrebbe essere oggetto. In tale ottica, il 10 Aprile, il personale della Ditta, congiuntamente a quello militare del CSV, ha presentato l’attività svolta nel corso del “7th European Workshop on Thermal Protection Systems and Hot Structures”, tenutosi presso la sede dell’European Space Research and Technology Centre (ESTEC) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) a Noordwijk, in Olanda.Questo evento ha ulteriormente sottolineato lavisibilità e l’interesse che la sperimentazione effettuata sta suscitando non solo in ambito nazionale ma anche e soprattuttointernazionale.
Ciò dimostracome l’Aeronautica Militare continui a mostrare una particolare attenzione e un forte coinvolgimento nel settore spaziale, soprattutto nell’ambito del Volo Umano Spaziale. Il dispositivo, peraltro, costituisce non solo un sicuro elemento di interesse internazionale, ma anche un possibile e valido equipaggiamento di terra per applicazioni a carattere sia spaziale che aeronautico. Un’eventuale successiva fase di ricerca e sviluppo potrebbe infatti orientarsi a quei materiali avanzati da impiegare come rivestimenti di sistemi d’arma futuri che prevedono condizioni di volo ipersonico, ad ulteriore riprova della forte valenza aerospaziale dell’iniziativa SP.E.M. e delle possibilità di incremento delle capacità di sperimentazione del CSV stesso.