Medicina aeronautica: convegno sulla psicologia applicata al volo in Aeronautica Militare

Alla seconda edizione l’evento organizzato dal Corpo Sanitario Aeronautico e dal Centro di Psicologia dell’Aeronautica Militare

Data: 09/10/2025

Fonte: Servizio Sanitario Aeronautica Militare

Autore: T.Col. Simone DEIANA

Il 9 ottobre 2025, si è svolta a Firenze, presso l’Istituto delle Scienze Militari Aeronautiche, la seconda edizione del convegno sull’Aviation Psychology organizzato dal Corpo Sanitario Aeronautico e dal Centro di Psicologia dell’Aeronautica Militare, dal titolo “La psicologia applicata al volo in Aeronautica Militare”.

La giornata di aggiornamento scientifico è iniziata con il saluto di benvenuto del Generale di Brigata Aerea Edi Turco, Comandante dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche. Ha preso poi la parola il Capo del Corpo Sanitario Aeronautico, Generale Ispettore Capo Pietro Perrelli, il quale ha portato ai convenuti il saluto e l’auspicio di un proficuo convegno del Sig. Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva. Nel rivolgere un sentito ringraziamento alle autorità militari e civili presenti, il Generale Perelli ha voluto sottolineare come la figura dello psicologo all’interno del Corpo Sanitario Aeronautico, sia cruciale al fine di promuovere il benessere mentale, la crescita personale e l’empowerment organizzativo. A seguire, sono intervenute la Consigliera dell’Ordine degli Psicologi della Regione Toscana, Dott.ssa Eleonora Ceccarelli – a nome della Presidente del Consiglio Nazionale Ordine Psicologi Dott.ssa Maria Antonietta Gulino – e il Prof. Carlo Odoardi, a nome della Prof.ssa Vanna Boffo, Direttrice del Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze. Durante questi interventi è stata evidenziata l’importanza dell’interdisciplinarità, che in psicologia risiede nella capacità di fornire una comprensione più completa e profonda dei problemi umani, integrando le conoscenze di altre discipline per affrontare la complessità della realtà. Questo interconnessione permette di sviluppare soluzioni più efficaci, promuove la creatività e la flessibilità mentale e porta a un arricchimento reciproco tra i diversi campi del sapere, superando una visione frammentata del comportamento e della mente.

Durante il panel introduttivo sono intervenuti il Dott. Antonello Furia, medical assessor dell’Ente Nazionale Aviazione Civile, con un intervento sul ruolo dell’ENAC e dell’Aviation Psychology nell’aviazione civile e la Prof.ssa Valentina Elisabetta Antonietta Di Mattei, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia e Responsabile scientifico del Corso in Psicologia dell’Aviazione dell’Università San Raffaele, la quale, con un videomessaggio, ha illustrato ruoli e competenze dello psicologo dell’aviazione. Ha chiuso il panel introduttivo il Colonnello Federico Fioravanti, Direttore del Centro di Psicologia dell’Aeronautica Militare, che ha presentato il modello Principles, Application, In-depth knowledge, Research – P.A.I.R., sviluppato per fornire un riferimento strutturato e operativo nei diversi ambiti di intervento psicologico, nella branca della psicologia dell’aviazione. Tale modello nasce dall’esigenza di disporre di uno strumento metodologico e scientifico, che consenta un’analisi puntuale delle aree di forza e di miglioramento. Il Col. Fioravanti ha quindi illustrato i quattro panel tematici su cui si è articolato il Convegno, ciascuno corrispondente a uno degli ambiti del predetto modello.

Nel Panel 1, moderato dal Tenente Colonnello Simone Deiana, è intervenuto il Prof. Carlo Odoardi, con una relazione sul decision making in ambienti ad alte prestazioni. A seguire, sono intervenuti il Prof. Gianmarco Manfrida ed il Tenente Colonnello Luca Coppola, i quali hanno approfondito il tema dei sistemi relazionali all’interno del cockpit. In conclusione, il Maggiore Forcina ha illustrato il ruolo dello Human Factor nel controllo dello spazio aereo.

Nel Panel 2, moderato dal Generale di Divisione Aerea Roberto Di Marco, sono intervenuti: il Colonnello Gennaro Di Napoli, con una relazione sulla formazione all’Aviation Psychologist degli istruttori di specialità e volo che viene svolta nell’ambito del corso erogato dal Reparto per la Formazione Didattica Manageriale di Firenze; il Tenente Eleonora Giua, che ha presentato una relazione sulla selezione del personale della Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) ed infine il Tenente Colonnello Andrea Franceschinis, il quale ha approfondito il tema del recupero della mental health del pilota a seguito di incidente di volo.

Nel Panel 3, moderato dal Colonnello Andrea Mastrorilli, sono intervenuti: il Tenente Colonnello Pierpaolo Calanna, che ha fatto luce sul lavoro scientifico relativo all’applicazione della Social Network Analysis nell’ambito della psicologia dell’aviazione; il Dott. Tommaso Fanzone, con una relazione sulla performance e sul benessere psicologico, approfondendo interventi preventivi a supporto degli aviatori nei passaggi critici del ciclo di vita. Ha chiuso il panel la presentazione della Dott.ssa Rosanna De Paolis, che ha illustrato i requisiti e le competenze dell’Aviation Psychologist e l’incidenza del fattore “Mental Health” nell’idoneità al volo civile.

Nel Panel 4, moderato dal Generale di Divisione Aerea Alberto Surace, è stato dedicato ampio spazio alla ricerca scientifica. Sono intervenuti: il Colonnello Andrea Mastrorilli e il Prof. Andrea Chirico, con una relazione congiunta sul tema della mindfulness e dell’impiego della realtà virtuale in contesti operativi ad alta quota; il Dott. Maurizio Staid ha presentato un contributo incentrato sulla valutazione dell’attenzione nell’aviazione civile. Infine, il Colonnello Paola Verde e la Prof.ssa Laura Piccardi hanno illustrato come le neuroscienze possano essere applicate alla valutazione della performance nel personale navigante.

Questo evento scientifico, è in linea con il percorso tracciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che nel 2011 ha proposto una visione innovativa della salute, definita come la capacità della persona di adattarsi e autogestirsi di fronte alle sfide fisiche, emotive e sociali, andando quindi ben oltre la semplice assenza di malattie. Una definizione che segna un cambiamento significativo rispetto alla concezione tradizionale, centrata sulla restitutio ad integrum e che riconosce l’individuo nella sua complessità, integrando le dimensioni biologica, mentale e sociale, in una visione bio-psico-sociale della persona.