All’aeroporto militare di Villafranca medici e tecnici si sono confrontati sulle procedure per trasportare pazienti altamente infettivi Il Reparto dell’Aeronautica Militare ha quinditenutoun approfondimento formativo teorico-pratico sulla gestione e il trasporto dei malati infettivi. Un’iniziativa che da un lato ha fatto emergere il ruolo di punto di riferimento per un ampio territorio che detiene l’Ente, diretto dal Colonnello Dario Di Blasio, e dall’altro ha permesso di avviare una collaborazione fra sanità militare aeronautica e sanità pubblica territoriale, ULSS 22 della Regione Veneto, utile stimolo di accrescimento culturale e professionale per entrambe le realtà. La struttura di Villafranca, insieme all’aeroporto militare di Pratica di Mare (RM),è una delle due in Italia a gestire i bioisolatori N-36, dispositivi che consentono di trasportare soggetti con sospetto di contagio garantendo l’isolamento con l’esterno; al loro interno viene creata infatti una pressione negativa che impedisce all’aria contaminata di disperdersi nell’ambiente esterno. L’Infermeria Principale di Villafranca è l’unica, inoltre, ad essere dotata della Bio-Unit, tensostruttura di biocontenimento da campo che può essere montata ed allestita in venti minuti e contiene una camera a pressione negativa ad alto isolamento (IsoArk), una doccia di decontaminazione completamente autonoma, anche per quanto riguarda la raccolta dei liquidi reflui, nonché spazi destinati al personale e al deposito di PPE, Personal Protective Equipment: tute, maschere, guanti ad alta protezione. “Il corso – ha spiegatoil Colonnello Di Blasio –
è nato da una precisa richiesta espressadalla ULSS 22 di confronto con la sanità aeronautica, in occasione di un’esercitazione svoltasi un mese fa circa all’aeroporto civile Catullo, in cui veniva simulato l’arrivo presso lo scalo scaligero di un aeromobile con un passeggero febbrile, proveniente da area endemica per il virus Ebola”. L’Aeronautica Militare ha dispiegato in questa due giorni tutti esperti qualificati. A fianco dei rappresentanti dell’Infermeria Principale di Villafranca, che conta26 dipendenti e che ha anche il compito di coordinare le operazione di logistica sanitaria di proiezione fuori dai confini nazionali,hanno partecipato all’iniziativaanche alcuni rappresentanti del Team di Biocontenimento della Forza Armata di Pratica di Mare, che può essere chiamato ad intervenire in ogni area del mondo per prelevare, in condizioni di sicurezza, pazienti biocontaminati pertrasportarli nei centri sanitari di riferimento nazionali. Gli esperti dell’Aeronautica Militaresi sono confrontati con i medici e gli operatori sanitari della ULSS 22.Il Direttore Sanitario dell’Azienda, Dr. Luigi Bertinato, a tal proposito, ha precisato: “nella provincia di Verona, abbiamo competenza anche sul territorio dell’aeroporto Catullo che potrebbe costituire un punto d’ingresso di soggetti colpiti da virus e, sia con il servizio di Pronto Soccorso che con quello d’igiene pubblica, saremmo chiamati ad intervenire nel caso in cui emergano casi sospetti durante il volo o dopo l’atterraggio, attuando un’attività di sorveglianza che viene immediatamente estesa ai contatti, mediamente un centinaio, che hanno viaggiato insieme con il caso sospetto, che dobbiamo seguire per tutto il periodo d’incubazione del virus: nel caso dell’Ebola si tratta di 21 giorni”.