Esercitazione NATO presso il 6° Stormo L’esercitazione ha visto il rischieramento di personale appartenente ad unità di volo di altre nazionalità, in particolare hanno operato congiuntamente militari delle forze aree di Belgio, Olanda e Germania. L’esercitazione ha avuto inizio con l’emanazione di vari messaggi Intelligence in cui è stata descritta una situazione politicamente instabile nelle aree di responsabilità della NATO. Successivamente, a causa dell’insistenza e dell’uso della forza da parte delle forze avversarie, si è arrivati ad uno stato di crisi che ben presto è sfociato in uno stato di guerra, con attacchi su larga scala che hanno visto l’uso di armamentiWMD( Weapon of Mass Destruction ).
A questo punto la NATO, su richiesta dei Governi interessati ed in applicazione dell’Articolo 5 del trattato (“le Parti concordano che un attacco armato contro una di loro in Europa o in Nord America sarà considerato un attacco contro tutti loro”), è intervenuta in risposta agli attacchi condotti dalla forze avversarie al fine di garantire la sovranità nazionale dei suoi territori. Per rendere più realistica l’esercitazione sono stati inviati alle unità partecipanti vari injects simulanti azioni di bombardamento, avarie ai velivoli dalla basi madri e perdite di velivoli durante le missioni di volo.
Obiettivo dell’esercitazione è infatti addestrare le catene di Comando e Controllo di tutta la struttura della NATO, dal processo di consultazione a livello governativo, all’esecuzione delle missioni di volo.
L’intendimento della NATO con questo tipo di esercitazione è quello di mantenere una funzione di deterrente credibile quindi quello di addestrare il personale dedicato alle procedure relative alla pianificazione e alla condotta delle missioni d’attacco per mezzo dell’azione di Comando e Controllo.