Velivoli e sistemi di difesa aerea italiani nell’esercitazione complessa organizzata e condotta dal DACCC della NATO
Lo scenario dell’esercitazione comprendeva l’istituzione ed il controllo di una zona interdetta al traffico aereo (No Fly Zone), nonché una missione complessa, in coordinamento con i
Joint Tactical Air Controllers (JTAC) sul terreno, a protezione di Forze Speciali dell’Aeronautica Militare impegnate in operazioni di recupero personale rapito dalla parte avversaria.
Il
Deployable Air Operations Centre (DAOC) del DACCC, agendo come elemento rischierato di un
Joint Forces Air Component (JFAC), ha gestito – con il supporto del 22° Gruppo Radar dell’Aeronautica Militare (GrRAM) di Licola (NA) – i numerosi assetti aeronautici che hanno partecipato con varie funzioni all’esercitazione. In particolare gli Eurofightersono intervenuti per assicurare la superiorità aerea, i Tornado ECR (Electronic Combat/Reconnaissance) per la soppressione delle difese aeree nemiche, i Tornado IDS (Interdiction and Strike) e gli AMX per il supporto aereo ravvicinato ed il
Targeting dinamico e non, il KC-767 per il rifornimento in volo.
Quale minaccia terra aria da contrastare, sono stati utilizzatiun sistema
Skyguard dell’Esercito Italiano e una serie di unità fittizie.
Le Forze Speciali sono intervenute con 4 elicotteri (2HH-139 e 2AB-212) per il recupero dipersonale eostaggi, un C-130J per gli aviolanci e un C-27J in funzione diattacco al suolo e quale comando missione.