EXPEDITION 36: GLI ASTRONAUTI INCONTRANO LE SCUOLE

L'incontro si è tenuto giovedì 17 aprile presso la sede dell'Agenzia Spaziale Italiana a Roma

Data: 18/04/2014

Autore: Scuola Militare Aeronautica "Giulio Douhet" - Firenze

L’incontro si è tenuto giovedì 17 aprile presso la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana a Roma Questa la domanda di un allievo della Scuola Militare Aeronautica “Giulio Douhet”, che giovedì 17 aprile ha partecipato alla conferenza tenuta a favore delle Scuole presso l’Agenzia Spaziale Italiana a Roma, ai membri dell’equipaggio della Expedition 36: il maggiore Luca Parmitano, il comandante russo Fyodor Yurchikhin e la statunitense Karen Nyberg. Presenti all’evento studenti di tutte le età, dai più piccoli delle elementari fino ai liceali ed universitari, che, dopo un video esplicativo della missione presentato dal maggiore Parmitano, hanno rivolto domande e curiosità all’equipaggio. È il comandante russo Yurchikhin, dall’alto della sua esperienza di ben 4 “soggiorni nello spazio” a rispondere alla domanda del giovane allievo della Douhet: “siate sognatori ma concreti, abbandonate le idee fantastiche di teletrasporto ed altre fantasie televisive, dobbiamo invece concentrarci, sulla strada che si è fatta, quella dei piccoli passi avanti che si fanno tuttora”. Il maggiore pilota dell’Aeronautica Militare e astronauta italiano, nel corso del suo intervento, ha saputo emozionare e condividere il sogno del volo. Sogno che coltiva da quando era piccoloe che è riuscito a realizzare attraverso la sua carriera in Aeronautica Militare fino a diventare astronauta. Ha voluto inoltre trasmettere la volontàdi perseguire questosogno ai giovani, portando la sua testimonianza, così come fece con lui l’astronauta Maurizio Cheli quando egli stesso frequentava l’Accademia, “perché tra di voi – ha affermato Parmitano – qualcuno potrebbe seguire le mie orme e spingersi più in là”. Dal primo volo di Gagarin che durò meno di due ore, in cui gli venivano chieste semplici cose, quando ancora non si sapeva se si potesse mangiare e bere, alla scoperta della Luna ed a sopravvivere nelle spazio, al passare mesi intorno alla Terra a bordo della International Space Station, per arrivare forse un giorno a toccare la terra rossa di Marte, “e forse – ha continuato il maggiore Parmitano – sarete proprio voi ragazzi qui presenti a fare quel passo”. Havoluto sottolineareed esprimere l’orgoglio di essere Italiano, evidenziando che il 40% della stazione spaziale orbitante è Italiana, compresa la Cupola da cui gli astronauti possono dare uno sguardo all’universo. “Siamo parte di un sistema più grande che è l’Europa e questa parte si sta sempre più ingrandendo”.

Con entusiasmo gli allievi della Douhet hanno raccolto questa opportunità che si annovera nell’articolato progetto di crescita formativa della Scuola che prevede anche lo sviluppo del progetto “zerorobotics”, una competizione di programmazione di robotica aerospaziale, ovvero satelliti artificiali, realizzati dal MIT, impiegati all’interno della Stazione Spaziale Internazionale. Guarda le foto sul sito dell’ASI