Medicina Aeronautica: le teorie sull’orientamento in volo tornano in Italia dopo novanta anni

Il Journal of the History of the Neurosciences riconosce al Pilota e Colonnello della Riserva del Corpo Sanitario Aeronautico Agostino Gemelli la paternità delle scoperte sulla cognizione spaziale e sulla percezione dell’uomo in volo

Data: 30/06/2025

Fonte: Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale - Pratica di Mare

Autore: Col. Paola Verde - Lgt. Alessandro Genovese

A distanza di novanta anni le teorie sull’orientamento spaziale in volo “tornano in Italia”. Dopo un lungo lavoro di ricerca storico-scientifica, il prestigioso Journal of History of Neurosciences riconosce in Padre Agostino Gemelli il precursore delle teorie sull’orientamento spaziale in volo. L’articolo delle autrici Col. Medico Paola Verde, Capo Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale (R.M.A.S.) della Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale (DASAS) e Laura Piccardi, professoressa ordinaria di Psicologia dell’Università La Sapienza, ricostruisce e confronta le teorie di Padre Gemelli, fondatore della psicologia aeronautica e sperimentale italiana, con le teorie di illustri studiosi internazionali, tutti a lui successivi, dimostrandone l’originalità.

L’attività di Padre Gemelli che si sviluppa negli anni ‘20 e ‘30 del secolo scorso, spesso illustrata in opuscoli scritti in italiano o tedesco, in un’epoca in cui internet non esisteva e l’Italia era appena uscita sconfitta dalla guerra, viene rapidamente dimenticata. Tuttavia Gemelli, Pilota e Colonnello Medico della Riserva del Corpo Sanitario Aeronautico, è autore di contributi eccezionali per la conoscenza della cognizione spaziale, in particolare nei contesti aviatori, e descrive le sue teorie decenni prima delle scoperte scientifiche contemporanee.

Nel corso della Prima Guerra Mondiale, A. Gemelli innovò il modo con cui venivano selezionati i piloti, dando priorità alle loro attitudini piuttosto che alle capacità fisiche. Per tale motivo è da considerarsi l’antesignano del “select in”, basato sulla verifica delle attitudini e abilità al volo, contrapposto all’allora consueto “select out”, ovvero scartare i piloti dopo averli arruolati su indicazioni estremamente vaghe quali “udito e vista ottimi, peso fino a 75 Kg”.

Il suo lavoro precorse sviluppi cruciali nella cognizione spaziale, inclusi i concetti di dipendenza/indipendenza dal campo che si riferiscono a una predisposizione innata che si manifesta in due diversi modi di percepire ed elaborare le informazioni provenienti dall’ambiente circostante. Con il suo acume anticipò anche l’idea di mappa cognitiva, ossia di una rappresentazione mentale dell’ambiente che ci circonda. Esaminò la percezione attraverso la psicologia della Gestalt, ovvero un approccio psicologico che indaga il modo con cui percepiamo e organizziamo le informazioni, dimostrando che le persone creano immagini mentali dello spazio invece di limitarsi a registrare ciò che vedono.

Inoltre, lo spazio percettivo viene organizzato secondo i principi che permettono all’individuo un’analisi rapida di qualcosa di estremamente complesso: una persona tenderà ad esempio a raggruppare insieme oggetti simili, o vicini. Questa modalità di organizzare il mondo esterno si traduce in una elaborazione percettiva vincente che permette al pilota di rispondere in tempi incredibilmente rapidi e in modo accurato. Padre Gemelli analizzò criticamente l’orientamento spaziale, distinguendo tra navigazione terrestre e aerea, riconoscendo la complessa interazione tra caratteristiche cognitive interne e fattori ambientali esterni. Anticipò, infine, la ricerca moderna sulla rappresentazione spaziale, sottolineando la natura dinamica della percezione e le differenze individuali nell’elaborazione cognitiva. Le sue geniali intuizioni in relazione alle attuali conoscenze, dimostrano la sua profonda comprensione della cognizione spaziale, della percezione e delle abilità di pilotaggio indagate con i primissimi principi di psicotecnica. Si deve a Gemelli se ancora oggi negli aerei a equipaggio multiplo, il comandante siede a sinistra, perché più veloci sono le reazioni dell’arto sinistro. I suoi contributi, ampiamente ignorati dopo la Seconda Guerra Mondiale, rappresentano, in generale, una importante esplorazione dei meccanismi alla base dell’orientamento spaziale e della psicologia dell’aviazione.

Il R.M.A.S. ha raccolto l’eredità scientifica di Padre Agostino Gemelli per sviluppare i criteri con cui si effettua la valutazione operativa dei piloti quando è necessario dirimere dubbi sull’idoneità. Il compito principale del Reparto resta l’addestramento e negli anni sono stati adottati strumenti tecnologici all’avanguardia per ogni specifico ambito del volo: quali la Camera Ipobarica – una struttura a tenuta stagna e con ridotta pressione atmosferica che espone l’organismo umano a un ambiente scarso in ossigeno; il Disorientatore Spaziale – una gondola oscillante che riproduce il pilotaggio di un aereo, ove i piloti possono sperimentare gli effetti del disorientamento e poterne riconoscerne le caratteristiche durante il volo reale; il seggiolino eiettabile (ejection seat trainer)  – che simula l’eiezione dal velivolo in caso di grave avaria; e la sedia rotatoria (Barany Chair) – che ricrea, fra gli altri, alcuni effetti dell’avvitamento in volo e viene utilizzata per desensibilizzare gli allievi piloti dal mal d’aria. Con questo specifico addestramento i piloti assumono consapevolezza dei propri limiti psicofisici durante le loro missioni a beneficio di una maggiore Sicurezza del Volo.

Il Reparto di Medicina Aeronautica e Spaziale è una delle articolazioni della Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale. I suoi compiti includono sia la sperimentazione nel campo della medicina aeronautica e spaziale che l’addestramento aerofisiologico del personale di volo. La sperimentazione ha come oggetto la risposta dell’organismo all’ambiente di volo, gli effetti dell’ipossia, il disorientamento spaziale e la visione notturna, mentre nell’addestramento aerofisiologico il Reparto opera secondo gli standard internazionali adottati presso i centri di medicina aerospaziale dei Paesi alleati, con i quali mantiene stretti contatti di collaborazione finalizzati al mutuo riconoscimento dei programmi di addestramento impiegati e allo scambio di cultura ed esperienze.

La Divisione Aerea di Sperimentazione Aeronautica e Spaziale riunisce, sotto un unico comando, tutti gli enti di studio e sperimentazione dell’Aeronautica Militare. La Divisione rappresenta il principale ente di consulenza della Forza Armata e dell’Amministrazione Difesa per le prove in volo dei velivoli e dei sistemi d’arma, l’analisi e la valutazione chimico-fisica dei materiali strutturali e di consumo, l’addestramento e la sperimentazione nel settore della medicina aerospaziale, la gestione del software operativo e la verifica operativa dei sistemi d’arma. La D.A.S.A.S., inoltre, fornisce supporto tecnico-logistico e operativo agli Enti dell’Aeronautica Militare e di altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato che insistono sul sedime e gestisce, attraverso l’ATOC (Air Terminal Operation Center), i voli destinati alle operazioni fuori dai confini nazionali. L’aeroporto di Pratica di Mare è la prima base aerea militare italiana per traffico e movimenti di velivoli ed è anche unico punto di ingresso sanitario militare nazionale.