I due Typhoon, in pochissimi minuti, hanno intercettato ed indentificato tre caccia russi Nella prima mattina di giovedì, 26 aprile, due caccia Eurofighter Typhoon
italiani della Task Force Air
36° Stormo, rischierata in
Estonia, sono stati attivati con un ordine di “scramble” dal Centro di Comando e
Controllo delle Operazioni Aeree (CAOC) della NATO con sede ad Uedem (Germania),
per intercettare tre velivoli non identificati all’interno dello spazio aereo
baltico. I due velivoli in pochissimi minuti hanno raggiunto le tracce non
identificate, rivelatosi poi due caccia Sukhoi 35 “Flanker” ed un Sukhoi 24
“Fencer” della Federazione Russa, che non avevano presentato il piano di volo e
stavano omettendo di comunicare con gli enti preposti al controllo del traffico
aereo. I tre velivoli russi sono stati intercettati dai due Eurofighter italiani
che, come disposto dal CAOC NATO di Uedem, hanno effettuato le previste
procedure di VID (Visual Identification), scortando i tre Sukoi al di fuori
dello spazio aereo baltico. Arrivano così a quattordici gli “scramble” effettuati dai velivoli italiani,
che dai primi giorni di gennaio sono rischierati sull’aeroporto militare di
Ämari, in Estonia, nell’ambito dell’operazione di enhanced Air Policing della
NATO per garantire l’integrità e la sicurezza dello spazio aereo delle
Repubbliche baltiche.
Infatti, nel 2004, con l’ingresso nell’Alleanza
Atlantica dei Paesi baltici e della Bulgaria, gli spazi aerei di quei Paesi sono
divenuti parte integrante dello spazio euro-atlantico e, come tali, sono stati
inclusi nel sistema di difesa aerea e missilistico della NATO. Tale sistema comprende anche l’attività di
Air Policing, cioè della
continua sorveglianza aerea volta ad assicurare l’integrità e la sicurezza dello
spazio aereo della NATO, che, a partire dal 2014, si è deciso di rafforzare
proprio nei Paesi baltici grazie al concorso aereo, fornito a rotazione dagli
altri Paesi dell’Alleanza.
Lo “scramble” è l’attività operativa consistente
nel far attivare in maniera rapida una coppia di velivoli caccia al fine di
intercettare e identificare un aereo sconosciuto che viola lo spazio aereo
dell’Alleanza, al fine di garantire la sicurezza dei cieli da qualsiasi
eventuale e potenziale minaccia.