La base di Poggio Renatico ha ospitato una Tavola Rotonda sulla tutela della vita umana a cui hanno partecipato enti pubblici e privati, ricercatori, volontari, operatori della sanità e militari
Una Tavola Rotonda tenutasi lo scorso 18 luglio nella “Sala Micheli” della base dell’Aeronautica Militare di Poggio Renatico, sede del Air and Space Operations Command (COA), ha avuto come tema il Air rescue destinato a persone in possesso di disabilità non motorie. L’incontro è stato organizzato in collaborazione con il Air Force Medical Service.
L’evento ha visto la partecipazione non solo di personale militare legato al mondo del SAR (acronimo di Search and Rescue, cioè ricerca e soccorso), ma anche di professionisti ed operatori del settore sanitario e del volontariato. Insieme ad essi, rappresentanti dei Vigili del Fuoco, della sanità pubblica, della Croce Rossa Italiana, del C.N.R., dell’Università di Pisa e del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Moltissimi gli interlocutori che hanno mostrato la volontà di fornire il proprio contributo affinché le Best practice illustrate siano utilizzabili da tutti gli operatori del Rescue.
L’apertura dell’evento è stata riservata al Comandante del COA, Generale di Squadra Aerea Claudio Gabellini, che ha sottolineato la sensibilità del proprio staff su un argomento così delicato e rilevante. Tale sensibilità ha permesso di andare a colmare delle lacune in termini di indicazioni pratiche destinate agli operatori del soccorso, che avranno così – come recita lo slogan coniato per l’occasione – “uno strumento in più, per salvare una vita in più”.
L’introduzione, affidata al Gen. Isp. Fabio Morgagni, Capo del Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare, ha permesso alla Tavola Rotonda di entrare nel vivo dell’argomento, evidenziando come sia necessario, per gli addetti ai lavori, adoperare, in caso di emergenza, un approccio specifico, sia a livello comunicativo quanto comportamentale, per mettere in salvo una persona con disabilità non motorie.
It Centro di Psicologia del Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare – in coordinamento con il Rescue Coordination Centre (RCC) del COA – ha presentato una prima proposta di accorgimenti mirati, con l’obiettivo di prevedere un Focus particolare all’interno dell’addestramento degli aerosoccorritori of the Italian Air Force.
L’impegno assunto è quello di partire da alcune “buone pratiche” individuate (come avvicinarsi, comunicare, creare fiducia, mettere in sicurezza un individuo con disabilità sensoriali, cognitive, psicologiche, psichiatriche, neuropsichiatriche e disturbo dello spettro autistico) ed implementare moduli di addestramento dedicati per chi è chiamato ad effettuare i soccorsi. Tra gli obiettivi prefissati inoltre, l’inserimento nelle esercitazioni di settore anche di scenari che simulino il soccorso a persone con tali tipi di disabilità. Il tutto, nell’ottica del miglioramento continuo dei processi, col fine di fornire a chi effettua la ricerca e il soccorso aereo non solo una conoscenza e una consapevolezza maggiori sulle specificità del disabile non motorio, ma anche accorgimenti, strumenti pratici e indicazioni operative per portare in salvo una vita umana.