RESTAURATE LE SEMIALI DEL RO 37

Il personale del 10° Reparto Manutenzione Velivoli di Galatina ha ultimato il restauro delle semiali dello storivo velivolo

Data: 16/11/2011

Autore: 10° R.M.V. - Galatina - Magg. Carmelo Catalano

Il personale del 10° Reparto Manutenzione Velivoli di Galatina ha ultimato il restauro delle semiali dello storivo velivolo
All’evento, presenziato dal Colonnello Adolfo Battisti, Direttore del 10° Reparto Manutenzione Velivoli (R.M.V.) di Galatina, ha partecipato l’intero gruppo di lavoro e una rappresentanza di tutte le articolazioni del Reparto.
L’incarico, prestigioso e al tempo stesso delicato, è stato assegnato dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare ed è stato eseguito dal personale civile e militare del 10° R.M.V. con grande passione e professionalità e in tempi molto ristretti, senza tralasciare, peraltro, le normali mansioni di manutenzione e le attività d’istituto.
Il 10° R.M.V., già in passato, ha dimostrato la volontà di mantenere vive le tradizioni aeronautiche, dedicandosi ai restauri di un Fiat G-46 e un SM-55, vale a dire il mitico “Jahù”.
Le origini del Ro-37 risalgono ai primi anni ’30, quando il Ministero dell’Aeronautica emise una specifica tecnica per la fornitura di un nuovo velivolo leggero da ricognizione terrestre. Le caratteristiche chieste erano: il raggiungimento di una velocità massima di 350 km/h, un’autonomia di 5 ore, la capacità di operare in campi d’aviazione improvvisati e la dotazione bellica di tre mitragliatrici. Molte aziende dell’epoca manifestarono interesse per la realizzazione del velivolo, ma fu la ditta IMAM, con sede a Napoli, ad aggiudicarsi la fornitura.
Il Ro-37 fu utilizzato dalla Regia Aeronautica durante la guerra d’Etiopia, nella guerra civile spagnola, nei Reparti dell’Aviazione Legionaria, nonché nella prima fase della Seconda Guerra Mondiale. I velivoli ebbero un discreto successo, tanto che furono impiegati anche dall’Aeronautica ungherese, afghana e da alcune Nazioni del centro e del sud America.
Nello specifico, il velivolo restaurato dal personale del 10° R.M.V. è un Ro-37, nella versione bis, ritrovato nel 2006 in Afghanistan, in maniera piuttosto fortunosa, da un contingente di militari italiani. L’attività di restauro, eseguita a partire dai soli longheroni alari metallici, l’unica parte delle ali ad essere stata recuperata, è iniziata nello scorso mese di febbraio con lo studio delle centine che costituiscono le 4 semiali, essendo un aereo biplano, e la progettazione delle stesse in autocad, per poi proseguire con la relativa realizzazione, conclusasi con la suggestiva fase dell’intelatura.
Il lavoro, anche per ottimizzare i tempi, è stato organizzato con 2 squadre, che hanno proceduto dapprima all’assemblaggio della struttura interna delle semiali, per poi passare alla fase di rintelatura delle stesse. Vale la pena ricordare, infatti, che i velivoli dell’epoca erano interamente realizzati in legno e tela.
Ovviamente il restauro ha salvaguardato l’integrità storica della macchina e, ancorché in commercio vi siano ritrovati tecnologici in grado di sostituire egregiamente la funzione della tela, nel ripristinare il Ro-37 si è scelto di impiegare i materiali e le tecniche utilizzate all’epoca.
Le semiali del Ro-37 saranno ora inviate presso il museo “Volandia” di Milano Malpensa, che ha sponsorizzato il progetto nell’ambito di una convenzione con l’Aeronautica Militare, dove saranno assemblate con le parti restanti del velivolo, restaurate da altri Enti della Forza Armata e da alcune ditte civili.
Il velivolo, una volta ultimato, verrà presentatoproprio presso il museo “Volandia” per poi essere definitivamente esposto all’interno del Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle (Roma).