I PREDATOR HANNO RAGGIUNTO 10.000 ORE DI VOLO

I velivoli a Pilotaggio Remoto sono stati protagonisti delle più importanti operazioni in Italia e all’estero

7 December 2011

Author: Air Squad Command - Rome - Capt. Giorgio Bartolozzi

I velivoli a Pilotaggio Remoto sono stati protagonisti delle più importanti operazioni in Italia e all’estero
L’attività operativa, iniziata il 18 Dicembre 2004 con il primo volo in Italia, è stata condotta con l’impiego di due differenti tipi di velivoli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) in dotazione al Reparto: il Predator A+ (MQ-1), che ha effettuato circa 9.000 ore di volo, e il Predator B (MQ-9), che ne ha realizzate circa 1.000. Questo particolare assetto aereo, in grado di svolgere attività ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance), è stato impiegato in tutte le maggiori operazioni degli ultimi anni, sia in ambito nazionale, in occasione dei cosiddetti “grandi eventi”, sia nelle operazioni fuori dai confini nazionali (OFCN), ad integrazione del dispositivo di sicurezza/sorveglianza delle truppe a terra, grazie all’ausilio di sofisticate telecamere dotate di sensori elettro-ottici ed infrarosso capaci di effettuare riprese ad alta definizione del territorio sottostante con ogni condizione di luce (capacità RECCE, Ricognizione).
Bassa visibilità, lunga persistenza sull’obiettivo e nessun rischio per il personale impegnato nella gestione della missione, sono le caratteristiche che rendono gli APR delle preziose risorse aeree, capaci di fornire un contributo determinante in ogni scenario operativo.
Proprio per tali peculiarità e fin dall’inizio del 2005, il “Predator A”, versione precedente dell’attuale “Predator A+”, ha iniziato la sua attività in Iraq, nell’ambito dell’Operazione “Antica Babilonia”, seguita poi dall’Operazione “Nidus Aquilae”, inserita nella missione ISAF (International Security Assistance Force) in Afghanistan, dove il 28° Gruppo ha operato e continua ad operare tuttora con una propria cellula rischierata dal Maggio 2007. Gli assetti APR impiegati hanno totalizzato ad oggi oltre 7000 ore di volo a supporto delle truppe della coalizione, delle forze e della popolazione afghana, contribuendo in maniera determinante alla sicurezza e al raggiungimento dell’importante obiettivo di stabilità del Paese.
Nel Luglio 2009, i “Predator” hanno partecipato all’imponente cornice di sicurezza costituita in occasione del grande evento del G8 tenutosi a l’Aquila, integrandosi per la prima volta nelle fila degli assetti messi a disposizione dalla Forza Armata.
Un ulteriore salto di qualità è stato compiuto con l’acquisizione e la consegna, nel Luglio del 2010, dei nuovissimi Predator B – Reaper (MQ-9), velivoli dotati di prestazioni superiori in termini di velocità, quota di operazione e tecnologia dei sensori a disposizione.
Ad Agosto 2011, il “Reaper” è stato utilizzato, per la prima volta a livello operativo, nell’ambito dell’Operazione “Unified Protector”, sui cieli della Libia, operando in lunghe missioni di ricognizione e sorveglianza. Decollando e atterrando dalla base di Amendola (FG), gli APR hanno effettuato oltre 300 ore di volo, integrandosi con gli assetti aerei schierati dalla coalizione internazionale.
I Predator, in entrambe le versioni, sono velivoli controllati da una stazione a terra (GCS – Ground Control Station), mediante avanzati data-link e collegamenti satellitari, possono volare a grandi distanze dalla base di partenza, offrendo lunghi tempi di permanenza sulle aree di interesse per assolvere compiti di sorveglianza, ricognizione, controllo d’area ed ogni tipo di supporto a personale, civile o militare, dispiegato sul territorio.