Dal 29 maggio al 9 giugno cinque velivoli F-35A del 32° Stormo hanno preso parte ad una delle più importanti esercitazioni militari d’Europa
L’Arctic Challenge è una esercitazione che si svolge con cadenza biennale, la cui prima edizione risale al 2013. Giunta quest’anno alla 6^ edizione, l’Arctic Challenge Exercise si candida ad essere la più imponente e complessa delle esercitazioni militari mai effettuate in territorio nordico, sia per il numero di Paesi partecipanti che per il numero di assetti impiegati.
Organizzata congiuntamente da Norvegia, Finlandia, Svezia e Danimarca, quest’anno la leadership è stata affidata alla Finlandia. Complessivamente vi hanno preso parte 14 nazioni: oltre all’Italia, hanno partecipato le Forze Armate di Olanda, Belgio, Regno Unito, Italia, Canada, Francia, Germania, Svizzera, Repubblica Ceca e USA, a cui ovviamente vanno aggiunte le nazioni ospitanti.
Scopo principale dell’esercitazione è stato l’addestramento congiunto di tutte le componenti presenti che, perfezionando il processo di integrazione tra assetti di 4ª e 5ª generazione, hanno avuto modo di confrontarsi in scenari di missioni complesse e situazioni ambientali proibitive, in spazi aerei notevolmente congestionati (circa 200 aerei in volo contemporaneamente), con minacce simulate e reali, con tattiche e regole di ingaggio che hanno consentito di testare e massimizzare tutte le risorse tecnologiche a disposizione.
Tutto questo ha consentito l’accrescimento della combat readiness degli equipaggi coinvolti, favorendo l’incremento della cooperazione internazionale grazie allo scambio di esperienze maturate e conoscenze acquisite.
Proprio la disponibilità di grandi spazi aerei utilizzabili, principalmente su territorio svedese, ha reso possibile l’esecuzione di numerose sortite effettuate dai vari assetti coinvolti e rischierati presso le 4 basi di riferimento: Orland (Norvegia), Rovaniemi (Finlandia), Kallax (Svezia) e Pirkkala (Finlandia).
L’Aeronautica Militare ha preso parte all’attività con cinque velivoli F-35A del 32° Stormo di Amendola rischierati sulla base norvegese di Orland e relativo personale, integrato anche da un’aliquota proveniente dal 6° Stormo di Ghedi.
Le attività effettuate hanno abbracciato l’intero spettro delle capacità aerospaziali, includendo missioni OCA (Offensive Counter Air), AI (Air Interdiction) e DCA (Defensice Counter Air), e sono state supportate da un assetto di Comando e Controllo aerotrasportato (AWACS) e da assetti KC-135 Stratotanker per le operazioni di rifornimento in volo, il tutto inserito in scenari di minacce avanzate e implementate da sistemi della difesa aerea reali, simulatori e assetti aerotattici.
La disponibilità di un ampio poligono di tiro presente al largo delle coste occidentali norvegesi, ha inoltre reso possibile l’impiego da parte di due velivoli F-35A di due missili aria-aria (AIM-120 AMRAAM) per la neutralizzazione e l’abbattimento di due bersagli appositamente lanciati e controllati da terra.
Il successo dell’attività del primo lancio reale del missile AIM-120 AMRAAM con F-35 italiani, ha confermato non solo l’altissimo livello addestrativo e competenza raggiunte dell’Aeronautica Militare nell’impiego del Sistema d’Arma di 5^ generazione ma anche l’estrema affidabilità ed efficacia dell’F-35 che, con massima precisione e da notevole distanza, è riuscito a trovare, identificare, ingaggiare e colpire entrambi i bersagli.
Il successo dell’attività, primo lancio reale del missile AMRAAM con F-35 italiani, ha confermato l’estrema affidabilità ed efficacia del sistema d’arma che, con massima precisione e da notevole distanza, è riuscito a centrare entrambi i bersagli.
Questo evento rappresenta il raggiungimento di un’ulteriore importante “milestone” nella crescita capacitiva dell’F-35 verso il raggiungimento della Final Operational Capability (FOC) nell’anno del Centenario dell’Aeronautica Militare e ha consentito alla Difesa italiana di confermare, ancora una volta, le capacità dell’Aeronautica Militare di garantire efficacemente la difesa dello spazio aereo nazionale e dell’Alleanza.
The 32nd Wing is under the command of the Combat Forces Command (CFC) in Milan, whose assigned mission is to acquire and maintain the operational readiness of all air defence, attack, and reconnaissance units, ensuring the operational efficiency of weapon systems, equipment, and materiel, as well as personnel training and the constant updating and optimisation of operational procedures, in accordance with the guidelines of the High Commands. The CFC is under the command of the Air Squad Command, which exercises its responsibilities concerning the training, preparation, and operational readiness of its Units, so that they acquire and maintain the expected levels of operational readiness. After achieving the Initial Operational Capability (IOC), which took place in 2018, has participated, since 2019, in NATO operations in Air Policing beyond national borders. Since February 2020, the 32nd Wing is the only unit on the European scene to jointly employ both F-35A (CTOL) and F-35B (STOVL), contributing, with the 5th generation aircraft, to the capability Air Expeditionary della Forza Armata. Da gennaio 2022 il 32° Stormo è regolarmente inserito nella turnazione del Servizio di Sorveglianza Spazio Aereo nazionale e NATO. Inoltre, impiegando gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto MQ9-A, il Reparto effettua operazioni di Intelligence, Surveillance, Target Acquisition & Reconnaissance, Both national and coalition aircraft. Finally, through the MB-339 aircraft, the 32nd Air Wing completes the training of APR pilots to maintain an adequate operational level on traditional-wing aircraft.