L’evento ha visto la partecipazione di numerosi guest speaker che a vario titolo hanno trattato l’argomento dei droni e dell’utilizzo dello U-SPACE, ovvero lo spazio aereo all’interno del quale le operazioni UAS sono consentite con l’ausilio di servizi specifici dedicati al traffico unmanned
Giovedì 7 marzo, presso la Sala Conferenze della Camera dei Deputati, si è svolta un’importante conferenza dal titolo “Droni: uno strumento per la sicurezza e i territori”. Il tema d’attualità, promosso dall’On. Maullu, che riveste particolare importanza anche in considerazione dell’attuale scenario geopolitico internazionale. Quello dei droni rappresenta un settore tecnologico in via di sviluppo e di assoluto spessore economico, temi assolutamente da approfondire e che hanno posto le basi della conferenza in oggetto.
L’evento ha visto la partecipazione di numerosi guest speaker che a vario titolo hanno trattato l’argomento dei droni e dell’utilizzo dello U-SPACE, ovvero lo spazio aereo all’interno del quale le operazioni UAS sono consentite con l’ausilio di servizi specifici dedicati al traffico unmanned.
Come sottolineato dall’Ingegnere Carmela Tripaldi Direttore del Regulation and Research Innovative Mobility Direcytor di ENAC, le tecnologie emergenti, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale stanno cambiando radicalmente la nostra vita. La sfida, ha aggiunto, è capire come il Regolatore/Legislatore potrà, nel pieno rispetto dei diritti dei cittadini, garantire la sicurezza e al tempo stesso favorire lo sviluppo economico legato all’importante settore rappresentato dall’advanced air mobility che ruota anche attorno al mondo dei droni. In tal senso ha aggiunto come anche nel contesto europeo ci sia molto fermento in tal senso. Con la pubblicazione della Strategia per la mobilità sostenibile e intelligente la Commissione ha iniziato una serie di politiche al fine di poter sviluppare le ambizioni dell’agenda digitale oltre a strutturare con EDA una serie di attività per l’uso duale civile-militare per la difesa dello spazio aereo. La collaborazione tra attori civili e militari è per tutta questa serie di ragioni fondamentale.
A fatto poi seguito l’intervento dell’ingegnere Simone Menicucci, co-fondatore di STRADAai (società che si occupa di U-SPACE e consulenza nella normativa dei droni) che ha approfondito il tema dello U-SPACE definito, in base anche ai vigenti regolamenti dell’Unione Europea, come quella porzione di spazio aereo sotto i 150mt di altezza all’interno del quale chiunque voglia volare deve avvalersi dei servizi U-SPACE forniti da società U-SPACE service provider (che, in Italia, devono essere certificati da ENAC) come per l’appunto STRADAai che al, momento, è una delle prime in Italia ad aver avviato il processo di riconoscimento certificativo a cura dell’ENAC. Tra i servizi offerti rientra il tracciamento/monitoraggio del volo di un drone che, oltre a fornire in tempo reale la posizione del drone stesso, offre la possibilità di conoscere il rispettivo operatore e pilota. Nel contempo l’operatore ha modo di sapere quali sono le aree sensibili che non si possono sorvolare, indicare il nome del pilota e le aree all’interno delle quali volerà.
A seguire ha avuto luogo l’intervento dell’Ingegner Giulio Segurini, co-fondatore di STRADAai, che ha posto l’accento sulla rivoluzione nei trasporti aeronautici rappresentata dall’advanced air mobility. In questo, ha affermato, lo U-SPACE diventa un abilitatore chiave che permette la digitalizzazione di questa terza dimensione, definita come spazio di bassissima quota. Pone l’accento sul fatto che l’Italia è uno dei primi Paesi in Europa ad aprire allo spazio aereo U-SPACE.
Di rilievo l’intervento del Generale di Brigata Luca Baione, Capo dell’Ufficio Generale Aviazione Militare e Meteorologia presso lo Stato Maggiore dell’Aeronautica che, in tale veste, ha toccato temi, altrettanto importanti, legati all’importanza della difesa e sicurezza dello spazio aereo nazionale, compito assegnato istituzionalmente all’Aeronautica Militare. Riallacciandosi alla parole introduttive del moderatore ha posto l’accento sui rischi derivanti dall’utilizzo dello U-SPACE che fa parte integrante dello spazio aereo che, da definizione di ENAC, è “quell’ambiente dove si svolgono le operazioni di volo”. L’approvazione dello strategic compass da parte del Consiglio Europeo il 21 marzo 2022 ha evidenziato come, tra i tanti aspetti, “state and non-state actors are challeging our security by increasing use of drones” e “unmanned and vehicles increasingly challenge the safe unconstrained use of the airspace”. Quindi, ha evidenziato come lo sviluppo commerciale, tecnologico ed economico di questo importante settore è tuttavia subordinato, cosa non del tutto scontata, a condizioni di sicurezza di utilizzo dello U-SPACE. Ha quindi messo in luce quello che, secondo il suo punto di vista, dovrebbe essere il tema da trattare in subordine a quello della conferenza, ovvero: “La Difesa Aerea dello U-SPACE: spazio aereo sempre più congestionato e conteso”.
Ha sottolineato come tale attività sia svolta dall’Aeronautica Militare senza soluzione di continuità in piena aderenza ai dettami istituzionali e sotto comando NATO. In tal senso aggiunge come solo grazie alla protezione dello spazio aereo sia possibile pensare di raggiungere lo sviluppo industriale, tecnologico, commerciale, sociale e, infine, economico. Quindi in questo contesto di intasamento di aeromobili quali gli APR di Stato e Privati (unica definizione di aeromobili ai sensi del Codice della Navigazione, art. 744) destinati agli usi che sono stati sopra citatati bisogna anche distinguere usi malevoli (come ad esempio trasporto droga e armi in istituti penitenziari) per i quali è fondamentale strutturare la difesa per l’appunto dello U-SPACE attraverso lo sviluppo di una capacità di rilevamento, tracciamento e identificazione. Conoscere le finalità del volo consente di intervenire tempestivamente.
Non solo, al fine di consentire l’intervento degli APR di Stato (militari e Forze di Polizia) è necessario dotarsi di una procedura che dia priorità a questi aeromobili, segregando, se del caso, lo spazio aereo nell’utilizzo dello U-SPACE, in sicurezza, a similitudine di quanto avviene con i voli cosiddetti in scramble SAT (security air traffic) dell’Aeronautica Militare, ovvero quando, in difesa dello spazio aereo stesso, si interviene nei confronti di un velivolo sconosciuto.
Questo intervento presuppone quindi una capacità di reazione che implica a sua volta preparazione. Di conseguenza, ha aggiunto il Generale Baione, la collaborazione di sinergia tra le preposte autorità civili e militari sarà fondamentale per creare un flusso di informazioni ex-ante per sapere chi vola e dove vola con una banca dati condivisa. Non solo, in fase tattica (ovvero in fase di condotta) l’Autorità Militare avrà bisogno di realizzare quello che, per il traffico aereo tradizionale, si definisce recocnized air picture ovvero immagine del spazio aereo riconosciuto dove tutto il traffico è noto.
In aggiunta, il Generale Baione ha posto l’accento sulla necessità di essere pronti ad intervenire prevedendo sin da subito accordi che garantiscano, all’atto dell’identificazione della minaccia, la possibilità di intervento sia dell’autorità militare che delle forze di polizia qualora di fronte a minacce per la pubblica sicurezza, prevedendo, in tal senso, una nuova codificazione, per sillogismo, dei voli SAT dell’Aeronautica Militare. Ha infine concluso sottolineando il forte coordinamento esistente tra l’Aeronautica Militare, ENAC, ENAV e d-flight che nel panorama europeo rappresenta un unicum e, al tempo stesso, un punto di forza su cui continuare rispetto, alla possibilità prevista dalla normativa europea, di avere attori stranieri con tutte le possibili implicazioni in termini di sicurezza dei dati.
La conferenza ha infine visto l’intervento conclusivo dell’Onorevole Maullu, promotore dell’evento, che si è dichiarato confortato sia per l’approccio normativo posto in essere dall’autorità regolatoria civile, ENAC, che per le competenze che l’Aeronautica Militare mette in campo con una dimensione storica e anticipatrice. ENAC e Aeronautica Militare, conclude, sono due pilastri operativi che hanno una storia importante che possono dare un quadro di sistema interfacciandosi sia con il legislatore nazionale che dell’Unione Europea attraverso le varie forme di intervento, a disposizione, in relazione all’importante sviluppo tecnologico.