46TH AIR BRIGADE TRAINING AT FURBARA

Equipaggi del 2° e del 50° Gruppo mantengono la loro qualifica sul velivolo C-130J per la capacità di ricerca e soccorso in ambiente oceanico

24/12/2009

Autore: 17à Stormo Incursori - Furbara (Roma) - Ten. Antonio Fiordelisi

Equipaggi del 2° e del 50° Gruppo mantengono la loro qualifica sul velivolo C-130J per la capacità di ricerca e soccorso in ambiente oceanico Tale missione è stata concepita al fine di fornire un pronto servizio di ricerca e salvataggio durante i voli transoceanici. L’importanza di quest’attività è evidenziata dai tempi di sopravvivenza estremamente ridotti in caso di incidente di volo, in mari in cui la temperatura dell’acqua può essere particolarmente bassa. Questa tipologia di missione inizia con l’allertamento del velivolo SAR Oceanico e procede, poi, con la localizzazione dell’equipaggio disperso in mare marcando il luogo dell’incidente con coloranti e fumogeni e con il successivo rilascio della catena SAR, costituita da un battello autogonfiabile da 10 posti al quale è fissata una cima di 200 metri, dotata di galleggiante, che ne consente il recupero in mare da parte dei sopravvissuti. Durante le fasi addestrative presso Furbara, questi ultimi sono stati simulati da due piloti provenienti dal 6° Stormo di Ghedi (Brescia) e dal 50° Stormo di Piacenza. Per ridurre il tempo necessario per la fase di localizzazione, è utilizzato il sistema Sarbe 8 SAR, che è un localizzatore personale di posizione e fa parte dell’equipaggiamento dei piloti di jet coinvolti nei voli transoceanici ed è munito di un ricevitore GPS. Le coordinate GPS sono quindi trasmesse a bordo del velivolo di salvataggio C-130J all’unità Sarfind. Per avere un accurato punto di sgancio della catena SAR, con un errore inferiore ai 30 metri, è stato sviluppato un software dedicato elaborato dal Centro Sperimentale di Volo di Pratica di Mare, chiamato CASPER (Computer Aided Survivor’s Position Estimation and Rescue, Stima della Posizione e Salvataggio del Sopravvissuto Computer-Assistita) che elabora i dati GPS calcolando il punto di impatto della catena SAR in base alla posizione stimata del sopravvissuto al momento del lancio della catena stessa. Questa tipologia di attività è stata inserita tra le missioni della 46^ Brigata Aerea del 2008con esercitazioni dapprima teoriche e successivamente pratiche al largo di Viareggio con il supporto fornito a mare dai mezzi della Capitaneria di Porto. Questa è la prima volta che tale addestramento viene svolto esclusivamente all’interno dell’Aeronautica Militare con il supporto di mezzi e personale qualificato del 17° Stormo che ha garantito l’assistenza durante ogni sua fase.