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Crociera delle due Americhe
16/02/2022
Ufficio Generale del Capo di SMA

Il 13 febbraio 1927 il Tenente Colonnello Francesco de Pinedo decollò da Elmas, insieme al Capitano Carlo del Prete ed al motorista Vitale Zacchetti, su un idrovolante Savoia Marchetti S.55, a cui venne dato il nome di una delle caravelle di Cristoforo Colombo, “Santa Maria”, in coerenza con il significato simbolico dell’itinerario.

De Pinedo, insieme ai suoi compagni di avventura, costeggiò a tappe la costa africana e, dopo la traversata dell'Oceano Atlantico, giunse a Porto Natal, in Brasile, il 22 febbraio.

Da lì proseguì fino a Buenos Aires da dove iniziò la risalita del continente sudamericano fino a raggiungere gli Stati Uniti. Dopo un imprevisto che portò alla distruzione del velivolo al Roosevelt Lake, De Pinedo e il suo equipaggio dovettero attendere l'arrivo di un secondo S.55, che giunse via mare a New York circa un mese dopo e che venne battezzato "Santa Maria II". L'8 maggio De Pinedo riprese il volo con il suo equipaggio raggiungendo Boston. Da lì ebbe inizio il viaggio di ritorno che si concluse il 16 giugno 1927 al Lido di Ostia dopo un percorso totale di 43.820 km compiuto in 44 tappe coperte in 123 giorni e 280 ore di volo.

​Francesco de Pinedo

Francesco De Pinedo nacque a Napoli il 16 febbraio 1890 e morì il 2 settembre 1933 a New York, durante un tentativo di decollo dal campo Floyd Bennet. 

Nel 1908, dopo il conseguimento della licenza liceale, si iscrisse all’Accademia Navale di Livorno; con atto 4 dicembre 1909 contrasse la ferma di sei anni e fu iscritto nel Corpo dello Stato Maggiore della Marina, prestando giuramento di fedeltà a Taranto il 18 dicembre 1911.

Nominato già nel 1916 pilota militare di idrovolante, nel maggio 1923, due mesi dopo la costituzione della Regia Aeronautica, De Pinedo venne trasferito al 2° Gruppo Idrovolanti e comandato presso il Comando Generale dell’Aeronautica quale comandante di idrovolanti. Dal 16 ottobre 1923 cessò di appartenere ai ruoli della Marina ed entrò a far parte del Corpo di Stato Maggiore dell’Aeronautica.

Dopo le due crociere del 1924, con tratta Brindisi-Istanbul-Brindisi e Sesto Calende-Olanda-Roma, Francesco de Pinedo decise di compiere la prima grande trasvolata intercontinentale. E fu così che il 20 aprile 1925 De Pinedo, con il motorista Ernesto Campanelli, a bordo di un idrovolante SIAI S.16 ter, battezzato "Gennariello", compì una crociera lunga 55.000 km partendo da Sesto Calende e facendo tappa a Melbourne, Tokyo e Roma.

Per la seconda grande impresa De Pinedo aveva previsto un percorso di 120.000 km che doveva toccare cinque continenti e tre oceani: oltre all’Atlantico, il Pacifico e l’Indiano. Ma l'Alto Commissario dell'Aeronautica, Benito Mussolini, pretese di ridurre il percorso e ne suggerì uno a forte valenza simbolica: una doppia traversata dell’Atlantico e un volo sul continente americano per toccare le diverse nazioni con massicce comunità di emigrati italiani. Immaginò dunque un tragitto meno ambizioso, ma non meno impegnativo: fu così che Francesco De Pinedo, con il suo equipaggio, compì nel 1927 la Crociera delle due Americhe.

Dallo Stato di servizio si legge: “Insuperabile pilota di idrovolanti compiva, negli anni 1925 e 1927, due crociere aeree traversando due volte l’Atlantico ed accrescendo il prestigio dell’Aviazione Italiana. Nel tentativo di decollo per battere il primato di distanza trovava morte gloriosa".

Nell'ottobre 1928 assunse le funzioni di Sottocapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica che esercitò per circa un anno, dopodiché fu nominato addetto aeronautico presso l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, incarico che ricoprì fino al 22 settembre 1932. 

Tornato a Roma, il trasvolatore iniziò la preparazione di un’impresa mirata a riconquistare fama e prestigio internazionali: scopo del volo questa volta sarebbe stato stabilire il nuovo record mondiale di distanza in solitaria, da New York a Baghdad. Ma uscito di pista durante il decollo, morì nell’incendio che distrusse il suo velivolo. Dopo i funerali solenni svolti nella cattedrale di San Patrizio a New York, la salma venne portata in Italia.

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